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L'Nba piange Flip Saunders: i tweet e i messaggi dei giocatori

Da Kevin Garnett, seduto nel suo posto auto, a Kevin Love. Così la lega americana saluta il coach scomparso a 60 anni per un cancro

Washington Wizards v Atlanta Hawks

Teobaldo Semoli

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Molti lo ricorderanno per i suoi tic nervosi sulla panchina dei Timberwolves, quando scoprì e lanciò Kevin Garnett che sarebbe diventato uno dei più forti giocatori dell'Nba, o su quella dei Detroit Pistons – 64-18 il record di vittorie nella sua prima stagione –, mai più vittoriosi dopo il titolo del 2004 (quando in panchina c'era Larry Brown) ma in grado di mettere sul campo in quegli anni uno dei sistemi di gioco più belli ed efficaci della lega.

Ma al di là dell'oceano coach Flip Saunders, scomparso a soli 60 anni per un tumore, era qualcosa di più: un uomo che aveva fatto strada iniziando dalle leghe minori – da un piccolo college luterano del Minnesota, passando per le stagioni (6) in CBA – fino a diventare uno degli uomini più potenti dell'Nba, allenatore, presidente e proprietario (in parte) dei Timberwolves, come nella più classica delle storie americane.

Forever in my heart....

Posted by Kevin Garnett on Domenica 25 ottobre 2015


Anche per questo la scomparsa di Saunders ha scatenato le reazioni commosse di chi lo ha conosciuto e soprattutto dei giocatori di cui è stato allenatore. La più commovente è senza dubbio quella di Kevin Garnett, tornato proprio quest'anno a Minneapolis, che ha postato una foto seduto per terra, con il cappuccio calato, nel posto auto del suo ex coach..

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