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Basket

L'altra faccia delle conferenze-stampa del "Poz"

Furoreggiano nel web i siparietti post-partita tra Pozzecco, coach di Varese, e i giornalisti. Ma c'è anche la parte più seria, e altrettanto interessante

Battute a raffica e ripetuti sketch con i giornalisti in sala-stampa (spesso aperti dallo strategico "come ti chiami?" a portare subito il rapporto sul piano della massima confidenza) stanno rendendo le conferenze post-partita di Gianmarco Pozzecco un "cult" non solo per gli appassionati di pallacanestro. Quasi una web comedy la cui ultima puntata - attesa dal sempre più numeroso pubblico - va sistematicamente in rete dopo ogni turno di Campionato, spesso pure con opportuni tagli prima della messa online per presentare solo i momenti di maggiore umorismo.

Ma c'è anche un'altra sceneggiatura da apprezzare: quella del "Poz" nei panni del coach che analizza la partita con una disponibilità indipendente dal risultato e con una voglia di confrontarsi indipendente dall'interlocutore. Un approccio decisamente diverso da quello di diversi suoi colleghi resi frettolosi da una possibile vittoria tramutatasi poi in sconfitta o portati a sbrigative spiegazioni "perché intanto sono cose da tecnici".

Un esempio di quanto sopra Pozzecco l'ha dato anche domenica scorsa in quel di Roma, subito dopo che la sua Varese - dominata la prima parte dell'incontro - era stata messa ko dai padroni di casa dell'Acea. Focalizzato il problema della sua squadra senza isterismi, ecco poi arrivare un'interessante serie di considerazioni sulla mancanza di squadre con un vero gioco interno in questo torneo, sulla scarsa tutela di cui oggi godono i centri nel duello vicino al canestro contro i piccoli rispetto al passato, sulle differenze tra gli arbitri della massima serie e quelli delle leghe inferiori.

Il tutto con riferimenti alla lettura di Malcolm Gladwell, giornalista e sociologo canadese autore di diversi best-seller sull'ottimizzazione delle proprie capacità, e con l'ammissione - a proposito del suo rapporto con i fischietti - di una... insospettabile convivenza con l'arbitro Lo Guzzo. Perché il "Poz" non può prendersi sul serio nemmeno quando lo è per davvero.

La conferenza-stampa dopo la sconfitta di Roma

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