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Eurolega, EA7 Milano: cos'ha detto la sconfitta con il Real (e quella di Atene)

Nel doppio turno settimanale al ko con l'Olympiacos si è aggiunto quello, assai diverso, contro i madrileni - video highlights

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Paolo Corio

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Come da calendario (con tutto il rispetto per gli israeliani del Maccabi e i turchi del Darussafaka, superati da Milano nei primi due turni di Eurolega) si alza l’asticella delle avversarie e nel doppio turno settimanale l’EA7 inciampa tanto ad Atene contro l’Olympiacos quanto contro il Real Madrid, che passa al Forum con un 101-90 più perentorio di quanto dica lo scarto e grazie soprattutto a un Randolph (20 punti, 14 rimbalzi) che i tifosi dei “blancos” vedono finalmente nel formato sfoderato per tutta la scorsa stagione con il Lokomotiv Kuban, oltre a un Llull e a un Hunter da 18 punti a testa sull’asse play-centro.


Due sconfitte consecutive quindi per Gentile (solo 2 punti, aggravati da 3 palle perse contro il Real) e compagni, da leggere però in due chiavi diverse. Quella di Atene, maturata nell’ultimo quarto e per effetto di alcuni palloni gettati paradossalmente al vento più per eccesso di sicurezza che per paura di gestirli, ha infatti detto che l’EA7 può giocarsela (quasi) fino in fondo con le squadre che ambiscono a un posto nei playoff.

Quella invece contro il Real Madrid, arrivato in casa Armani con tutta la furiosa determinazione di un toro ferito dal ko interno contro il Baskonia, racconta invece di una Milano ancora assai lontana dalle “top” d’Europa non solo per complessivo tasso tecnico, ma anche e soprattutto per esperienza, come ha ad esempio dimostrato la lezione tenuta nei primi due quarti alla difesa milanese dal “professor” Jaycee Carroll, determinante - insieme con tutte le altre “vecchie volpi” madrilene (13 punti finali anche per Rudy Fernandez) - nello scavare quel break che i biancorossi non riusciranno poi mai a colmare, a dispetto anche di un Forum strapieno a fare davvero da "sesto uomo".

Ma soprattutto un dato emerge fondamentale dalla sconfitta contro il Real rispetto alla precedente: il “turnover” sinora applicato da coach Jasmin Repesa non può funzionare contro le squadre più forti di questa Eurolega. Tradotto: uno starting-five con Cinciarini (sinora più play di Campionato che di Coppa) e Pascolo (ottimo “guastatore”, ma con ancora bisogno di un buon rodaggio a livello internazionale) al fianco di Macvan contro il duo di lunghi Randolph-Ayon è stata una mossa azzardata su cui siamo sicuri il coach croato rifletterà in futuro. Contro i migliori avversari, infatti, bisogna schierare almeno all’inizio il proprio miglior quintetto, come peraltro fatto in partenza - e dimostrando con questo grandissimo rispetto per l’Olimpia - dal “collega” Pablo Lazo, così deciso a incassare i due punti a Milano da riservare pure la miseria di quattro minuti sul parquet all’astro nascente Luka Doncic, con sommo rammarico degli appassionati di basket in tribuna.

Partiti dalla panchina, Hickman e Sanders sono poi risultati i migliori realizzatori dell’Olimpia con 19 e 16 punti (seguiti dai 13 di Simon, per quasi 32’ in campo), ma l’impressione è che quell’avvio subito a rincorrere la qualità avversaria abbia danneggiato i milanesi anche nel prosieguo di un match che ha tra l’altro visto un Raduljca scarsamente produttivo (7 punti, nessun rimbalzo), oltre che scarsamente cercato dalla squadra negli scarsi minuti (12) di impiego. Molto meglio McLean (11 a referto), mentre deficitario in attacco è risultato tutto il resto del pacchetto lunghi così come quello degli esterni “di supporto”. Quanto ai 101 punti subiti, va detto che sono stati più il frutto della classe offensiva altrui che dei demeriti della difesa milanese, al di là di alcune evitabili amnesie.

Dopo l’intermezzo di Campionato in casa contro Caserta, per l’EA7 è ora prevista la difficile trasferta di Bamberg (mercoledì 2 novembre ore 20, diretta FoxSports-Sky) contro una squadra che ha già fatto la sua bella gavetta internazionale nella scorsa stagione e, ottimamente allenata da coach Andrea Trinchieri (oltre ad avere l’ex-biancorosso Nicolò Melli come leader in campo), pare più che mai intenzionata a vivere un’Eurolega in dimensione playoff. La stessa alla quale può di certo puntare la Milano vista ad Atene, oltre che quella vittoriosa delle prime due giornate.

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