Basket

Eurolega: ciak vincente di Spike Lee, l’EA7 va alle Top 16

L'Olimpia supera il Panathinaikos con ospite d'onore l'istrionico regista americano: il film della partita

spike_lee_olimpia

Paolo Corio

-

Come sa benissimo Spike Lee, seduto in prima fila a poche sedie da Giorgio Armani in qualità di ospite d’onore di EA7 Milano-Panathinaikos Atene, nessuno sceneggiatore ha più fantasia della realtà. E così, dopo che MarShon Brooks scatena i primi applausi del regista con movenze alla “He Got Game” ma Daniel Hackett (21 alla fine, unico in doppia cifra per coach Banchi) fa subito capire chi di questi tempi ha il ruolo del protagonista, ecco arrivare la prima scena da film: al Palazzetto di Desio, nel cuore di una terra un tempo arricchitasi con il legno dei mobili “made in Brianza”, il parquet fa crac. Salta infatti una listella dell’area colorata: gioco sospeso per rischiosa impraticabilità di campo e ingresso sullo stesso di un incredibile (e inaspettato) “special team” che esegue una riparazione volante con tanto di capannello di curiosi a dare consigli intorno allo sciagurato buco e con “special guest” il simpaticissimo massaggiatore dei greci.

 


Per fortuna, la percentuale di realizzazione dei falegnami (intesa come tempo impiegato a incerottare l’area colorata) è decisamente più alta di quella mostrata dalle due squadre all’intervallo da oltre l’arco: un 13% di Milano e un altrettanto insufficiente 25% del Pana, che motiva ampiamente quel 32-28 che avrà ricordato all’istrionico Spike - nel frattempo pienamente entrato nella parte di tifoso Olimpia - qualche sfida dell’high-school. Con la mira che non s’aggiusta più di tanto nemmeno nella seconda parte: dopo un terzo quarto in cui gli attacchi diventano più fluidi e le mani (incluse quelle dell’ex Fotsis) più calde dalla lunga distanza per un 52-51 alla penultima sirena, nella frazione finale tornano infatti a prevalere nettamente le difese. Soprattutto quella di un Cerella che non solo tiene a freno l’highlander Diamantidis (37’ di impiego a dispetto dei suoi 34 anni, con 12 punti e 11 assist), ma vola pure in contropiede per il 62-56 che scatena il “Bruno, Bruno!” dagli spalti. Spike Lee si china verso l’amico e collega Massimiliano Finazzer Flory, artefice della sua presenza alla partita, e ci fa immaginare quel “Who’s Bruno?” che potrebbe anche essere il titolo del suo prossimo lavoro.

A voler riscrivere la trama è però soprattutto Janis Blums (13 punti, 17 quelli invece del top-scorer in maglia verde Slaughter), che a suon di triple riporta sotto il Panathinaikos per il più classico dei finali ad altissima suspense. Che raggiunge l’apice a 7 decimi dalla sirena: EA7 avanti per 66-64 e Diamantidis in lunetta con i due liberi che valgono il supplementare per fallo dello stesso Cerella. Ed ecco il ciak vincente del sempre più coinvolto Spike Lee, che balza in piedi e finge di inviare onde negative verso il quasi infallibile campione greco, il cui primo tiro picchia incredibilmente sul ferro, mentre il secondo - volutamente sbagliato - lascia tutto invariato. Sorpresi del sortilegio che manda l’EA7 alle Top 16 vista la contemporanea vittoria del Bayern Monaco sul PGE Turow? Beh, non dimenticatevi che quello è l’uomo che si è magicamente inventato niente meno che “La 25a ora”…

© Riproduzione Riservata

Commenti