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Basket

Eurobasket, harakiri dell'Italia: sconfitta 89-87 dalla Turchia

Sempre a inseguire, gli azzurri non riescono a chiudere la rimonta finale. Ma il rammarico sta nei minuti precedenti

Da referto è l'asse costituito dal play tascabile Muhammed (17 punti, 9 assist) e dal centro extra-long Erden (22 punti, 8 rimbalzi) il killer dell'Italia, con Osman (12) a fare da complice. Ma in realtà si è più trattato di un suicidio azzurro: perché l'Italia (in vantaggio solo in occasione del 2-0 iniziale) ha sempre lasciato l'inerzia del match alla Turchia, facendosi già doppiare nel primo quarto (13-26) e concedendo 51 punti (a 42) all'intervallo, per poi avviare una rocambolesca ma incompiuta rimonta nel finale, con il tiro della disperazione di Belinelli che si spegne contro il tabellone.

Il quintetto ideale
Hackett-Gentile-Belinelli-Datome-Gallinari. Non vi pare un quintetto bilanciato? Probabilmente. Ma è quello che - insieme con qualche bupono sprazzo di Melli - in una partita fondamentale di questo girone di ferro ci ha messo davvero la voglia e pure la testa, non nel senso della concentrazione ma proprio del "fronte contro fronte" tra Gallinari ed Erden sul 74-80 del 37°, emblema di quella determinazione a non mollare un centimetro che non solo in questi tornei fa la differenza. Tutto l'opposto di quanto mostrato invece da Andrea Bargnani, che certo non deve diventare il capro espiatorio di questa sconfitta, ma che a dispetto dei 12 punti non è riuscito (ancora una volta) a far sì che i suoi 213 cm (proprio come quelli di Erden, al quale ha lasciato rimbalzi e tap-in) e le sue tante stagioni in Nba risultassero un valore aggiunto per la nostra Nazionale.

Basket essenziale
Top-scorer assoluto del match con 33 punti, Danilo Gallinari è il vero alfiere di un'Italia che lo vede però brillare da solo, con Cinciarini subito limitato dai falli (al pari di Hackett, peraltro), Belinelli combattivo ma impreciso (14 punti, con 4/11 dal campo) e gli altri a dare troppo poco per poter superare una Turchia che, oltre a giocare praticamente in casa (la "piccola Istanbul" di Berlino è praticamente adiacente all'O2 Arena), ha dimostrato di aver recepito al meglio il basket efficacemente essenziale di coach Ataman.

Le altre partite del girone

Germania-Islanda 71-65. Non è una squadra così materasso come la si prospettava, l'Islanda, e così - sostenuta anche da non pochi tifosi bonariamente alcolici - rimane in partita contro i padroni di casa della Germania sino agli ultimi giri di lancetta: a 2'23" dalla sirena i giocatori della terra del ghiaccio sono sotto solo di un paio di canestri (69-63) e, palla in mano, rischiano di congelare i sogni di gloria di Nowitzki (15 punti, top-scorer alla pari di Schroder) e compagni proprio all'esordio. Un paio di recuperi difensivi spengono però nel frammentato finale la rimonta di un'Islanda che con Stefansson nei panni del trascinatore (23 punti) si è già guadagnata ulteriore rispetto anche da tutte le altre del gruppo.

Serbia-Spagna 80-70. Sasha Djordjevic, che da giocatore ha costruito un pezzo di storia anche del basket italiano, ci tiene a precisarlo: "Non cambia nulla, la Spagna rimane tra le favorite anche dopo questa partita". Ma la sua Serbia - già seconda ai recenti Mondiali dietro gli imbattibili americani - imponendosi sul team allenato da Sergio Scariolo con un secondo tempo di grande orgoglio e determinazione s'è certo subito conquistata all'esordio qualche grado in più rispetto a quella di pericoloso outsider. Un ruolo che peraltro di addice pienamente alla sfrontatezza mostrata in campo dalla "banda Djordjevic" ("il mio compito è quello di dar loro più fiducia che posso", confida sempre il coach a fine partita), in cui brilla la stella dal futuro Nba di Bjelica (24 punti, tra cui una tripla ad altissimo peso specifico nei minuti finali, più 10 rimbalzi) e si fa notare il talento di Nedovic (14 punti con 100% al tiro), mentre Teodosic accusa qualche vuoto in regia (con comunque 12 punti e 4 assist a referto). Dall'altra parte, invece, Pau Gasol (16) trova punti solo nel finale, accendendo una possibile rimonta, che però viene definitivamente smontata dalla tripla di Bogdanovic (77-70) a 48" dall'ultima sirena. 

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