Basket

Nba, Paul George: "Per me sarà molto più di un All Star Game"

Ripresosi dal terribile infortunio, l'ala degli Indiana Pacers guarda con entusiasmo alla "partita delle stelle" del 14 febbraio

paul_george

Gianpaolo Ansalone

-

Sono passati quasi due anni da quell’agosto 2014 quando Paul George, 25enne ala degli Indiana Pacers, si infortunò gravemente durante un'amichevole della nazionale Usa. Quella frattura di tibia e perone, il cui video fece tra l'altro il giro del mondo suscitando un brivido a chiunque lo guardasse, gli costò ovviamente i Mondiali che sarebbero iniziati di lì a poco, ma soprattutto mise a forte rischio la stessa carriera del giocatore.

Per fortuna l'intervento chirurgico fu perfetto e, dopo l'inevitabile periodo di durissima riabilitazione, oggi George è di nuovo in campo a pieno ritmo, viaggiando a 23 punti di media (suo massimo di sempre) e riscuotendo l'applauso di tutti i tifosi dell'Nba per la sua dedizione e la voglia di tornare protagonista, con relativo inserimento nel quintetto base del prossimo All Star Game di Toronto, in programma domenica 14 febbraio. Appuntamento prima del quale George si è concesso in collegamento via Web ai media europei...

Quanto è stato difficile recuperare da quel terribile infortunio?
"Sono sempre stato conscio della necessità di lavorare duramente per riuscire a tornare in campo e forse anche per questo non ho mai perso la convinzione di poter giocare di nuovo ai miei livelli, anche se - a dire la verità - non credevo sarebbe stato possibile in così poco tempo. Il riconoscimento dell’All Star Game è quindi il premio più bello ed emozionante che potessi ricevere: mi ripaga degli sforzi fatti e significa che le persone hanno capito la voglia ed il sacrificio che ho messo in palestra per tornare a essere quello di prima".

Per te sarà quindi un All Star Game dal valore unico...
"Sicuramente. Anche se è solo una partita di 'esibizione', in cui conta solo lo spettacolo, mi impegnerò per dare il massimo e giocare come se fosse una partita di campionato. Ho voglia di rivivere dei momenti che, nel periodo dell’infortunio, mi mancavano. Assaporare un evento del genere, stare al fianco di grandi campioni, giocare davanti a un pubblico numeroso e caloroso: sono tutte cose che voglio tornare a godermi".


Con gli Indiana Pacers le cose non sembrano invece andare secondo i pronostici di inizio stagione: tu come la vedi?

"Non siamo partiti benissimo e finora abbiamo ottenuto molto meno di quello che possiamo effettivamente dare. La nostra squadra ha un valore più alto di quello che stiamo dimostrando, ma sta a noi cambiare la rotta. Siamo in una Eastern Conference più competitiva rispetto alle ultime stagioni e, nonostante qualche partita gestita male o sfortunata, abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. Sono comunque convinto che quando arriveremo ai playoff potremo dire la nostra e mettere in difficoltà diverse squadre".

C'è addirittura chi ti indica come possibile Mvp: cosa rispondi?
"In questo momento, sono sincero, non credo proprio di meritare di essere inserito in lista come possibile Mvp. Se magari avessimo vinto più partite, sarebbe stato anche possibile, ma al momento non è una cosa realistica. Piuttosto devo pensare a migliorarmi e aiutare la squadra a migliorare: abbiamo perso troppe partite nei minuti finali e dobbiamo imparare a essere più decisivi, a partire ovviamente dal sottoscritto".

© Riproduzione Riservata

Commenti