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Basket giovanile: Libertas Cernusco, una Cenerentola campione d’Italia

Gli under 15 della piccola società brianzola più forti di squadre come Milano e Reggio Emilia. Merito di un progetto basato sui giovani e la loro crescita

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Teobaldo Semoli

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La regina del campionato nazionale under 15 2015-2016 è la Cenerentola Libertas Cernusco. Non l’Olimpia Milano e neanche la Pallacanestro Varese, espressioni giovanili delle società più importanti e blasonate della pallacanestro italiana, battute rispettivamente nei quarti e in finale dai ragazzi ‘terribili’ di coach Marco Cornaghi che smaltita (in parte) la sbornia di un successo inaspettato, ma tutt’altro che casuale, fatica ancora a dare e darsi una spiegazione: ‘No, forse non siamo i più forti in Italia, ma siamo dei campioni. Lo abbiamo dimostrato tante volte nelle rimonte, soprattutto nei quarti contro Bassano del Grappa, padrona di casa, risalendo dal -18 grazie alla nostra difesa tutta grinta e sacrificio e al nostro immenso carattere’. 

Per dare una misura dell’impresa della Libertas, la cui prima squadra milita nel campionato regionale di serie C silver – e siamo lontani dal professionismo.. -, basti dire che solo due volte una società dilettantistica aveva trionfato alle finali nazionali di un campionato giovanile; l’ultima volta ben 16 anni fa - era il 2000, protagonista la Milano 3 cadetti di coach Massimo Bisin -.

I ragazzi di Cernusco possono considerarsi pura espressione del basket brianzolo, da tanti anni fucina di talenti troppe volte poi smarriti nella difficoltà di programmazione e di ‘visione’ di lungo periodo delle società della zona. ‘Il nostro progetto è iniziato all’incirca 5 anni fa – racconta coach Cornaghi - e i primi risultati, vedasi il terzo posto nazionale dei classe ‘98, hanno richiamato i ragazzi della zona i quali hanno capito che anche qui si poteva lavorare per qualcosa di importante. Senza dimenticare il minibasket che può essere un serbatoio in grado di dare un'ottima base di tesserati’.

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La formazione della Libertas Cernusco, campione d'Italia under 15.

Da sinistra, in alto: Alberto Lomuscio (Ass. coach), Massimo Pirri (Ass. coach), Edoardo Giacon, Pietro Bassi, Federico Rivetti, Lorendo Naldini, Federico Casati, Thomas De Gregorio, Matteo Cazzaniga, Damiano Bernacchini (Preparatore fisico), Marco Cornaghi (Coach).

Da sinistra, in basso: Federico Ferraris, Giorgio Cremaschi, Nicola Luisari, Matteo Franco (cap.), Edoardo Buffo, Niccolò Giulietti, Stefano Bumeliana, Samuele Romano.

E avere ‘buoni’ tesserati non solo aiuta a vincere le partite ma fa anche il bene delle società sportive. Il sistema dei parametri infatti impone alle squadre di pagare una quota fissa, che varia in funzione della categoria di militanza, per iscrivere i giocatori ai campionati (dalla serie D in poi). Una cifra che viene poi suddivisa tra la federazione e le squadre nelle quali il tesserato ha compiuto la sua crescita sportiva. Le conseguenze sono sostanzialmente due: meglio far giocare i propri tesserati, per i quali non si paga il parametro, e meglio averne tanti e forti, in modo che questi possano far strada in squadre di campionati di alto livello e portare risorse nelle casse della società.

Quindi ‘investire’, per davvero, nei ragazzi conviene a tutti. A Cernusco i primi a beneficiarne sono stati proprio i Bufali under 15 protagonisti di una vittoria indimenticabile: ‘Forse pochi di questi ragazzi diventeranno professionisti – dice il vice coach Alberto Lomuscio – ma spero che tutti loro portino dentro il ricordo di quanto abbiamo costruito. La strada giusta è questa, quella del sacrificio - 4 allenamenti a settimana, più la partita non sono cosa da poco; tant’è che ogni tre mesi vengono controllate le pagelle dei ragazzi per programmare, nel caso, un periodo di stop dall’attività - ma anche del divertimento e della voglia di stare insieme. Poi non è importante se giocheranno in serie D, serie C o magari più in alto’. 

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La festa dei 'Bufali' di Cernusco dopo la vittoria alle finali nazonali di Bassano del Grappa.

‘Ogni partita come una finale, ma ricordate: è solo pallacanestro’ è la frase che lo staff tecnico di Cernusco, il più giovane del lotto delle squadre nazionali - coach Cornaghi ha 28 anni, il vice Lomuscio 25 e il preparatore Damiano Bernacchini è classe 1992 -, ha ripetuto in continuazione ai ragazzi prima di andare in campo e affrontare compagini spesso meglio attrezzate e con indosso le maglie di quelle squadre, vedasi Milano e Reggio Emilia, che vediamo impegnate oggi nei playoff di serie A. Il campionato under 15 ha dimostrato però che ci sono ancora cose che nella pallacanestro possono fare la differenza e sono quelle che i ragazzi di Cornaghi hanno dimostrato di avere, costruendole (in palestra) giorno dopo giorno, e che si porteranno dentro per sempre. 'Avanti cosi', ragazzi, e che qualcuno vi imiti al più presto. 

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