Final Eight: Sassari-Siena vale la Coppa Italia

Mentre Ferdinando Minucci viene eletto nuovo presidente della Legabasket, la Montepaschi supera Brindisi e va in finale contro il Banco di Sardegna

Paolo Corio

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Ancora loro. Per una Legabasket che annuncia in conferenza-stampa novità al vertice e volontà di costruirsi una nuova immagine con i media, è quasi un paradosso ritrovarsi in finale la "solita" Montepaschi Siena. Ma in realtà la squadra di coach Crespi è ancora una volta la migliore testimonial di quello che fa la differenza nel basket: sacrificio difensivo, organizzazione di squadra (intesa come capacità di ruotare gli uomini senza mai perdere la propria identità) e talento al tiro per i momenti in cui la palla scotta più del solito. Come nell'ultimo quarto della semifinale contro Brindisi, quando la lampeggiante Enel (capace di rimontare dal -9 della terza frazione sino al 73-72 del 36° minuto) viene definitivamente spenta dalla mano sicura di Erick Green (14 totali, di cui 11 nella quarta frazione) e del top-scorer MarQuez Haynes (16 punti), che pare davvero il gemello forte di quello visto in precedenza al Forum in maglia EA7.

Decisivi per Siena (il cui general manager Ferdinando Minucci, per ritornare a quanto sopra, è il nuovo presidente della Legabasket al posto di Valentino Renzi) risultano anche Josh Carter (15 punti) e Benjamin Ortner (12 punti e 6 rimbalzi). Ma, come detto, è tutto il gruppo a conquistarsi la sesta finale consecutiva nella Final Eight di Coppa Italia: 103 a 71 è infatti anche la valutazione di squadra nei confronti di un'Enel Brindisi che ha in Jerome Dyson il mattatore (30 punti, con 9/10 dalla lunetta ma anche 9/16 al tiro da due e 1/3 nelle triple) e assai poco da tutti gli altri, eccezion fatta per un Miroslav Todic che ripete la buona prestazione dei quarti mettendo a referto 17 punti e 4 rimbalzi.

A contendere la Coppa Italia al pragmatico basket senese sarà il suo esatto opposto: ovvero l'offensiva e a tratti "sregolata" pallacanestro di una Banco di Sardegna Sassari che, fatta fuori a sorpresa l'EA7 Milano, non si fa a sua volta sorprendere da una Reggio Emilia sempre a ranghi ridotti per via delle assenze di Andrea Cinciarini e Greg Brunner, ma anche sempre decisa a vendere cara la pelle. Parziali alla mano, è il primo quarto (conclusosi 26-19) a fare la differenza per il 92-86 finale, mentre a livello individuale - dopo che il cugino ha firmato la vittoria contro l'Olimpia - con 26 punti e 5 assist è Travis Diener l'uomo in più per coach Sacchetti.

Ancora mano calda anche per Drake Diener (18, più 4 assist) e per Caleb Green (15), che dopo aver affrontato da solo i lunghi di Milano ha potuto avere l'appoggio di Drew Gordon (11 punti, 6 rimbalzi) sotto canestro. All'indomita Reggio Emilia non bastano invece i 32 punti di James White e i 19 ad alta percentuale di realizzazione (3/5 da due, 3/4 da oltre l'arco, 4/5 ai liberi) di Rimantas Kaukenas: la finale, ore 18 (diretta RaiSport e gazzetta.it), sarà Montepaschi Siena-Banco di Sardegna Sassari. Domenica sera sapremo se c'è qualcosa di nuovo sotto il cielo del nostro basket, per il momento accontentatevi della curiosità di una Coppa Italia che finirà di certo in banca.

I quarti di finale

Per definizione non c'è Final 8 senza sorpresa, perché nel basket in una partita secca può davvero accadere di tutto. Ma questa volta le sorprese sono state due, e subito la prima sera: fuori Milano a opera di Sassari e fuori Cantù per mano di una incerottatissima Reggio Emilia.

