Caso Barcellona-Fifa: ecco cosa dice l'articolo 19
Caso Barcellona-Fifa: ecco cosa dice l'articolo 19
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Caso Barcellona-Fifa: ecco cosa dice l'articolo 19

Secondo la commissione disciplinare del massimo organismo del calcio mondiale, il club catalano avrebbe violato le disposizioni in materia di trasferimenti internazionali di giocatori. Il testo integrale

Tre righe e poi il buio. “La Commissione disciplinare della FIFA – si legge in un comunicato pubblicato poco fa sul sito internet del massimo organismo del calcio mondiale - ha sanzionato la Real Federación Española de Fútbol (RFEF) e il club spagnolo FC Barcellona per violazioni relative al trasferimento internazionale e la registrazione di giocatori di età inferiore ai 18 anni”. Secondo la Fifa, il club catalano avrebbe violato l'articolo 19 del Regolamento sullo status e i trasferimenti internazionali di calciatori, che vieta di tesserare atleti minorenni. Il comunicato della Fifa non fa nomi e non entra nel merito della violazione, ma tra i giovani coinvolti ci sarebbero tre ragazzi asiatici e alcuni di origine africana. Probabile che tra loro ci sia anche Lee Seung Woo, sudcoreano classe 1998, considerato da alcuni addetti ai lavori il “Messi asiatico”. E' stato acquistato ufficialmente nei giorni scorsi ma faceva già parte delle giovanili della squadra blaugrana, che era riuscita ad aver la meglio sulla concorrenza garantendo al giocatore benefit da primo della classe.

L'articolo 19 prevede quattro commi. Nel primo, si dice che "I trasferimenti internazionali di giocatori sono consentiti solo se il giocatore ha già compiuto 18 anni". Chiaro e definitivo. Il secondo prevede invece tre eccezioni al comma 1. Il trasferimento di un minorenne può avvenire se:
A) "I genitori del giocatore si muovono nel Paese in cui ha sede il nuovo club per motivi non legati al calcio".
B) "Il trasferimento avviene all'interno del territorio dell'Unione europea (UE) o dello Spazio economico europeo (SEE) e il giocatore è di età compresa tra i 16 e 18 anni". Al giocatore deve inoltre essere garantita un'adeguata formazione calcistica in linea con i più elevati standard nazionali e un livello di istruzione che gli consenta di proseguire la sua vita in altre direzioni qualore la carriera da calciatore dovesse fermarsi prima ancora di iniziare.
C) "Il giocatore vive a non più di 50 Km da un confine nazionale e il club con il quale il giocatore desidera essere tesserato si trova entro i 50 Km da quel confine. La massima distanza tra il domicilio del giocatore e la sede del club non deve essere superiore a 100 Km. In questi casi, il giocatore deve continuare a vivere a casa e i due club coinvolti devono dare il loro esplicito consenso". 

Nel terzo comma si spiega che "le condizioni del presente articolo si applicano inoltre a qualsiasi giocatore che non sia mai stato tesserato in precedenza da un club e non sia cittadino del Paese nel quale egli desidera essere registrato per la prima volta". Il quarto e ultimo comma definisce le regole d'ingaggio: chi sbaglia, paga. "Ogni trasferimento internazionale, come spiegato nel paragrafo 2, e ogni prima registrazione, come spiegato nel paragrafo 3, sono soggette all'approvazione della sub-commissione nominata dal Comitato per lo status dei calciatori. La domanda di omologazione deve essere presentata dal club che vuole registrare il giocatore. Al club di provenienza deve essere data la possibilità di presentare la sua posizione. L'approvazione della sub-commissione deve precedere qualsiasi richiesta di affiliazione. Ogni violazione a questa disposizione sarà sanzionata dal Comitato disciplinare in accordo con il Codice disciplinare della Fifa. In caso di violazioni, sia il club di formazione del giocatore sia il club nel quale avrebbe giocato sono soggetti a sanzioni". L'articolo 19 prevede anche un bis, che regolamenta la "registrazione e la segnalazione dei minorenni nelle accademie gestite dai club".

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