Basket

Gli 80 anni di Dan Peterson, festeggiati da vero numero 1 all'All Star Game 2016

Coach vincente e personaggio a 360°, tornerà in panchina in occasione del compleanno. Per un nuovo spot a favore del nostro basket

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Paolo Corio

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Nato il 9 gennaio 1936 (curiosamente anche anno di fondazione della "sua" Olimpia Milano) in quella "Evanston, Illinois" resa celebre da tante citazioni con annessi aneddoti in svariate telecronache Tv, coach Dan Peterson ha iniziato i festeggiamenti per i suoi 80 anni affrontando con l'abituale energia una vera raffica di interviste.

Ecco così svelata agli appassionati qualsiasi remota curiosità riguardo al coach per antonomasia del nostro basket: il suo quintetto ideale (Mike D’Antoni, Roberto Premier, Bob McAdoo, Terry Driscoll e Dino Meneghin, con sesto uomo Vittorio Gallinari, il papà di Danilo), il giocatore più forte mai allenato (Bob McAdoo), l'avversario più difficile da fermare (Bob Morse), l'allenatore più ostico da affrontare (Valerio Bianchini), la vittoria più bella (il "triplete" con Milano del 1987, con scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Italia), l'errore più grande (l'addio alla panchina proprio nel 1987, a soli 51 anni), i progetti per il futuro (a partire dal bis delle nozze con la maglia Laura, già in programma per il 7 dicembre 2017)...

Che altro aggiungere? Quello che coach Dan Peterson non ha ovviamente potuto dire. Ovvero che è stato e continua a essere una figura impareggiabile del nostro basket: non solo per le vittorie (quattro scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa Korac e due Coppa Italia con l'Olimpia Milano tra il 1982 e il 1987; uno scudetto nel 1976 con la Virtus Bologna, preceduto da una Coppa Italia nel 1974), ma anche e soprattutto per quella eccezionale capacità mediatica che negli anni Ottanta - grazie anche alla rivalità con un altro grande comunicatore come Valerio Bianchini - contribuì non poco a far nascere la passione per la palla arancione in tante generazioni ora negli "anta". Un'opera di proselitismo accresciuta fuori dal campo dalle primissime telecronache delle partite Nba, spiegate più che raccontate da Peterson dai microfoni di Canale 5, con persino quell'ormai mitica pubblicità del Tè Lipton (con quell'altrettanto mitico "Per me n°1!") che contribuì in tanti casi a fare uscire la pallacanestro dall'anonimato tipico di tanti sport "minori".

Il bello è che a 80 anni il coach è ancora in missione, spesso più di tanti attuali e assai più giovani protagonisti, per promuovere via giornali e Tv lo sport che ama nell'unico Paese che ama alla pari dei suoi States. E domenica 10 gennaio, giusto all'indomani dei festeggiamenti per gli 80 anni, lo farà di nuovo anche dalla panchina, dopo il fugace ritorno del 2011 con l'Olimpia Milano: in tandem con Max Menetti (allenatore della capolista Reggio Emilia), guiderà infatti a Trento una delle due squadre in campo nell'All Star Game 2016. Dall'altra parte, manco a dirlo, ci sarà l'ormai amico e avversario di sempre Valerio Bianchini: non per un nostalgico amarcord, ma per un altro spot a favore del nostro basket, oggi putroppo così lontano da quei scintillanti anni Ottanta. Grazie per il regalo, coach, e ancora auguri!

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