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Basket, EA7 Milano-Reggio Emilia, i numeri della finale scudetto

Al via al Forum una sfida tricolore all'insegna dell'equilibrio. E di queste statistiche-chiave

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Paolo Corio

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Tanto giocare per nulla in questi playoff 2016. Ovvero per confermare i valori della regular-season: da venerdì 3 giugno al Forum di Assago (ore 20.45, diretta RaiSport e Sky) saranno infatti EA7 Milano e Grissin Bon Reggio Emilia, rispettivamente prima e seconda in classifica al termine della stagione regolare, a giocarsi lo scudetto.

Un poco più fresca Milano, che dopo il 3-0 inflitto nei quarti a Trento ha regolato per 4-2 Venezia a dispetto di una partenza ad handicap (immediata sconfitta in casa e ancora 2-1 per la Reyer alla terza partita, prima della rimonta Olimpia). Un poco più adrenalinica Reggio Emilia, che dopo il 3-0 a Sassari nella rivincita della finale tricolore 2015 ha dovuto lottare sino all’ultimo contro Avellino, superata solo negli ultimi minuti della settima e ultima partita della serie. Entrambe invece consapevoli dei propri mezzi: l’EA7 per aver sinora mantenuto il ruolo di favorita a dispetto di qualche passaggio a vuoto e di una non esaltante stagione in Eurolega; la Grissin Bon per aver saputo raggiungere la seconda finale-scudetto consecutiva a dispetto di una stagione lungamente tormentata dagli infortuni e del rischio di veder svanire in una bolla di sapone l’intero progetto dopo la cocente delusione dello scorso anno, con il titolo svanito in gara-7 tra le mura amiche del PalaBigi, dove la Pallacanestro Reggiana ha (a nostro avviso giustamente) deciso di giocarsi anche quest’ultima sfida scartando l’ipotesi di un trasferimento a Bologna.

Tornando alla regular-season, dopo il settembrino successo della Grissin Bon nella finale di SuperCoppa 2015 a Torino (80-68), nelle due sfide dirette di Campionato vittoria di Reggio Emilia in casa all’andata per 74-72, risposta di Milano al ritorno per 84-80: un equilibrio di fondo (44 i punti con cui l’EA7 ha chiuso in testa alla classifica, 42 quelli della Grissin Bon), che promette di mantenersi anche in questa finale. Ma se fare un pronostico è in questo caso quanto mai azzardato, dare un’occhiata ai numeri sinora fatti registrare dalle due contendenti nei playoff 2016 può aiutarci a capire quali potranno essere i fattori-chiave del duello…

Gli attacchi
In questi playoff non è stata certa quella offensiva l’arma letale di Milano: 75.3 punti realizzati di media tra quarti e semifinali, ma con due partite chiuse ampiamente sotto la media (62 punti nella terza vittoria con Trento, 68 in quella decisiva contro Venezia) e con percentuali non propriamente esaltanti (52% da due, 30.7% da oltre l’arco). Migliori i numeri assoluti di Reggio Emilia, che ha viaggiato a 80.5 punti di media, includendo la debacle al tiro di gara-4 contro Avellino (la miseria di 54 punti, con percentuali da brivido), mettendo a referto il 58.5% da due e il 32.6% da tre.

Le difese
Come intuibile da quanto sopra, è stata invece questa la leva che ha spinto Milano in finale, consentendole di uscire a testa alta anche nelle (diverse, se non troppe) serate poco brillanti al tiro: solo 70.6 punti concessi di media agli avversari, migliore di tutte le otto squadre approdate ai playoff. Più larghe (anche per aver incontrato una squadra offensiva come Avellino) sono invece risultate le maglie difensive di Reggio: 79.6 punti a partita, includendo sempre i 97 della temporanea disfatta in Irpinia.

I tiri liberi
Nelle equilibratissime sfide playoff possono spesso fare la differenza e se è ovviamente fondamentale infilarli anche e soprattutto nei minuti finali (quelli per intenderci dei falli tattici), è altrettanto importante saper andarseli a prendere nell’arco dell’intero incontro. In termini assoluti, è allora l’Olimpia a brillare in questa voce: l’81.5% dalla lunetta si combina infatti con 19.8 tiri liberi guadagnati a partita, mentre Reggio Emilia ha a referto il 75.8% di realizzazione per 15.3 gite in lunetta a incontro.

