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Basket, Serie A: lo stato dell'arte dei palazzetti, tra ampliamenti e difficoltà

La Fip ipotizza impianti da 5 mila posti per chi fa i playoff, ma meno della metà dei club ne dispone. Anche se qualcosa si muove...

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Supporter's Magazine

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"Sogno impianti con i seggiolini dotati di sensori di prossimità, dove ti recapitano la Coca Cola senza che ti debba muovere... Da qualche parte sono già realtà": così Federico Zurleni al Corriere della Sera in una delle sue prime interviste da direttore generale della Legabasket. Ma allo stato attuale dei palazzetti della nostra Serie A, l'immagine più che futuribile pare addirittura fantascientifica: anche perché - passateci la battuta - in diversi casi mancano proprio i seggiolini...

Dove ci sono lavori in corso
Se infatti trovasse corso la richiesta della Fip di avere palasport da almeno 5 mila posti per poter disputare gli incontri di playoff, nove delle 16 squadre di Serie A dovrebbero trovarsi un'altra casa per la post-season. Con il problema di tutt'altro che facile soluzione, come dimostra anche il fatto che il piano strategico proposto dalla Legabasket per il quinquennio 2016-2020 contiene soltanto alcune ipotesi di adeguamenti graduali a standard minimi, senza dare disposizioni specifiche circa la capienza. Esemplare in questo senso il caso dello storico PalaBigi di Reggio Emilia, che tornerà presto a ospitare la Grissin Bon dopo alcuni lavori di ammodernamento che hanno sì aumentato il numero dei posti a sedere, ma fermandosi a un totale di 4.600.

Volendo sempre guardare al bicchiere mezzo pieno, qualcosa si sta muovendo anche altrove: nell'attesa del via ai lavori che a Cantù dovrebbero portare l'altrettanto storico Pianella - una volta abbattuto e riucostruito - a trasformarsi nel nuovo PalaGera (dal cognome del patron, Dmitry Gerasimenko) da 5.700 posti, anche a Brescia sono ormai prossimi alla ristrutturazione del vecchio PalaEIB per farne una struttura da 5.500 spettatori. Intervistata in esclusiva da Supporter’s Magazine, Graziella Bragaglio, presidentessa della Germani, ha infatti dichiarato: "La città di Brescia ha grandi progetti, primo fra tutti il nuovo palazzetto che si chiamerà Pala Leonessa e che, se non ci saranno intoppi burocratici, sarà pronto per la prossima stagione sportiva". Intanto la Leonessa è ospitata al PalaGeorge di Montichiari, con ampie tribune, spazi per la stampa ben attrezzati, parcheggi accoglienti, bar e aree ristoro soddisfacenti.

Dove ci stanno pensando
Proseguendo a nord-est, anche a Trento società e Comune paiono pronti a valutare un ampliamento dell'impianto, aggiungendo posti agli attuali 4.300 del PalaTrento, condiviso dall'Aquila con la locale squadra di volley sempre di Serie A; mentre la Reyer Venezia del sindaco Brugnaro sarebbe alla ricerca di una nuova casa, naturalmente in terraferma, perché il Taliercio di Mestre è ormai piccolo per una società che ha squadra maschile e femminile nella massima serie e che cerca di allargare il proprio bacino di pubblico soprattutto in provincia.

Dove sono già a posto
Nessun problema invece a Milano, con il Forum ormai definitiva casa formato Eurolega dell'Olimpia (anche se qualche piccolo ammodernamento non guasterebbe, anche e soprattutto riguardo i servizi igienici), così come a Torino, dove il club ora sponsorizzato Fiat può contare sui 5 mila posti del PalaRuffini, ma anche sul multifunzionale PalaVela e addirittura sul PalaIsozaki (sfortunata sede del pre-olimpico azzurro) da 14 mila posti.

Dove è tutto fermo
Diversa invece la situazione al Sud, dov'è particolarmente spinoso il caso di Brindisi. Il PalaPentassuglia, omologato a 3.532 spettatori dopo il restilyng del 2010, ha infatti diversi seggiolini posti dietro alle colonne portanti e quindi di fatto inutilizzabili per scarsa visuale del campo di gioco. Per di più in Puglia non esiste un palasport omologato per 5 mila posti: il PalaFlorio di Bari, peraltro distante oltre 100 chilometri, ne può infatti accogliere solo 4.540.

A Brindisi in un recente passato è stata anche ipotizzata l’ennesima ristrutturazione del vecchio impianto, con rotazione delle tribune e del campo di gioco per arrivare a 5 mila posti, ma l’idea è presto tramontata anche per le vicende giudiziarie che hanno riguardato la vecchia giunta comunale, con quella nuova che ha scelto di non partecipare all'assegnazione dei finanziamenti rivenienti dall'accordo fra Regione Puglia e Credito Sportivo. Così Fasano, grosso centro a nord di Brindisi con la sola squadra di pallamano ai vertici, avrà due milioni di euro da spendere per la costruzione di un palasport polivalente. Riproponendo il tema, valido anche per altri club, di dover migrare in impianti più o meno prossimi in caso di stagioni particolarmente brillanti...

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