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Nba, Kobe Bryant: prove tecniche da coach contro Golden State

Nella vittoria a sorpresa contro i Warriors, il Mamba è sembrato il vero allenatore di Los Angeles. E se fosse il suo futuro?

Los Angeles Lakers v Brooklyn Nets

Teobaldo Semoli

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Seduto in panchina per tutto il quarto periodo, a guardare i suoi Lakers battere i Golden State Warriors nel più grande ‘upset' della storia Nba – lo dice la differenza nel saldo vittorie-sconfitte tra le due franchigie – Kobe Bryant sembrava davvero il coach dei Lakers. 

“Ci ha guidato in tutto e per tutto – ha dichiarato la giovane ala Julius Randle, al secondo anno nella lega – ogni volta che pensava (Bryant, ndr) stessimo mollando qualcosa, subito si gettava su di noi”. “Non posso dire tutto quello che dice in campo. – ha aggiunto il talento dei Lakers D’Angelo Russel, finito da subito sotto l'ala protettrice del numero 24 –. E’ molto duro e aggressivo, ma ha la capacità di tirare fuori il meglio da noi guardie, e farci giocare insieme”.

 

I 12 punti con 3 assist in 24 minuti sul parquet dicono, semmai ce ne fosse bisogno, che l’impatto di Bryant non va di certo misurato per quello che, a oggi, è in grado di far vedere sul campo di gioco. Molto di più contano il carisma e la conoscenza della pallacanestro – da ‘studioso del Gioco’, dice chi lo ha conosciuto – che Kobe ha saputo unire, in una carriera da giocatore arrivata all’ultimo atto, alle sue straordinarie doti tecniche e fisiche. Perché allora non metterle a frutto anche in una carriera da allenatore

Magari proprio ai Lakers, in piena ricostruzione – al momento il record, 13-51, è il secondo peggiore in Nba – e con un coach, Byron Scott, certamente bravo e paziente ma poco adatto a una piazza così mediaticamente esposta come quella di LA. 

Forse non a caso Russel e soci hanno tenuto a sottolineare ai microfoni il ruolo e i meriti di Bryant; un atteggiamento che gli addetti ai lavoro stanno già leggendo come una specifica richiesta da parte dei giocatori, che vorrebbero vedere l’ex Mamba seduto in panchina nella prossima stagione.

Kobe, dal canto suo, si è sempre detto per nulla interessato alla panchina. Ma chissà che sentire lo Staples inneggiare a gran voce il suo nome non gli faccia cambiare idea..

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