I rimbalzi
Sotto i tabelloni quello che si vede sulla carta (con un pacchetto lunghi milanesi decisamente più corposo e fisicato, anche e soprattutto per la presenza dell’XXXL Batista), è quello che dicono anche i numeri: 26.6 rimbalzi difensivi e 12.7 offensivi di media nei playoff per Milano, 21.4 e 9.4 quelli invece di Reggio Emilia, per cui sarà decisivo poter contare sul pieno recupero di Veremeenko, già dato pronto ma poi non schierato nella settima partita contro Avellino.

Il saldo palle perse/recuperate
Voce ampiamente da rivedere per entrambe in questi playoff: 66 recuperate contro 158 perse per Milano (7.3 contro 17.6 le medie), 80 recuperate contro 134 perse (8 contro 13.4 le medie) per Reggio Emilia.

I numeri individuali di Milano
Oltre che leader del gruppo insieme con capitan Alessandro Gentile (che sfiderà in finale il fratello Stefano), è Kruno Simon il top-scorer dell’EA7 in questi playoff: 13.9 punti di media che, combinati con altri numeri utili tra cui 2.3 assist a partita, fanno del croato anche il migliore in assoluto in maglia Olimpia con 14.2 di valutazione.

11.9 punti e 5.1 rimbalzi sono invece i numeri di Sanders, secondo miglior realizzatore di Milano, al quale coach Repesa difficilmente rinuncerà dopo averlo (abbastanza inspiegabilmente) escluso due volte per turn-over. Così come indispensabile sarà Alessandro Gentile, con l’obbligo però di alzare non tanto la media-punti (10.2 a partita sinora) quanto le percentuali al tiro: il 39.1% da due e il 16% da oltre l’arco di questi playoff sono infatti statistiche assai lontane dai suoi standard.

Quanto al resto, Batista (8.1 punti, 7.6 rimbalzi), McLean (7.3 punti, 5.3 rimbalzi) e Macvan (8.7 punti, 4.3 rimbalzi) sono la forza di un reparto lunghi che potrebbe risultare decisivo nella sfida contro Reggio Emilia; mentre in regia - con Cinciarini ancora ampiamente in fase di recupero e Lafayette (7.1 punti, 2.3 assist) con i soliti “alti e bassi” - occhio alla crescita del lituano Kalnietis (7.6 punti e 3 assist di media), il cui atletismo potrebbe mettere in difficoltà Della Valle e compagni di reparto.

Infine, al di là di qualsiasi numero, doverosa menzione speciale per Bruno Cerella: la sua applicazione è stata trainante in diversi momenti difficili di questi playoff, e - ci scommettiamo - non mancherà di esserlo anche in finale.

I numeri individuali di Reggio Emilia
A trazione posteriore e italiana per definizione, la Grissin Bon vede in Aradori (12 punti, 2.1 assist di media) e Della Valle (11.7 punti, 2.2 assist) i due “gemelli del gol”, che mostrano tra l’altro un’incredibile somiglianza anche nelle percentuali di realizzazione: 57.1% per entrambi da due, 33.3% per Aradori e 32.7% per Della Valle da oltre l’arco. A chiudere il triangolo, apportando oltre che una massiccia dose d’esperienza un’energia inversamente proporzionale ai suoi 39 anni, c’è poi l’highlander Kaukenas con 11.1 punti e 2.5 assist a incontro.

Sotto canestro, invece, continua a brillare Achille Polonara (10.3 punti, 7.5 rimbalzi a partita), che è anche il migliore in assoluto dei suoi con 14.5 di valutazione. L’esatto opposto del centro serbo Golubovic, che in assenza di Veremeenko non è riuscito ad andare oltre i 5.5 punti e 4.3 rimbalzi a partita, mentre Darjus Lavrinovic (anche per i suoi ormai cronici acciacchi) s’è confermato un lungo atipico con 8.1 punti ma solo 2.8 rimbalzi di media.

Contro Milano sarà allora indispensabile per gli uomini di coach Menetti alzare l’intensità e le relative statistiche sotto i tabelloni, mentre qualche sorpresa a referto potrebbe arrivare da Silins, apparso in continua crescita in questi playoff proprio come già accaduto la scorsa stagione. 


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