Brindisi è regina di inverno. E la città sogna

L'Enel batte Sassari ed è prima alla fine del girone di andata. Un fatto storico da queste parti. E si festeggia per tutta la notte

I tifosi dell'Enel Brindisi esultano alla fine della partita contro Sassari – Credits: Michele Longo

Marino Petrelli

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E' tutto vero: Brindisi è regina di inverno. La "piccola" Brindisi, la neopromossa da appena due anni, la squadra che la passata stagione ha ottenuto una ampia e meritata salvezza con cinque giornate di anticipo, ora è lassù, al comando al termine di un girone di andata intensissimo, alla fine del quale l'Enel Basket ha battuto tutte le grandi in casa ed ha avuto un rendimento altissimo. Undici vittorie su quindici, 22 punti, gli stessi fatti l'intera passata stagione, ma stavolta con quindici partite in meno. Solo Cantù è a pari punti, ma per lo scontro diretto perso a Brindisi è seconda. Dietro, tutte le big. Da Siena pluricampione d'Italia a Milano. Fino a Sassari, battuta ieri in un vero e proprio spareggio per il primato. Una partita infinita, come spesso accade tra queste due formazioni che quando si affrontano se le danno sempre di santa ragione, sportivamente parlando. Brindisi che vola nel primo quarto, andando avanti anche di 16 punti, Sassari che da grande squadra rientra prepotentemente in partita e sorpassa alla fine del terzo quarto, ancora Brindisi che ha i nervi saldi, difende, lotta, sgomita, recupera palloni e non sbaglia nel finale. Il tabellone dirà alla fine 89-80 e il Pala Pentassuglia, il più piccolo impianto della Serie A, ormai incapace a contenere l'entusiasmo di una città intera, esplode in un boato mai visto e sentito prima.

Che la giornata sia storica per la città lo si capisce già dai giorni precedenti. L'Enel è reduce da una vittoria incredibile a Pesaro dopo un tempo supplementare e sospinta da oltre 400 tifosi al seguito (da queste parti, ne sono partiti anche 1000 in una partita di Legadue e oltre tremila a Roma al primo anno di serie A), Sassari ha invece perso in casa contro Milano. La città, sonnacchiosa dopo le festività natalizie, sa che questo è uno di quei giorni che potrebbero rimanere nella storia. In ogni angolo non si parla di altro, la caccia ai pochissimi biglietti disponibili è furibonda, la società ha richieste fino a quattro di più la capienza del palasport, intitolato a Elio Pentassuglia, grande allenatore di una Brindisi di molti anni fa e scomparso tragicamente nel 1988, i tifosi sono pronti con un'altra grande coreografia. Ci sono inviati da ogni testata nazionale, ci sono le televisioni, ci sono i giocatori che si allenano con grande scrupolosità, gestiti e curati in ogni dettaglio da Piero Bucchi, dal suo vice Daniele Michelutti e dal preparatore Marco Sist. Per la prima volta, dopo diverse settimane, ci si può allenare al completo, nessun acciacco, nessuna defezione, un nuovo giocatore (David Chiotti, nda) inserito per dare finalmente peso al reparto dei lunghi. "Stanno tutti bene", dirà Bucchi nella conferenza stampa di presentazione. Forse è un segno del destino. Lo stesso destino che impedisce a Travis Diener, uno dei migliori giocatori del campionato italiano, di non scendere in campo ieri sera. E Sassari soffrirà alla fine maledettamente questa assenza. Ma la storia la deve fare Brindisi e non si ammettono "stecche".

