Basket

Settimana Nba: LeBron James infuriato, JJ Redick al massimo

A Est "The King" sbotta vedendo i suoi Cavaliers "massacrati" dai Warriors. A Ovest 40 punti e high in carriera per la guardia dei Clippers - video

jj_redick

The Basketball Post

-

"Qui Est, Qui Ovest" è il nostro punto settimanale sull'Nba (a cura del sito The Basketball Post) che evidenzia i protagonisti tanto in positivo quanto in negativo dell'Eastern e della Western Conference. Ecco i "top & flop" dell'ultima settimana a livello di squadre e giocatori, insieme con le partite da ricordare e quelle da non perdere nei prossimi giorni.

Qui Est

La squadra. La netta e prestigiosa vittoria casalinga contro i Golden State Warriors dei record certifica definitivamente (e sorprendentemente) l'ottima prima metà stagione dei Detroit Pistons, con un record ben al di sopra del 50% di vittorie. L'asse play-pivot formato da Reggie Jackson ed Andre Drummond sta dando frutti insperati e l'innesto di Marcus Morris ha portato benefìci difficilmente pronosticabili. Ora sarà interessante verificare il reinserimento dell'ex Virtus Roma Brandon Jennings, al rientro da un lungo infortunio e sempre circondato da insistenti voci di mercato.

Il giocatore. I 52 punti messi a referto da Kemba Walker nel successo in doppio overtime degli Charlotte Hornets sugli Utah Jazz rappresentano il record di franchigia, realizzato nella giornata dedicata a Martin Luther King. Oltre a infilare 16 delle 34 conclusioni dal campo, Walker ha completato la sua straordinaria prestazione con 9 rimbalzi e 8 assist.


La partita. La peggior sconfitta subita nell'era LeBron James dai Cleveland Cavaliers contro i Golden State Warriors (98-132 il risultato finale) rischia di segnare in modo profondo il futuro prossimo dei vice campioni NBA. Lo strapotere messo in campo da Steph Curry e compagni è stato talmente evidente che le riflessioni in quel di Cleveland potrebbero portare anche a qualche rivoluzione nel roster prima della fine del mercato. Esplicito il commento di "The King" nel video qui sotto: "Ci hanno massacrato, sono venuti qua e hanno fatto quello che volevano".


Il caso. L'attuale terzo posto nella Eastern Conference farebbe pensare a una situazione di tranquillità in quel di Chicago, e invece i Bulls stanno attraversando un momento di alti e bassi sul parquet condito da brutti infortuni (Joakim Noah salterà il resto della stagione per un operazione alla spalla sinistra) e voci di mercato che potrebbero destabilizzare l'ambiente. In particolare, inizia a farsi largo l'ipotesi di scambiare l'ormai trentacinquenne Pau Gasol per ringiovanire ed equilibrare il proprio roster...

Da non perdere. Settimana di match di alta classifica, quella in arrivo, a partire dalla sfida tra i Miami Heat e i Toronto Raptors in programma alle 2 italiane di sabato 23 gennaio. Imperdibile anche Cleveland-Chicago alle 2,30 di domenica 25 gennaio: partita che dirà molto sugli equilibri della Eastern Conference.

Qui Ovest

La squadra. La settimana perfetta dei San Antonio Spurs è diventata quasi una consuetudine: i texani continuano ad alimentare la striscia vincente più lunga della lega in questo momento (11 successi consecutivi) e soprattutto continuano nella loro incredibile imbattibilità casalinga (24-0 in stagione). In settimana i Cleveland Cavaliers hanno provato l'impresa di espugnare l'AT&T Center di San Antonio, restando al comando per larghi tratti del match ma finendo poi per soccombere alla difesa degli Spurs e alla vena offensiva di Tony Parker.

Il giocatore. Nessun forzato patriottismo, solo statistiche: l'inizio di 2016 di Danilo Gallinari è da vero All-Star. L'azzurro con la maglia dei Denver Nuggets nel nuovo anno sta viaggiando a 24.2 punti, 5.3 rimbalzi e 2.1 assist di media a partita, numeri che hanno trascinato la squadra del Colorado a preziosi e prestigiosi successi contro gli Indiana Pacers e soprattutto i Golden State Warriors. Difficile che arrivi la convocazione per la partita delle stelle (leggi qui sulla campagna a sostegno del Gallo), ma nel caso non sarebbe certo immeritata.

La partita. Emozionante vittoria dei Los Angeles Clippers in overtime sugli Houston Rockets per 140-132. Ai texani non basta la super prova di Dwight Howard, autore di una doppia doppia da 36 punti e 26 rimbalzi, mentre i Clippers si impongono grazie ai 40 punti di JJ Redick (massimo in carriera) e alla solita regia illuminata di Chris Paul (28 punti, 12 assist).


Il caso.
Gli infortuni hanno senza dubbio condizionato la stagione dei New Orleans Pelicans, ma la dodicesima posizione nella Western Conference racconta di una squadra che non è stata in grado di fare il salto di qualità rispetto alla qualificazione ai playoff della scorsa stagione. E che non è stata trascinata come sarebbe stato lecito aspettarsi da quel Anthony Davis, da qualcuno pronosticato come un serio candidato al titolo di Mvp: alla giovane stella classe 1993 non manca di certo il talento, ma sulle doti di leadership c'è ancora da lavorare...

Da non perdere. Alle 2 di notte di venerdì 22 gennaio i lanciatissimi Los Angeles Clippers andranno a far visita ai Cleveland Cavaliers per provare a dare un segnale di forza lontano dallo Staples Center. Interessante anche il derby texano tra gli Houston Rockets ed i Dallas Mavericks (domenica ore 21.30, diretta Sky) e da segnare in rosso la supersfida tra i Golden State Warriors e i San Antonio Spurs (alle 4.30 di martedì 26 gennaio).

Clicca qui per essere sempre aggiornato sul campionato Nba 2015-2016.

© Riproduzione Riservata

Commenti