Houston Rockets v Golden State Warriors - Game One
Basket

Nba: la storia della barba di James Harden

L'evoluzione del fenomeno di Houston, secondo miglior giocatore della lega, va di pari passo con la crescita del suo segno di riconoscimento

Tra i giocatori simbolo del playoff Nba 2015 ce n'è uno davvero inconfondibile, diventato personaggio per il suo modo di giocare e per la sua barba che lo rende immediatamente riconoscibile anche ai meno esperti di basket americano. Stiamo parlando ovviamente di James Harden, la guardia ex Arizona State che ha trascinato i Rockets a una finale di conference che non vedevano dai tempi di Hakeem Olajuwon – parliamo della stagione 96-97 – e diventato ormai uno dei migliori giocatori dell'intera lega – è arrivato secondo nella corsa all'Mvp – nonostante i suoi inizi di carriera non facessero per nulla presupporre una simile evoluzione della sua personalità, oltre che del suo gioco. 

 

IL BARBA Anche per questo in Nba si sta facendo strada la curiosa teoria secondo cui la crescita dei numeri dell'ex giocatore di Oklahoma sia andata di pari passo con quella della sua barba, che oggi rappresenta la maschera del supererore soprannominato "Il Barba", minuziosamente curata attraverso (dicono) il lavoro di uno specialista e mai "svestita" nonostante le curiose offerte arrivate negli anni – pare che un tifoso gli avesse offerto addirittura 80 mila dollari per radersi completamente... –.

LA STORIA In realtà, al di là dei presunti superpoteri della lanugine di Harden, è indubbio che il suo miglioramento di rendimento (soprattutto in fase offensiva) sia stato esponenziale se confrontiamo gli attuali 27,4 punti di media a partita con i 9,9 della sua stagione da rookie, o i 12,7 dei suoi tre anni con i Thunder. E se, come lui stesso aveva dichiarato, l'idea della barba era nata nel 2009, ai tempi del college ad Arizona State, come semplice emulazione di Baron Davis, ex playmaker di Golden State, è difficile non notare una qualche connessione tra la crescita dei peli del viso di Harden e l'evoluzione del suo aspetto fisico, e in generale del suo modo di stare in campo. Vedere per credere..

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