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Mercato Nba, Gallinari in maglia Boston: perché si può fare

L’azzurro di Denver al centro dei rumors per uno scambio (possibile) con i Celtics

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Teobaldo Semoli

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Potrebbe essere solo uno dei tanti rumors di fine mercato – la trade deadline è fissata per il 18 febbraio –; o forse no. Danilo Gallinari in maglia Boston Celtics: secondo gli addetti ai lavori d’Oltreoceano si può fare, per tanti motivi.

Certo stando alle prestazioni e alle cifre – 19.4 punti, 5.7 rimbalzi e 2.6 assist partita – del Gallo in versione 2015-2016 sembra assurdo che Denver possa lasciar partire quello che al momento è a tutti gli effetti il primo e unico ‘go to guy’ della squadra. Le cose però in Nba, dove si scambiano contratti e non giocatori, sono spesso più complesse di quanto possa sembrare. 

BOSTON Ma perché proprio Boston? Perché ai sorprendenti Celtics, attualmente quarti nella Eastern Conference e in piena corsa per i playoff, manca un tiratore in grado di aprire il campo e Gallinari, che tira con il 37% da tre punti e può vantare un ‘offensive rating’ di 121 punti ogni 100 possessi, sembra essere perfetto per far compiere il salto di qualità alla squadra di coach Brad Stevens.

DENVER Resta da capire per quale motivo i Nuggets dovrebbero sbarazzarsi del loro miglior giocatore. Danilo è al suo ultimo anno di contratto – da 11,5 milioni in questa stagione – e considerato il suo attuale livello di gioco è scontato che non firmerà il rinnovo per meno del massimo salariale. Ciò che non è scontato è che Denver sia in grado di darglielo: Faried e Chandler hanno un contratto fino al 2019 con la franchigia del Colorado, che deve pensare anche all’estensione (con sicuro aumento) dei prospetti Mudiay e Nurkic. Il rischio in sostanza è che Denver possa non essere in grado di dare al Gallo tutti i soldi che ‘merita’.

BIVIO Una previsione che metterebbe già da ora i Nuggets davanti a un bivio: provare a vincere subito inserendo qualche veterano intorno al 27enne Danilo; oppure ‘monetizzare’ ora sul suo contratto puntando su una linea verde, anzi verdissima, con l’arrivo di giocatori dalla trade, preferibilmente con contratti ‘economici’ e-o in scadenza, e di buoni prospetti dal draft – nel 2016 Denver ha in mano una chiamata intorno alla numero 6 oltre che le prime scelte di Blazers e Rockets, che dovrebbero essere rispettivamente la numero 15 e la numero 16 –.

LO SCAMBIO Se Denver dovesse optare per la seconda soluzione, ecco che allora Gallinari e Hickson – le quotazioni di quest’ultimo sono al ribasso e il prossimo anno diventerà free agent; quindi meglio per i Nuggets provare a scambiarlo ora facendo leva sul pedigree dell’ala ex Cleveland Cavs – potrebbero volare a Boston in cambio di RJ Hunter, David Lee, Jonas Jerebko e della prima chiamata dei Nets del 2018.

Per i Nuggets l’arrivo di Lee, in scadenza di contratto nel 2017, sarebbe particolarmente strategico così come quello di Jerebko, che prenderebbe il posto di Danilo in quintetto con un contratto da 4.5 milioni di dollari e un’opzione bassa (poco più di 5 milioni) di rinnovo, mentre una prima chiamata al draft sarebbe in linea con la nuova linea verde. Detto così, Gallinari a Boston può sembrare davvero qualcosa di più di una semplice voce di mercato. 

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