Il Pala Pentassuglia è strapieno già due ore prima della partita, all'ingresso in campo di Sassari la curva fa capire che clima dovranno attendersi. Ovazione e sciarpe al vento per l'ingresso dei ragazzi di casa. Pronti via e la Dinamo mette paura, ma Brindisi prende le misure e in tre minuti si passa dal 12-14 al 31 -16 per i padroni di casa. Delroy James, che qui in molti chiamano Lebron come il campione Nba dei Miami Heat, inchioda il 34-19 a fine primo quarto. Partita chiusa? Nemmeno per idea. Sassari è squadra forte, di carattere, con giocatori esperti. I venti minuti successivi l'inerzia è tutta dalla parte sarda fino al 54-59 e al 61-63 della fine del terzo quarto. La tensione è altissima, Brindisi deve cambiare gioco se vuole vincere. O forse tornare a percentuali più alte come ad inizio partita. La scintilla arriva da Jerome Dyson, play maker lo scorso anno miglior marcatore del campionato israeliano, che con una magia trova un canestro (con fallo subito) che fa sussultare tutto il palazzo. James, pescato da Ferentino in Legadue, completa il contro sorpasso con un tiro da tre punti che fa saltare le coronarie. Sassari non ne ha più, Brindisi controlla, allunga il vantaggio e chiude con una vittoria. Il titolo di campione d'inverno diventa realtà, anche se la gente non sembra crederci. Qualcuno piange dalla gioia, ci si abbraccia, ci si domanda se è la stessa squadra che due anni fa era in Legadue e ora è la prima in Italia.

IMPIANTO PALEOLITICO, CERCASI NUOVA STRUTTURA

"Il primato nasce da lontano ed è un successo che merita la squadra, lo staff tecnico, la società, gli sponsor e questo pubblico unico in Italia - dice un ragginate Fernando Marino, presidente dell'Enel Brindisi a fine partita -. Se penso da dove siamo partiti, a che girone di andata abbiamo disputato e che oggi siamo primi e domenica prossima andiamo al Forum di Milano a giocare contro la squadra più forte del campionato noi primi e loro che seguono in classifica, stento a crederci. Invece è tutto vero. Ora viene il bello. Avremo un girone di ritorno difficile, con tutti gli scontri diretti fuori casa e tutte le squadre vorranno batterci, ma siamo sereni e consapevoli che questa è una favola che vogliamo far durare a lungo. Se ci dessero una mano a costruire un nuovo impianto adeguato al posto di questa paleolitica struttura dove giochiamo adesso, forse saremmo pronti anche a maggiori investimenti e opportunità per questa città, che ha tanti problemi dal punto di vista sociale, ma che dallo sport, e dal basket in particolare, sta avendo un grande riscatto".

"Brindisi è prima perchè lo merita e quando uno merita nessuno può fare discorsi di altro genere - ci spiega Mario Canfora, ormai inviato dalla Gazzetta dello Sport stabilmente a Brindisi da qualche settimana -. Questa squadra gioca bene, ha un gruppo solido in campo e fuori, ha una dirigenza giovane ma con grandi progetti. Piero Bucchi non era mai stato campione d'inverno e forse anche questo potrebbe essere un segnale. Se poi aggiungiamo che la Coppa Italia l'ha già vinta tre volte, sognare è davvero possibile".

Già, la Coppa Italia . Se la contenderanno le prime otto del girone di andata al Forum di Milano dal 7 al nove febbraio. Brindisi parte da numero uno e affronterà Venezia. Sarà un altro passo per raggiungere la completa maturità. I tifosi si stanno già organizzando, nessuno lo dice ma in caso di passaggio del turno alla semifinale partirebbe tutta la città. Ora c'è da godersi il primato e un giorno storico. La gioia è nelle strade, i giocatori e i tifosi si radunano in un locale cittadino per una grande festa organizzata da Supporter's Magazine , un periodico brindisino sul basket che, insieme a moltissimi altri media, segue costantemente le vicende della squadra in casa e in trasferta. Il risveglio è meraviglioso, le prime pagine dei giornali, anche qualcuno nazionale, aprono tutte sulla vittoria e sul primo posto in classifica. E' tutto vero: Brindisi è campione d'inverno

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