Grande Barcellona, ma il Milan, dov'era?

I rossoneri hanno dimostrato in 90' tutti i limiti (europei), come accaduto negli ultimi anni - le immagini - i commenti su twitter - i ko storici del Milan

I rossoneria testa bassa dopo il 4-0, mentre il Barcellona esulta (credits: EPA/ALEJANDRO GARCIA)

Carlo Genta

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Meraviglioso Barcellona, mostruoso Messi e con lui tutti gli altri del centrocampo, fantastico quello stadio ruggente come la bocca spalancata di un leone. Sì, siamo d’accordo. Ma scusate, dove era il Milan? Perché è troppo comodo spiegare una rullata così con il gigantismo degli avversari, che hanno vissuto una notte d’altri tempi (recenti), figlia di una paura dannata e sono addirittura sembrati ancora più grandi di quel che sono al momento. Perché si specchiavano nel Milan. Che appunto non c’era.

Fin troppo facile la lettura della partita: il Barcellona è arrivato sempre, con disarmante semplicità, là dove fa più male, alle spalle della linea del centrocampo ad affrontare faccia a faccia la difesa. E lì non c’è scampo, anche se Abbiati non ha nemmeno dovuto fare proprio l’Uomo Ragno. Ogni tiro un gol, più o meno, una paio di belle parate e quattro palle raccolte, dando calci al palo, magari per evitare di rifilarne a qualche compagno distratto.

Il Milan non ha avuto corsa, necessaria per costruire la diga sulla quale far sbattere il Barca, non ha avuto precisione nel movimento collettivo, perché il Barcellona lo devi accompagnare nelle sue onde spesso lente, costringendolo a circumnavigare l’iceberg, costruito con undici dietro la palla. Ma forse non erano undici i rossoneri e nemmeno i blaugrana. Forse qualcuno ha sbagliato a contare. Non parevano lo stesso numero di giocatori.

La verità è che il Milan oggi non è una grande squadra europea, ma una buona o ottima (a pieno organico) squadra del nostro normale campionato. Arriverà secondo, ne siamo convinti oggi a maggior ragione, con una sola partita alla settimana cui pensare. Rimangono i dettagli. Ipotetici.

Fosse entrata quella palla di Niang staremmo probabilmente parlando di altre cose. Robinho con la sua ondivaga classe e l’esperienza di certe cose, magari Bojan con la sua fresca voglia di rivalsa, certamente Muntari con la sua corsa e i suoi muscoli, sarebbero serviti prima, se non addirittura dall’inizio del tormento. Ma del senno di poi sapete bene cosa se può fare.

Restano piuttosto numeri vagamente inquietanti: ultime quattro stagioni di Champions, ritorno degli ottavi. 4- 0 a Manchester, 0-0 a Londra col Tottenham dopo la sconfitta all’andata, 3-0 sempre a Londra ma con l’Arsenal (unico passaggio del turno dopo il poker dell’andata e una sofferenza immane) e la storia di ieri. Morale: 11 gol subiti, nessuno segnato. Qualche volta le statistiche contano, anche nel bizzarro mondo del pallone.

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