Siena espugna Milano ed è a una vittoria dallo scudetto

La Mens Sana ribalta la serie: va sul 3-2 e ha ora il match-point interno per un incredibile 8° titolo consecutivo prima di dire addio alla serie A

Keith Langford attacca il canestro in gara 5, che vede l'EA7 MIlano scivolare in casa. – Credits: www.facebook.com/OlimpiaMilano1936

Paolo Corio

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“Oltre la fine” si legge su uno striscione nel microscopico spicchio verde dei 12.100 del Forum: estrema sintesi dello spirito con cui la Mens Sana affronta gara 5 di finale contro l’EA7 Milano, imponendosi per 72-68 e guadagnandosi così il 3-2 che vale la possibilità di giocarsi mercoledì tra le mura amiche la sfida che può valere il suo incredibile (e non solo per questioni numeriche) 8° scudetto consecutivo.

Più che una partita di basket, quella di Assago, un incontro in quattro round disputato colpo su colpo, con le gambe e la testa rese sempre più pesanti dalla stanchezza e dalla tensione, mentre il costante alzarsi della paletta dei falli testimonia che nessun contendente è disposto a cedere un metro quadro di ring. Quanto al peso-massimo capace di mandare ko l’avversario, è quello che veste la maglia n°6 di Siena: con 14 punti su 18 nella seconda parte, incluso un alley-oop da altezza siderale sulla terza sirena che può essere serenamente classificato come la più spettacolare giocata del Campionato, Othello Hunter tiene infatti in partita la Montepaschi anche quando l’unico efficace momento offensivo di Daniel Hackett (autore nell’insieme di un pessimo 3/11 al tiro per 11 punti a referto), combinato con il migliore Keith Langford (14 punti, 7 dei quali nella terza frazione), illude i tifosi milanesi che l’Olimpia possa finalmente diventare padrona di una partita passata a rincorrere.

Ma non sono solo le prodezze aeree del centro dal passato Nba negli Atlanta Hawks a firmare l’impresa: quando le facce degli avversari si fanno preoccupate e i polsi meno saldi, ecco infatti saltar fuori come in gara 3 la freddezza di Jeff Viggiano (6 punti, con 2/2 da oltre l’arco) e quella ancora più inattesa di Josh Carter (14 punti), capaci di infilare triple fondamentali a cavallo delle ultime due frazioni, mentre negli ultimi due giri di lancetta sono tutti di Spencer Nelson i 7 punti (10 totali) con cui i campioni d’Italia in carica certificano il fatto di non avere ancora alcuna voglia di abdicare a dispetto di un futuro che li vede già in esilio in qualche serie minore.

A fine gara, coach Marco Crespi elogia l’impatto mentale mostrato dai suoi, riferendo come negli spogliatoi abbia già detto loro di considerare la prossima partita come “una nuova occasione per sfidare chi è più forte di noi cercando di fare ancora meglio”. Raccomandazione che suona quasi inutile, vista la compostezza con cui MarQuez Haynes (10 punti, 4 assist), capitan Tomas Ress e compagni festeggiano la vittoria al suono della sirena: segno che considerano la loro missione ancora più che aperta. Così come ancora aperta è la serie per l’EA7 Milano, al momento ancora grande incompiuta e squadra in cui coach Luca Banchi dice di vedere diversi elementi poco abituati a giocare partite di tale importanza. Il paradosso, però, sta nel fatto che ancora una volta il peggiore in maglia Olimpia è l’uomo che ha deciso i playoff 2013 per Siena: quel David Moss da zero punti (con 6 tiri tentati) in 23’ sul parquet, con l’aggravante di non incidere mai una volta nemmeno in difesa.

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