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Cantù strapazza Milano nel derby e crede nell'obiettivo playoff

Trascinati da Stefano Gentile e Metta World Peace, i brianzoli infliggono alla capolista EA7 la terza e più dura sconfitta di stagione

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Paolo Corio

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Johnson-Odom fa un gesto a MarShon Brooks per chiedergli in prestito la salvietta che sta usando, ma l'ala dell'EA7 Milano la getta verso la sua panchina e si volta con un sorrisino beffardo. Piccoli dispetti da derby, in cui sono però proprio quelli di Cantù i meno disposti a fare sconti: perché sanno che non possono più permettersi passi falsi se vogliono conquistarsi un biglietto per i playoff, in cui il fattore Metta World Peace potrebbe renderli molto più dei comprimari sin qui visti nella regular-season.

Una determinazione che quarto dopo quarto si trasforma nell'83-64 finale per gli uomini di coach Sacripanti che, infliggendo loro la più pesante delle tre sconfitte di stagione, fermano così a 20 incontri la striscia vincente dei campioni d'Italia, ai quali va data l'attenuante (assai generica, visto il roster) di avere fuori Hackett per uno stiramento muscolare al rette femorale destro.

Il match-winner
Uomo-partita del recupero della sesta giornata è Stefano Gentile (20 punti e 6 rimbalzi per 24 di valutazione), che si aggiudica il duello in regia con Joe Ragland (top-scorer dell'EA7 con 15 punti, ma mai in grado di accendere la squadra) e anche la sfida nella sfida con il fratello Alessandro (5 punti e troppi minuti a vuoto per il capitano dell'Olimpia, imitato in questo da David Moss).

A trascinare i brianzoli c'è però anche un ottimo Eric Williams (15 punti e 3 rimbalzi), che fa volentieri a sportellate nel pitturato con un Samardo Samuels (15 a sua volta, più 6 rimbalzi) cui viene richiesta da coach Banchi l'ennesima, alla lunga affaticante prova da stacanovista del parquet: 31 minuti in campo per il centro giamaicano, con gli altri 9 a carico di Angelone Gigli (3 punti, 4 rimbalzi), mentre Shawn James e Frank Elegar non vengono mai fatti alzare dalla panchina e Linas Kleiza appare completamente fuori partita nel pochissimo tempo che sta sul parquet.

Effetto Metta
Impegnato in un lungo duello con un per nulla intimorito ma poco prolifico Nicolò Melli, Metta World Peace (13 punti, inclusa a inizio ultima frazione la tripla spezza-equilibrio del 65-54), stupisce non solo per le giocate davvero di un altro pianeta (a partire da un assist direttamente dal rimbalzo difensivo per due punti facili di Williams sempre nel break finale) quanto per la velocità con cui si sta integrando nel gruppo, regalando sicurezza - oltre che spazi offensivi - a un po' tutti i suoi compagni. A partire da Johnson-Odom, che - fallendola - sul +19 cerca di chiudere una partita da 13 punti e tantissima intensità difensiva con una schiacciata sulla sirena: ci sbaglieremo, ma quella storia della salvietta di Brooks (12 punti e 4 assist, ma anche 5 palle perse in alcuni minuti da play improvvisato) non deve proprio averla presa bene.

La nuova classifica: Milano 46; Venezia e Reggio Emilia 38; Sassari 34; Trento 32; Brindisi 30; Cremona, Bologna e Cantù 24; Pistoia, Roma 22; Avellino 20; Capo d'Orlando e Varese 18; Pesaro 10; Caserta 9.


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