Naturalmente, la caduta che fa più rumore è quella dell'EA7, pronosticata da tutti o quasi come sicura vincitrice di questa Coppa Italia, interrompendo così un digiuno di trofei che dura ormai da 18 anni, ovvero dallo scudetto del 1996. E invece ecco che la corazzata allestita a suon di milioni di euro da Giorgio Armani è affondata di nuovo, colpita nell'ultima frazione dai siluri di Drake Diener (13 punti su 24 nel quarto periodo, con ben tre triple) e dalle zampate di Caleb Green (15 a referto). A dire il vero, però, qualche buco nello scafo l'Olimpia se l'è pure fatto da sola: sempre in vantaggio nei primi tre quarti, ancora sopra per 66-59 alla terza sirena, ha poi mollato nel finale, finendo per innervosirsi e cedere per 82-80 nel punto a punto finale contro una non certo ragionatrice Sassari.

Sotto accusa anche la scelta di coach Luca Banchi di tenere a lungo fuori dai giochi nell'ultima frazione Lawal, migliore in assoluto dei suoi con 20 punti, 8 rimbalzi e 29 di valutazione, preferendogli Melli e Wallace. A fine match, l'allenatore di Milano ha giustificato la sua mossa affermando che "Lawal non è il giocatore idoneo per attaccare spalle a canestro", ma l'impressione è che togliendo dal parquet l'atletismo del centro americano con passaporto nigeriano l'EA7 abbia lasciato campo libero a quello di una rigenerata Sassari. Alla quale coach Meo Sacchetti – come da lui stesso rivelato in conferenza-stampa - aveva chiesto prima dell'incontro di ispirarsi alla vittoria di Reggio Emilia su Cantù per tentare a propria volta l'impresa...

Eccoci allora alla seconda sorpresa di giornata: senza Andrea Cinciarini e Greg Brunner, quindi senza il play e il centro titolare, il mai abbastanza considerato coach Massimiliano Minetti sorprende per 84-77 i favoriti brianzoli schierando nello starting-five Federico Mussini, 18 anni da compiere il prossimo marzo, che lo ripaga con una tripla a referto e una prestazione ordinata in regia in 15' sul parquet. E meglio ancora fa Giovanni Pini, classe '92, mai utilizzato prima ma che si fa trovare più che pronto con 7 punti (3/3 da due) in 16' di utilizzo. E' insomma quello di Reggio Emilia un successo che parla anche giovanilmente italiano, anche se le pietre angolari su cui è costruito sono quelle "made in Usa" di James White (25 punti, con 7/8 da due e 3/5 da oltre l'arco) e di Troy Bell (20 a referto, a dispetto di uno scarso 5/17 dal campo, più 6 assist), oltre che dell'esperta leadership di Rimantas Kaukenas (17 punti, la maggior parte dei quali nei momenti topici).

A Cantù (Aradori 16, Leunen 13 e il rientrante Cusin 11) non rimane che piangere... sui 14 tiri liberi sbagliati (21/35 contro il 18/19 degli avversari): soprattutto gli errori dalla lunetta, a detta dello stesso coach Pino Sacripanti, sono stati infatti quelli che hanno condannato l'Acqua Vitasnella a lasciare il Forum di Assago prima del voluto e del pronosticato. Sassari-Reggio Emilia sarà così la semifinale delle 20.30, preceduta da quella tra Siena e Brindisi, delle cui vittorie potete leggere qui sotto...

Enel Brindisi-Umana Venezia 83-70

Pronostico rispettato, ma valori in campo che si sono equivalsi almeno per tre frazioni. A fare davvero la differenza, oltre al più talentuoso roster di Brindisi, è stato Michael Snaer: 27 punti e tanti assist a innescare i compagni, tra i quali spiccano Campbell (17 punti, 8 rimbalzi) e James (10 punti, 9 rimbalzi). Per l'Umana Venezia, invece, 19 punti e 7 assist di Smith (ma con 1/6 nelle triple) e 18 di Taylor. Infine, brutta notizia per i tifosi brindisini in vista della semifinale di sabato contro Siena: Matteo Formenti, fondamentale nella rimonta del secondo quarto, non sarà della partita a causa di un infortunio muscolare. 

3° quarto

Trascinata da Smith (16 al momento in tabellino), non molla Venezia, che per una frazione di secondo rimane con il pallone in mano sulla sirena della terza frazione e non riesce ad accorciare ulteriormente il distacco da una Brindisi comunque determinata: 60-53 il parziale della terza frazione. Top-scorer assoluto Snaer con 21 punti. 

