Legabasket, arrestato Minucci: ma perché farlo presidente?

L'ex dg della Montepaschi Siena accusato di aver architettato una frode da 60 milioni di euro. I dubbi sull'opportunità della sua elezione a indagini in corso - Il sondaggio

Ferdinando Minucci portato in trionfo dai giocatori della Montepaschi Siena, ma le sue vicende giudiziarie rischiano di offuscare quei successi. – Credits: Ansa.

Paolo Corio

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Nell'ambito dell'inchiesta "Time Out" avviata più di due anni fa dalla Guardia di Finanza di Siena, sono scattati questa mattina gli arresti domiciliari per Ferdinando Minucci, neo-eletto presidente della Legabasket e n°1 di quella Mens Sana sponsorizzata Montepaschi che ha conquistato 7 scudetti consecutivi dal 2007 al 2013 prima di essere messa in liquidazione lo scorso febbraio.

L'accusa per Ferdinando Minucci è di essere stato il regista non solo dei trionfi senesi, ma anche di tutta una serie di reati finanziari (alterazioni contabili e di bilancio così come della dichiarazione dei redditi del club, oltre a false fatturazioni) commessi dal 2006 al 2012 e finalizzati all'evasione e alla frode fiscale per 60 milioni di euro. Coinvolti nell'accusa di associazione a delinquere - e pure loro agli arresti domiciliari dietro provvedimento del gip Ugo Bellini - anche la segretaria della Mens Sana Olga Finetti, più Stefano Sammarini e Nicola Lombardini, rispettivamente ceo e direttore finanziario della Essedue Promotion, società di Rimini che segue gli interessi di diversi cestisti e sportivi.

Naturalmente starà ora alla magistratura accertare le effettive responsabilità e fino ad allora Minucci non può e non deve essere considerato colpevole. Ma responsabili dei danni arrecati all'immagine della nostra pallacanestro possono essere considerati i presidenti dei club che hanno deciso lo scorso febbraio - in corrispondenza delle Final 8 di Coppa Italia a Milano - di annunciare l'elezione dell'ex direttore generale senese a capo della Legabasket. L'inchiesta era già infatti in corso da tempo, diverse perquisizioni avevano già fotografato pienamente l'entità e la forma dei reati contestati, la messa in liquidazione della Mens Sana era ormai tanto prossima quanto certa. Eppure in Legabasket hanno voluto andare dritti per la loro strada, senza attendere lo sviluppo degli eventi, magari anche solo eleggendo un presidente "pro tempore" al posto dell'uscente Valentino Renzi in attesa appunto che le vicende giudiziarie di Ferdinando Minucci fossero risolte (ipotesi che oggi appare decisamente remota...).

Così, dopo le dichiarazioni del presidente della Fip Gianni Petrucci ("Non si può assistere a tristi pagine di cronaca giudiziaria riguardanti una delle società più gloriose del basket non ricevendo risposte di assunzione di responsabilità da parte di chi ha gestito il club"), ecco aggiungersi un altro capitolo a quelle pagine: un'appendice che non fa certo bene a un movimento - quello della pallacanestro italiana - ormai da tempo in crisi di idee e quindi di sponsor e di visibilità mediatica secondo il peggiore dei circoli viziosi. Con per sovraccarico una domanda che già aleggia tra tifosi e appassionati: ma fu vera gloria quella dell'invincibile Montepaschi Siena o anche almeno in parte il frutto di un doping fiscale? Quesito al quale fa subito eco un altro: e ora, che fare? Panorama.it ha già lanciato pochi giorni fa la proposta di fare una telefonata all'ex ferrarista Stefano Domenicali (cliccate qui per i dettagli ) per offrirgli la presidenza della Legabasket e sfruttare la sua esperienza manageriale per rilanciare il nostro basket di serie A. Forse vale la pena di richiamarlo...

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