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Basket: Eurolega al Cska, rimonta ma anche rimpianti per Datome

La squadra di Mosca supera all'overtime il Fenerbahce, che crolla nel finale dopo aver recuperato 20 punti - video highlights

Serve un overtime, ma alla fine si infrange la maledizione del Cska Mosca, che contro il Fenerbahce di Gigi Datome riesce a conquistare a Berlino la sua settima Coppa dei Campioni del basket, evitando al contempo di incorrere nell’ennesima beffa della sua storia recente.

Sopra di 20 punti all’intervallo (50-30), come già accaduto nella finale del 2012 e nella semifinale 2015 contro l’Olympiacos, oltre che nella semifinale 2014 con il Maccabi, i russi rischiano infatti ancora una volta di mandare tutto a rotoli dissipando in pochi minuti l’enorme vantaggio. Con l’incubo dell’ennesima sconfitta in volata che sta di nuovo per concretizzarsi a 21” dall’ultima sirena, dopo che un gioco da tre punti di Sloukas manda avanti per 83-81 i turchi, chudendo di fatto una rimonta propiziata nella seconda parte anche da una tripla quasi irreale di Gigi Datome (16 punti totali) e soprattutto dai folli canestri di Dixon (17, top-scorer del Fenerbahce), oltre che dal miglior momento sotto i tabelloni di Udoh (16 anche per lui).

Nello smarrimento di tanti suoi compagni e con le due stelle De Colo e Teodosic in black-out prolungato dopo l’eccezionale prima parte, è allora il veterano Khryapa a salvare il Cska: già determinante nel tenere i suoi in partita nell’ultima frazione, con un solo secondo da giocare è infatti il lungo russo a strappare il rimbalzo offensivo che vale poi il canestro dell’83-83 e il conseguente supplementare. Nel corso del quale De Colo (22 punti finali, 10 dei quali nell’overtime, più 7 assist) ritrova la sicurezza al tiro che gli varrà il titolo di Mvp della Final Four dopo quello della regular-season di Eurolega, mentre Teodosic (17, più 7 assist visionari) rimpingua il suo tabellino ma soprattutto cancella una volta per tutte quella nomea di giocatore geniale ma perdente che - a dire il vero - senza la prodezza del suo vecchio capitano sarebbe diventata un’etichetta definitiva.



Un vincente senza ombra di dubbio è invece ormai considerato coach Dimitris Itoudis, protagonista tra l’altro della vecchia storia dell’allievo che supera il maestro: al fianco del guru Obradovic come assistente nella vittoria di ben cinque Eurolega con il Panathinaikos, il 45enne allenatore greco non ha infatti avuto alcun timore reverenziale nell’affrontare il suo mentore. Anzi, dimostrando di averne assorbito appieno la determinazione a vincere sfruttando qualsiasi arma, si è inventato già dalle prime battute un fallo sistematico per mandare in lunetta il centro avversario Vesely (1/10 finale ai liberi, con l’imperativo di passare l’estate a migliorarsi) che ha contribuito non poco all’iniziale break del Cska. E che ha pure reso un po’ meno fraterno l’abbraccio finale tra i due coach.

Quanto a Datome, il capitano azzurro ha sportivamente riconosciuto nelle interviste di fine partita tutti i meriti del Cska, rimpiangendo il pessimo secondo quarto da dieci punti del suo Fenerbahce, comunque la prima squadra turca a raggiungere una finale di Eurolega dopo essere già stata nel 2015 la prima a partecipare a una Final Four.

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