2° quarto

Alza leggermente l'intensità difensiva Brindisi, ma è soprattutto l'energia profusa sul parquet da Matteo Formenti: non a caso è sua la tripla che segna il sorpasso (24-22), seguiti da un assist e una palla rubata che lanciano gli uomini di Bucchi. Con Crosariol e una tripla di tabella di Smith Venezia prova a rimanere attaccata, ma il finale è tutto dell'Enel: 44-35 all'intervallo per la favorita del match, che ha 12 punti da Snaer (3/3 da due, 2/3 da oltre l'arco). Per Venezia 9 di Smith e 8 di Taylor.

1° quarto

Mentre continua l'afflusso di pubblico, segno della bontà della formula sui tre giorni scelta quest'anno da Legabasket, trascinata dalla coppia Taylor-Crosariol l'outsider Venezia sorprende Brindisi con un perentorio 11-0. Una tripla di Delroy James scuote però i pugliesi, che si rifanno rapidamente sotto (13-16). L'Umana però resiste: 20-16 per i lagunari di coach Markovski il primo parziale, che hanno 8 punti da Taylor e 6 da Smith. Per Brindisi 7 di Dyson. 

Montepaschi Siena - Acea Roma 76-67

Nelle ultime stagioni l'abbiamo dovuto scrivere tante volte: Siena cambia gli uomini, ma conserva un'esperienza di fondo che le consente di uscire il più delle volte a testa alta dalle partite che contano. Accade anche nel primo quarto di finale di questa Final 8, che la vede superare Roma per 76-67. Emblematica al proposito la prestazione di Haynes: spaesato nell'EA7 Milano (la formazione con cui ha iniziato il Campionato), torna al Forum sfoderando un'assoluta calma in regia e la necessaria freddezza al tiro per infilare nell'ultima frazione due triple (del 72-60 e del 76-65) che mettono definitivamente a debita distanza l'Acea Roma. 18 punti finali per il play americano, mentre top-scorer per la Mens Sana rimane Erick Green con 19; 10 punti e 9 rimbalzi anche per un Hunter limitato dai falli. Per l'Acea, in cui si è decisamente l'assenza di un play come Taylor, 22 punti e 6 rimbalzi di Hosley, 16 di Jimmy Baron; decisamente sotto tono invece Goss (2/8 da due e 1/3 da oltre l'arco). Obiettiva l'analisi dello sconfitto coach Dalmonte: "Nella prima parte abbiamo concesso a Siena quasi il 50% dei rimbalzi offensivi, vanificando il nostro sforzo difensivo e dando fiducia ai nostri avversari, che spesso hanno potuto avere una seconda chance al tiro. Poi, negli altri due quarti non siamo mai riusciti a riprendere davvero in mano la situazione, sbagliando anche alcuni dettagli fondamentali quando ci siamo trovati a poter davvero rientrare in partita". Ovviamente soddisfatto coach Crespi: "La nota più positiva è stata la durezza con cui siamo entrati subito in campo dopo una partita come quella di Bologna. Quell'approccio ha fatto la differenza a nostro favore".

3° quarto

Con il fisico di Mbakwe e il tiro di Baron Roma si rifà sotto: break di 8-0 per i capitolini (da 56-43 a 56-51), prima che Siena ritrovi con Hunter il canestro del 58-51. L'ultima frazione è quanto mai aperta, anche se Roma ha Goss e Baron con 3 falli. Intanto aumenta il tabellino di Erick Green: 19 punti sinora (5/8, 2/3 nelle triple); 15 per Hosley dall'altra parte.

2° quarto

Tenta la reazione l'Acea Roma, ma Siena riesce a rimanere in controllo: 47-37 all'intervallo. Per la Montepaschi c'è però il problema dei 3 falli di Hunter, che rischiano di ripercuotersi negativamente sotto i tabelloni nella seconda parte. Continua a referto l'ottima partita di Erick Green (13, con 4/5 da due e 1/1 nelle triple); migliore per Roma è invece alla pausa Hosley, con 13 punti e 4 rimbalzi.

1° quarto

Ore 13, il basket è servito: discreto pubblico, dato l'orario e il giorno feriale, con i ragazzini delle scuole che fanno il tifo per Siena. Il fascino dei campioni, che infatti partono decisi e, dopo un'iniziale 7-0, chiudono il primo quarto in vantaggio per 24-15, con 8 punti di Erick Green. Per i capitolini, invece, top-scorer Jimmy Baron con 4. 

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