Caso Minucci: scudetti di Siena da revocare?

Abbiamo girato la domanda a Luca Chiabotti (Gazzetta), Werther Pedrazzi (Corriere) e Flavio Tranquillo (Sky) - Dite la vostra - L'autogoal della Legabasket

Ferdinando Minucci alza la coppa dello scudetto 2008 dopo la vittoria di Siena contro Roma. – Credits: Ansa.

Teobaldo Semoli

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E' il presidente dei 7 scudetti consecutivi vinti dalla Montepaschi Siena, regina indiscussa del basket italiano dal 2007 al 2013. Da ieri Ferdinando Minucci è agli arresti domiciliari con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. Secondo il Gip l'ex patron della Mens Sana avrebbe alterato, con l'aiuto di altre tre persone (finite anch'esse in manette), i bilanci della società sportiva per produrre provviste di denaro contante.

In sostanza le azioni di Minucci avrebbero consegnato a Siena un tesoretto di 60 milioni di euro da utilizzare per il pagamento in nero di giocatori stranieri e per varie spese extrabudget. Dopo la bufera che si è scatenata sulla Montepaschi e sull'intero basket italiano, che ha scelto Minucci (indagato dal 2012) come presidente della Lega Basket, la domanda sorge spontanea: Siena merita davvero gli scudetti vinti negli ultimi 7 anni? Lo abbiamo chiesto agli esperti di basket Luca Chiabotti (La Gazzetta dello Sport), Werther Pedrazzi (Corriere della Sera) e Flavio Tranquillo (Sky Sport). A loro il compito di provare a fare chiarezza sulle ripercussioni "sportive" dell'arresto di Minucci.

Alla luce delle accuse a Minucci, gli scudetti di Siena andrebbero revocati?

Chiabotti: "Per quando mi riguarda, credo che gli scudetti vengano vinti sul campo. Anche perché non sapremo mai quanto possa aver influito l'evasione fiscale a livello di risultati sportivi. Quello che è certo, è che tutti sapevano dei sospetti sui bilanci di Siena e che tutta la pallacanestro è rimasta a guardare. Non escludo che nei prossimi mesi possano venire rilevate irregolarità anche in altre società".

Pedrazzi: "Gli scudetti non si tolgono e non si riassegnano. Ovvio però che non possiamo fare finta di non pensare che senza i soldi dell'evasione fiscale Siena non avrebbe potuto tenere certi giocatori. Se questi siano stati determinanti o meno per le vittorie, non lo possiamo sapere...".

Tranquillo: "Non ho gli elementi per giudicare, dato che per ora ci sono solo accuse. Se però devo dare un parere da uomo di pallacanestro, penso che gli scudetti di Siena siano uno più meritato dell'altro".

Dal punto di vista del regolamento sportivo ci sarebbero gli estremi di una revoca degli scudetti per doping fiscale?

Chiabotti: "Leggendo il regolamento sembra non esserci una correlazione diretta tra frode fiscale e frode sportiva, ma è inutile negare che la faccenda rappresenta una forma di doping amministrativo. Quello che però mi lascia più rammaricato, è che la vicenda scaturisca dall'indagine Time Out, quella sulla Banca Monte dei Paschi, e non da una volontà di fare chiarezza della Legabasket. Vale a dire che se non ci fosse stato il crollo della banca senese, la vicenda non sarebbe mai venuta a galla".

Pedrazzi: "Con il reato di frode fiscale non è automatico che venga giudicata l'esistenza di una frode sportiva. Se però la procura federale dovesse decidere in questo senso, allora Siena perderebbe tutti gli scudetti dal 2007 in poi, che passerebbero alle seconde classificate".

Tranquillo: "Il regolamento da questo punto di vista parla chiaro. Se gli atti - che parlano di evasione fiscale e di associazione a delinquere - dovessero essere confermati, presumibilmente le azioni di Minucci andrebbero a infrangere l'articolo 43, che sanziona i comportamenti di frode sportiva. L' articolo 44, dal canto suo, prevede che possa essere disposta anche la revoca degli scudetti, quindi toccherà alla procura federale decidere sul da farsi".

Perché nominare Minucci, indagato dal 2012, presidente della Lega Basket?

Chiabotti: "La nomina di Minucci è uno dei più grossi scivoloni nella storia della pallacanestro italiana. Forse in tanti hanno creduto che in fondo in Italia si potesse fare più o meno quello che si voleva. E mi preoccupa che nessuno eccetto un certo Renato Villalta, presidente della Virtus Bologna e uomo di pallacanestro, si sia posto il problema di nominare una persona, come l'ex presidente di Siena, già oggetto di indagini". 

Pedrazzi: "La mia impressione è che la nomina di Minucci sia arrivata in un contesto di illegalità generale, reale o presunta. Di fatto è stato un tentativo disperato per far sopravvivere un sistema destinato a morire. Un sistema, quello della pallacanestro, che non riesce a finanziarsi con i suoi introiti e che oggi dipende purtroppo da persone che con il basket hanno poco a che fare". 

Tranquillo: "Sulla questione della nomina di Minucci non perderei tempo a fare dietrologie del tipo 'lo sapevano tutti' e via dicendo. Se non altro perché ogni teoria può essere solo un'ipotesi. La verità è che il basket italiano non ha un modello di finanziamento adeguato dal momento che non è in grado di sostenersi con le sue performance. Sono molto pessimista rispetto al fatto che da domani ci possa essere un cambio di rotta, ma forse sarebbe meglio avere un campionato di minore qualità ma in grado di reggersi sulle sue forze e di muoversi all'interno della legalità". 

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