"la Pallonata": le vacanze senza sosta di Neymar
EPA/Rafael Ribeiro 
"la Pallonata": le vacanze senza sosta di Neymar
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"la Pallonata": le vacanze senza sosta di Neymar

Il Natale del brasiliano tra viaggi, show, modelle ed esibizioni: 21.311 km in 13 giorni. Poi Luis Enrique lo lascia in panchina e tutti se la prendono con l'allenatore

Povero Luis Enrique, quanlcuno doveva pur farlo riposare Neymar. E allora ci ha pensato lui, solo che la sconfitta contro la Real Sociedad lo ha spedito di filato sul banco degli imputati e ha permesso a tutti di riaprire il file dei suoi burrascosi rapporti passati con le grandi stelle delle squadre allenate, compreso quello con una grande stella che a Roma lo chiamava "Zichichi" o la famosa esclusione di De Rossi, arrivato tardi a una riunione tecnica per colpa di un ascensore occupato. Tutti contro Luis Enrique per aver lasciato in panchina Neymar (e Messi) e aver perso a San Sebastian. Dimenticando che i due erano rientrati dalle vacanze di Natale un paio di giorni prima soltanto e tutt'altro che riposati, come i pochi minuti in campo all'Anoeta hanno dimostrato.

Neymar poi non si era davvero fatto mancare niente. Da infortunato (ex), avendo visto l'ultima volta il terreno di gioco il 10 dicembre causa guaio muscolare, aveva pensato bene di percorrere 21.311 chilometri in 13 giorni, farsi fotografare circondato di modelle, giocare un paio di amichevoli, inaugurare un centro, prendere parte allo show di tale Thiaguinho e fare tutto tranne quello che ci si attende da un professionista strapagato per usare le vacanze per quello che servono: riposare. Dopo 13 giorni in giro per il mondo, Neymar è atterrato a Barcellona e Luis Enrique lo ha tenuto fuori. Il Barcellona ha perso (male) e tutti se la sono presa con il tecnico. Le ferie di Neymar? Dimenticate. Subito.

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