Gentile regala lo scudetto all’EA7 Milano

18 anni dopo il padre Nando e poche ore dopo la chiamata nell'Nba, Alessandro guida l’Olimpia al 26° tricolore contro una Siena alla sua ultima partita in A

Alessandro Gentile, leader dell'EA7 Milano campione d'Italia dopo 18 anni. – Credits: Ansa.

Paolo Corio

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Nessuno (probabilmente nemmeno lui) sa quando Alessandro Gentile volerà nell’Nba rispondendo alla chiamata degli Houston Rockets arrivata giusto poche ore prima di gara 7, ma una cosa è certa: a soli 22 anni, e alla sua terza stagione a Milano, il ragazzo è già entrato nella storia dell’Olimpia. E’ stato infatti Alessandro l’uomo-chiave dell’EA7 per riportare lo scudetto del basket (il 26° in bacheca) sotto la Madonnina diciotto anni dopo quello conquistato dalla Stefanel guidata dal padre Nando (“la persona che mi dà più sicurezza al mondo”, la dedica in sala-stampa con il trofeo del Campionato in una mano e quello di Mvp della serie nell’altra). Un ruolo da indomito leader mostrato tante volte nell’arco di tutta la stagione e ribadito anche nella quarta frazione della sfida decisiva, quando l’EA7 s’è ritrovata a -8 (50-58) nel miglior momento di Siena e del suo top-scorer Erick Green (15 a referto) e ha appunto avuto nel suo capitano il trascinatore capace di ricompattare anche mentalmente le fila, continuando ad attaccare il canestro per trovare al 35° minuto quello del 58-59 che ha di fatto riaperto il match e le coronarie dei 12 mila spettatori in rosso sugli spalti.

Ma oltre a Gentile (18 punti nella finalissima del Forum), l’EA7 ha avuto anche un altro uomo del destino: quel Curtis Jerrells, preferito a MarQuez Haynes (deficitario anche in gara 7) nello scambio natalizio di Daniel Hackett, che dopo aver deciso sulla sirena gara 6 ha confermato di avere coraggio e mano ferma con la tripla che ha impattato il match sul 62-62 a quattro minuti dalla sirena. Un pugno che ha colpito allo stomaco una sino ad allora indomita Mens Sana, dando di fatto il via al break tricolore: quel 12-5 finale in cui hanno messo la firma anche gli ex Hackett e Moss (7 punti a testa in una gara ancora una volta sotto tono), prima che una più che emblematica schiacciata di Gentile mettesse definitivamente fuori dai giochi una Siena che tra pochi giorni sarà anche estromessa dal basket di vertice per l’ormai noto crack finanziario con relative complicazioni giudiziarie.

Nell’ultima, decisiva partita della serie Milano ha poi ritrovato anche Nicolò Melli, che non ha solo messo a referto un’eccellente doppia doppia (11 punti, 13 rimbalzi) dopo diverse umiliazioni subite dal veterano Tomas Ress, ma anche avuto importanti giocate difensive come quella che ha mandato fuori dal campo palla in mano Marquez Haynes a 1’30” dalla sirena, decretando di fatto la fine di ogni velleità senese. Il club di Giorgio Armani (che nel caos dell’invasione di campo finale è comunque riuscito a consegnare il trofeo dei vincitori ai suoi) sa di poter puntare per il futuro anche su quest’altro talento azzurro, mentre la nostra pallacanestro - mandata finalmente in diretta su Rai 3 - dovrà cercare di ripartire da questa spettacolare serie di finale per riconquistare lo spazio che uno sport come il basket si merita. In attesa di ritrovare un giorno pure la Mens Sana, i cui giocatori hanno avuto anche e soprattutto l’eccezionale merito di riscattare sul parquet un’immagine infangata dalla cronaca extra-sportiva: “A 12 anni già volevo fare l’allenatore perché sognavo di incontrare un gruppo così, che avesse voglia di lottare insieme contro ogni difficoltà. Come ho detto ai miei ragazzi negli spogliatoi, ora questo sogno l’ho vissuto e da domani la mia vita sarà diversa perché dovrò trovarmene un altro”, l’elogio finale ai suoi uomini di un commosso coach Marco Crespi.

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