Portland Trail Blazers v Denver Nuggets
Basket

Nba: l’inizio di stagione super degli italiani (Bargnani escluso)

Gallinari e Belinelli ai massimi in carriera per impiego e media punti. Il Mago sprofonda insieme ai Nets

Dopo alcuni sprazzi dello scorso finale di stagione e le prestazioni degli europei di settembre era lecito aspettarselo, ma dopo 7-8 partite di regular season possiamo dire che l’inizio di stagione degli italiani in Nba sta confermando se non superando le attese, almeno per 2 di loro. Gallinari sarebbe dovuto diventare nei fatti, anche per questioni di contrattuali – con 11,6 milioni è il giocatore più pagato della sua squadra – il leader tecnico e carismatico dei Nuggets e dopo la prima manciata di partite ha già dimostrato di sapersi calare perfettamente nel ruolo.

Al momento il Gallo viaggia a 16.9 punti a partita – è il miglior realizzatore dei Nuggets – in 34 minuti di media sul parquet; numeri che oltre a rappresentare i suoi massimi di carriera la dicono lunga sull’importanza che Danilo ricopre ormai per il suo team, che pur senza mettere insieme un gran record (3 vittorie-4 sconfitte) è stato capace di strappare un paio di vittorie" interessanti" contro Blazers e Rockets, complici anche 23 i punti del Gallo nella serata di Houston.

Un discorso simile vale per Belinelli, ad eccezione del fatto che l’inizio di stagione dei nuovi Kings di George Karl si è rivelato da subito un vero e proprio incubo con sette sconfitte e una sola vittoria, peraltro conquistata contro i derelitti Lakers, squadra materasso della western conference. Nonostante un contesto tutt’altro che favorevole – al momento Sacramento ha problemi in difesa, la terza peggiore della lega, e in attacco fatica tremendamente a muovere il pallone, anche per egoismi diffusi sugli esterni e un Rondo in conflitto con Karl – il Beli è riuscito dopo un paio di partite di adattamento a mettere insieme i migliori numeri della sua carriera alla voce media punti (12.1) e assist (3.1) rimanendo in campo per quasi 28 minuti a partita. Ce lo si aspettava, dato anche il nuovo contratto da 19 milioni (in tre anni), ma le prime prestazioni di Marco, insieme a quelle altrettanto positive del Gallo, sanno di definitivo salto di qualità per i nostri emigranti e fanno ben sperare in vista del preolimpico del prossimo anno.

E Bargnani? Probabilmente la stessa domanda se la pongono a Brooklyn, dove però è l’intera squadra newyorkese a essere affondata dopo un’estate in cui il presidente Mikhail Prokhorov sembrava aver ritrovato l’entusiasmo per il team, partecipando persino a un paio di sedute di allenamento del training camp. I Nets hanno risposto con zero vittorie (su 7 partite), non riuscendo a superare nemmeno i Lakers (sconfitta 98 a 104 in casa), e incassando uno scarto medio di 10 punti. In tutto questo il Mago, che con la maglia della Nazionale aveva fatto intravedere segnali di ripresa dalle ultime stagioni, era partito con il botto nell’esordio con Chicago realizzando 17 punti e raccogliendo 7 rimbalzi; da lì in poi, il vuoto. In un mese Bargnani è passato dai 22 minuti di impiego della partita coi Bulls ai neanche 8 dell’ultima sconfitta contro Milwaukee e al momento le sue medie parlano di 5.7 punti e 2.1 rimbalzi a partita. Troppo poco per uno con il talento di Andrea che in Nba, anche nelle annata più sfortunate, non era mai andato sotto la doppia cifra alla casella dei punti segnati e che meno di due mesi fa con la maglia della nazionale era tornato decisivo – in particolare nella vittoria contro la Spagna, con i 18 punti "in faccia" a Pau Gasol – come ai tempi dei suoi primi anni a Toronto. Ma siamo solo all’inizio..

 
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