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Nba: Il ritiro di Kobe Bryant? Per i Lakers sarebbe un affare

Ecco perché con l’addio del Mamba Los Angeles potrebbe costruire una squadra da sogno con LeBron James e Kevin Durant

Teobaldo Semoli

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Una premessa. Il valore di Kobe Bryant non si discute; dal punto di vista tecnico, caratteriale, di leadership è stato “il giocatore” capace – oltre che di mettere insieme un incredibile numero di vittorie e record personali – di raccogliere l’eredità di una generazione di giocatori (di cui il numero 1 è stato Michael Jordan) che hanno segnato indelebilmente la storia del basket americano.

Eppure a distanza di 19 anni dalla sua entrata nell’Nba – era il 1996, anno in cui venne scelto con la chiamata numero 13 dagli Charlotte Hornets – dopo 5 titoli vinti con i Lakers, di cui è diventato il miglior realizzatore ogni epoca, Kobe pare essere diventato a tutti gli effetti un problema per la franchigia di LA. 

Negli ultimi tempi si sono rincorse le voci, in parte smentite dallo stesso Bryant, a proposito di un suo possibile ritiro al termine della prossima stagione, quando scadrà il suo contratto da 25 milioni di dollari l'anno. Accordo che i Lakers sarebbero felici di non rinnovare, aspettandosi – così ha lasciato intendere il loro Gm Mitch Kupchack – che sia lo stesso Mamba ad annunciare la sua decisione di lasciare la pallacanestro.

 

STIPENDI Firmare Bryant a cifre da gregario sarebbe impossibile per LA; così come i numeri dell’attuale contratto sono evidentemente ingiustificati per un giocatore che nelle ultime due stagioni ha saltato un totale di 127 partite. Più importante delle questioni di cuore, c’è che a oggi lo spazio salariale a disposizione dei Lakers – la cifra che possono spendere per gli stipendi dei loro giocatori, senza incorrere in una mega sovrattassa – è di 67 milioni di dollari, a cui vanno sottratti gli assegni mensili di qualche gregario (a LA ce ne sono parecchi, per il momento) e soprattutto i predetti 25 milioni dell’ultimo anno di contratto di Kobe. Ciò che resta, circa 27 milioni, sarà utile a LA per firmare un paio di buoni giocatori nella prossima estate, ma nulla più.

SHOWTIME Ma nel 2016 la situazione potrebbe essere ben diversa; con l’uscita di scena (auspicata) di Bryant e l’innalzamento del salary cap a 89 milioni, grazie all’entrata in vigore del nuovo accordo sui diritti tv, il Gm Kupchack potrebbe ritrovarsi con un tesoretto di 76 milioni – 89 meno i 13 milioni dei contratti in essere – da “spendere” sul mercato stipendi. Guarda caso nella torrida estate 2016 saranno free agent nientemeno che Kevin Durant e LeBron James. Per chi non li conoscesse, rispettivamente l’Mvp 2014 e 2013 (per la verità anche 2012, 2010 e 2009). Andando a scorrere i nomi degli altri giocatori in scadenza di contratto e lasciando correre un tantino la fantasia si vede come i Lakers, considerato il budget a disposizione, potrebbero formare un quintetto da sogno in grado di comprendere anche Al Horford, ala grande di Atlanta, il centro dei Bulls Joaquim Noah e il playmaker di Memphis Mike Conley. Il sacrificio ovviamente sarebbe quello di salutare Bryant, uomo simbolo di LA nelle ultime due decadi.. D’altra parte se sognare non costa nulla, nessun giocatore (nell’intera Nba) costa caro come Kobe.

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