Thiago, il genio che fa piangere Barcellona

Ha trascinato la Spagna al titolo ma sarà libero per soli 18 milioni di euro. Il motivo? Troppe poche presenze in blaugrana - lo scoop di Panorama su Capello - CALCIOMERCATO IN DIRETTA

Thiago Alcantara è nato l'11 aprile 1991 a San Pietro Vernotico (Lecce) – Credits: Getty Images Sport

Per capire il dramma (sportivo) che sta agitando la Catalogna basterebbe leggere le ultime due prime pagine di Sport. Nella prima c'è la volontà di Thiago Alcantara di lasciare il Camp Nou e cercare nuove sfide. Nella secondo, dopo la tripletta che ha schiantato l'Italia regalando alla Spagna il secondo titolo europeo Under 21, c'è l'invocazione che sale dalle ramblas in queste ore di festa: non si può lasciar partire un gioiello così.

Invece accadrà quasi certamente e sarà un distacco doloroso per un club che pure in passato ha già visto partire alcuni dei suoi figli prediletti per non essere stato capace di scommettere su di loro. Quasi un controsenso per una dirigenza che ha fatto della cantera e della Masia un modo di vivere oltre che di costruire progetti tecnici meravigliosi. Però i precedenti di Fabregas, volato a Londra, o Yaya Tourè, diventato grande con il Manchester City, sono lì a dimostrare che anche i migliori a volte sbagliano.

Thiago Alcantara se ne andrà perché Tito Vilanova non lo ha valorizzato al meglio e lui teme di perdere il treno giusto in vista del Mondiale 2014 dopo aver assaggiato il piacere di indossare la Roja (3 presenze). Al momento dell'ultimo rinnovo del contratto, che scade nel 2015 e che gli porta 1,8 milioni di euro netti a stagione, il suo procuratore fece inserire una clausola per cui, se Thiago non fosse stato in campo in questa stagione per almeno 30 minuti nel 60 per cento delle partite ufficiali del Barcellona, sarebbe stato libero con lo sconto sulla clausola rescissoria.

Oggi Thiago Alcantara costa 'solo' 18 milioni di euro. L'offerta vale fino al 31 luglio perché dal 1° agosto si tornerà alla quota inavvicinabile di 90 milioni con cui il Barca potrà dire di aver blindato il suo gioiello. Il problema è che il ragazzo, nato in Italia a San Pietro Vernotico, figlio di Mazinho, fratello di Rafael (classe '93 che ha scelto il passaporto brasiliano e di cui si dicono meraviglie) e cugino di Rodrigo, attaccante del Benfica, non sembra voler fermarsi al Camp Nou.

Al momento nessuno dei tentativi della dirigenza del Barcellona di convincerlo a sedersi al tavolo e stracciare quell'accordo ha avuto successo. Il suo entourage ha ricevuto parecchie telefonate dalle big di mezza Europa ed è pronto a dare il via all'operazione-distacco. Piace al Manchester United e anche al Real Madrid, malgrado le smentite di Florentino Perez che ha cercato di rassicurare Rosell sul fatto che le merengues non faranno lo sgarbo ai colleghi. Ci ha pensato anche il Milan. Un anno fa Galliani lo aveva chiesto al Barcellona ricevendo risposta negativa. Oggi è difficile competere con le offerte delle altre.

A Barcellona si è già aperto il processo a Vilanova. Come può essersi 'dimenticato' dell'accordo sul 60 per cento di presenze per almeno mezz'ora? Thiago ne ha fatte 19 sulle 60 complessive del Barcellona. Altre 4 volte si è fermato tra 25 e 30 minuti. Anche considerando che 11 le ha saltate per infortunio, avrebbe dovuto farne 29. Insomma è rimasto troppo lontano da quella linea che considerava un paletto non trattabile Ha giocato in tutto 1.909' mettendo insieme 6 gettoni ma troppo spesso (13 volte) si è trattato di semplici comparsate. Ecco perché se ne andrà. Anche se adesso tutti hanno capito che è un genio e la Catalogna piange pensando al dispiacere di vederlo volare via.

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