Miami Heat v Charlotte Hornets - Game Six
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L'Nba contro la discriminazione dei trans: niente All Star Game a Charlotte

La lega americana contro la legge del North Carolina che costringe i transgender a utilizzare il bagno del sesso di nascita

Il 23 marzo 2016 lo stato del North Carolina approvava la discussa legge HB2 (House Bill 2), subito ribattezzata dagli americani la 'Bathroom Bill', che obbliga i transgender a utilizzare i bagni del sesso indicato sul loro documento di identità. A quattro mesi di distanza l'Nba ha preso la sua decisione cancellando l'All Star Game 2017 di Charlotte che verrà riassegnato nelle prossime settimane - si parla di New Orleans, ma tra le candidate ci sono anche Orlando, Chicago e New York -.

Una presa di posizione forte, e tutt'altro che scontata, quella del Commissioner Adam Silver che in comunicato ha espresso le sue motivazioni: 'Nonostante ci rendiamo conto che la NBA non possa scegliere la legge che viene applicata in ogni città, stato e nazione in cui opera, non crediamo di poter ospitare con successo i nostri festeggiamenti per l’All-Star a Charlotte, nel clima creato dall’HB2'.

Insomma l'Nba si schiera apertamente, ed è la prima lega sportiva a farlo, contro uno stato che discrimina una comunità (la LGBT, in questo caso) penalizzando Charlotte che potrà vedere riassegnato l'ASG solo dopo il 2019, nel caso la situazione dovesse cambiare. A sostenere la posizione del Commissioner, in un momento in cui negli Stati Uniti le tensioni legate al tema della discriminazione stanno erodendo il paese nelle sua fondamenta, ci sono Kevin Durant, Mike Krzyzewski, allenatore di Team Usa, e Michael Jordan, presidente degli Charlotte Hornets, che si è detto d'accordo con Silver prendendo atto di una decisione che costerà alla città non meno di 100 milioni di introiti.

Il fatto rappresenta anche un importante precedente rispetto alla presa di posizione di un'azienda (l'Nba) nei confronti di una legge di stato. Aspetto sottolineato, in negativo, dai sostenitori della HB2 e in particolare dal governatore Pat McCrory che lo scorso marzo aveva approvato la legge: 'La decisione dell'Nba è sovversiva rispetto a una libera scelta democratica dei cittadini i quali chiedono semplicemente che a utilizzare i bagni pubblici siano persone dello stesso sesso'.

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