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Basket

Europei basket, vittoria col brivido per l'Italia sull'Islanda: 71-64

Gli azzurri riescono a imporsi solo nel finale, ma è quello che conta. L'analisi post-partita di Gallinari, Datome e Hackett

Pioggia battente la mattina su Berlino, rischio di tempesta glaciale sull'Italia nel tardo pomeriggio: squadra di incredibile atletismo, a suon di difesa e relativi contropiedi, più un congruo numero di triple (9/27), l'Islanda tiene infatti con il fiato sospeso i nostri tifosi e gli stessi azzurri per quasi tutta la partita. Per fortuna quel "quasi" fa la differenza, concretizzandosi negli ultimi tre giri di lancetta (da 59-62 al conclusivo 71-64) e mantenendo aperto il percorso in questi Europei di una Nazionale comunque ancora tentennante, che solo nella seconda parte riesce a prendere il sopravvento sotto le plance (all'intervallo il conteggio dei rimbalzi segna un sorprendente 20-15 per i "piccoli" uomini di ghiaccio, per poi essere ribaltato sul 45-32) e a trovare le giocate che spazzano via una volta per tutte l'equilibrio.

Il break di Aradori
E' Pietro Aradori l'inatteso eroe di una serata che ha in Gentile il suo Mvp (21 punti, 4 assist) e in Belinelli un tiratore assai lontano da quello che ha stupito l'Nba (12 punti, ma con 0/2 da sotto e 2/7 da oltre l'arco): dopo tre liberi del "Beli" che impattano per l'ennesima volta il risultato, sono infatti 5 punti consecutivi di Pietro a proiettare l'Italia fuori dal tunnel per lanciarsi, dopo il propizio giorno di riposo, nel trittico Spagna-Germania-Serbia. Per il quale vale forse la pena prenderla filosoficamente come fa Gallinari (4 punti, ma 10 rimbalzi di sostanza) a fine match: "La storia dell'Italia è quella di soffrire tutte le partite", ci dice, "e lo faremo tutti insieme anche questa volta". A seguire un'osservazione non propriamente positiva sugli arbitri sinora incontrati in questi Europei: "Sono un disastro. A me comunque basterebbe solo che ammettessero i loro errori, perché tutti possiamo sbagliare. E' solo un'osservazione, non una recriminazione".

L'analisi di Gigi Datome e Daniel Hackett
Costretto a rimanere in panchina nella seconda parte per il problema muscolare che lo perseguita da tempo e che domani richiederà un nuovo controllo, Gigi Datome guarda il bicchiere mezzo pieno: "Sono partite in cui finisci inevitabilmente per avere addosso tanta pressione e conta solo vincerle, per cui va bene così. L'Islanda, poi, non è assolutamente una squadra facile e la partita è stata pure complicata dalle chiamate arbitrali... non è per prendere scuse, ma solo per fotografare il match nella sua interezza. Quanto al futuro, siamo tutti giocatori di livello che anche nei loro club hanno già vissuto situazioni delicate di questo genere e quindi le affronteremo al meglio".

Non si risparmia invece in auto-critica Daniel Hackett: "Ora ogni partita sarà quella della vita e vedremo di affrontarla come tale, ma certo a ripensare alla sconfitta con la Turchia c'è da mangiarsi le dita. Abbiamo lasciato alla Turchia un sacco di rimbalzi e di secondi tiri, senza i quali avremmo vinto noi con un vantaggio in doppia cifra. Oggi comunque abbiamo giocato insieme e vedremo di farlo anche in futuro: la sfida è integrare il gioco del gruppo dell'Nba con quello del resto del gruppo".

Le altre partite del girone

Serbia-Germania 68-66. Nel duello con Nowitzki, un anello da campione Nba al dito, Bjelica ha un assaggio di quello che lo aspetta tra un paio di mesi, quando esordirà tra i "pro" d'oltreoceano con la maglia dei Minnesota Timberwolves. Ma il ragazzo pare avere tutto il talento e il carattere per imporsi tanto quanto il tedesco: in una partita che lo vede sul parquet in tono minore rispetto alla vittoria con la Spagna, gioca comunque un ultimo quarto da antologia, regalando alla Serbia il successo di misura sulla Germania con un'entrata in sottomano rovesciato da vero campione.
In una partita di difese, come certifica il risultato, brillano così anche e soprattutto per peso specifico i 12 punti dell'ala "all around" di Sasha Djordjevic, che ha solo Bjelica in doppia cifra, ma punti (e grinta) equamente distribuiti tra tutti i suoi uomini. Nella Germania, che non riesce a regalare il bis ai tanti tifosi accaorsi all'O2 Arena, spicca invece la doppia-doppia di Nowitzki (15 punti e 10 rimbalzi, anche se con 5/15 dal campo) e l'ottima prestazione di un Pleiss (15 punti, 7 rimbalzi, con 5/6 dal campo e 5/5 ai liberi) che ha messo a lungo in difficoltà Raduljca e tutto il resto del pacchetto di lunghi della Serbia. Tra gli sconfitti, buona prova anche in regia per Schroder: 11 punti (al pari del tiratore Schaffartzik) e anche 6 assist, di cui un paio davvero creativi.

Spagna-Turchia 104-77. Progressione inarrestibile lungo i quaranta minuti per il team iberico, che riscatta così la sconfitta d'esordio contro la Serbia: coach Scariolo ha ben sei uomini in doppia cifra (Gasol 21 punti, Sergio Rodriguez 14 e 5 assist) e altri tre a referto con 8 o 9 punti a testa. Insomma, una prova di squadra e soprattutto di forza contro la quale i turchi (Ilyasova 15) davvero nulla possono. 

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