Basket

Playoff: la "folle" Sassari va sul 2-1 nella serie con Milano

La Dinamo si aggiudica gara 3 di semifinale con giocate spesso al limite dell'incoscienza. Ma in realtà è proprio questo il suo segreto

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Paolo Corio

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L'hanno già scritto tante volte, ma giova ricordarlo: solo un coach con la pazienza e la fisolofia positiva come Meo Sacchetti potrebbe guidare questa Dinamo Sassari, che si aggiudica gara 3 superando per 84-76 l'Olimpia Milano, senza cadere vittima di ripetute crisi isteriche a ogni incontro.

Come quando i sardi partono in contropiede tre o addirittura quattro contro uno e decidono di chiudere l'azione con un tiro sbagliato da oltre l'arco (e meno male che arriva poi il rimbalzo offensivo). O come quando Jerome Dyson, peraltro il trascinatore del Banco di Sardegna con 16 punti e 5 assist, lascia costantemente sul posto tutta la difesa milanese andando però poi a chiudere con una schiacciata sul ferro o con qualche funambolico avvitamento piuttosto che appoggiare semplicemente a canestro (e meno male che il più delle volte gli fischiano uno dei 10 falli da lui subiti nell'arco dell'incontro). O ancora come quando sul punto a punto finale quelli in biancoblu decidono di puntare su acrobatici alley-oop di Shane Lawal (e meno male che il centro di Sassari trova invece il tap-in in schiacciata del 73-71, in una super-serata da 19 punti e 9 rimbalzi) o di scommettere sulle più "prudenti" triple sparate direttamente da casa (e meno male, ma non è fortuna, che entra quella di Logan del 76-73 in una serata per lui invece non eccezionale).

In realtà, però, coach Meo Sacchetti ha capito in anticipo - lavorandoci adeguatamente sopra - quello che ora stanno vedendo tutti: l'incoscienza di questa Dinamo Sassari, integrata con una difesa che consente tanto quei contropiedi in ampio sovrannumero quanto il vantaggio di avere più palloni da giocare più o meno fantasiosamente nei punto a punto finali, è la grande arma che consente a Sosa (6 punti, alla sua prima partita sotto tono in questi playoff) e compagni di non avere proprio alcun timore reverenziale nei confronti della corazzata EA7 Milano, nel cui ampio e ricco roster brillano questa volta solo lo spirito indomito di capitan Gentile (al suo top stagionale con 27 punti e 7 rimbalzi) e quello da lottatore di un Samardo Samuels (alla sua ennesima doppia doppia con 15 punti e 11 rimbalzi) tenuto un po' troppo fuori dai giochi nel finale da coach Luca Banchi.

Il resto, in casa Armani, è davvero poco o niente (6 punti di Kleiza e Brooks, 5 di Ragland, 3 di Hackett, "virgola" di Melli) e, se non si inverte la tendenza, la follia di Sassari rischia per i campioni d'Italia di diventare sempre più lucida.

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