RETROSCENA - Balotelli, top player low cost per il Milan

Ecco cosa c'è dietro le parole di Raiola. In Europa almeno 50 calciatori guadagnano più di SuperMario e nel 2015... - La presentazione del nuovo Milan  - CALCIOMERCATO IN DIRETTA

Mario Balotelli ha un ingaggio da 4 milioni netti più bonus fino al 2017 – Credits: Afp

E' probabile che un giorno Galliani si penta delle parole spese per Balotelli in queste settimane. Incedibilissimo, icona rossonera, stella mondiale: non si è risparmiato l'amministratore delegato rossonero per descrivere il valore non solo calcistico dell'attaccante sbarcato a Milanello nello scorso mese di gennaio a prezzo di saldo. E' possibile che quel giorno abbia una data precisa già segnata sul calendario di Mino Raiola e che la risposta del procuratore a Galliani non sia stata frutto del caso.

Cosa ha detto Raiola di Balotelli? Semplicemente la verità e cioè che è quasi impossibile pensare a una sua permanenza a lungo termine nel Milan e che la ragione non dipende dalla volontà di Mario (anzi), ma da una valutazione oggettiva: "Non so per quanto tempo il campionato italiano potrà permetterselo, verrà il giorno in cui sarà impossibile trattenerlo". Inutile girarci intorno. Quel giorno arriverà nel momento in cui lo stesso Raiola si siederà al tavolo di Galliani per ragionare su un eventuale prolungamento del contratto.

Balotelli è attualmente legato al Milan fino al 30 giugno 2017 e per vestire il rossonero ha accettato una lieve decurtazione di ingaggio rispetto allo stipendio che gli passava il Manchester City: da 6 milioni a 4 milioni di euro netti più bonus. E' il massimo che il Milan poteva riconoscergli secondo la nuova politica societaria e - dopo questa estate - sarà anche lo stipendio più alto dell'intera rosa. Per la prossima stagione nessun problema. Poi, però, ci saranno i Mondiali e da lì l'orizzonte diventa meno chiaro.

Un Balotelli protagonista in Brasile difficilmente accetterebbe le stesse condizioni. Anche perché, con scadenza 2017, ogni  discorso relativo al rinnovo (con eventuale adeguamento) diventa d'attualità dall'inizio del 2015 e non può essere trascinato troppo in là per non far calare il prezzo di una ipotetica cessione. Ma anche senza esplosione a livello mondiale è facile immaginare che Raiola andrà a battere cassa in via Turati.

Oggi Balotelli è una fuoriserie che il Milan paga come una berlina di lusso. Per intenderci, SuperMario non compare in nessuna delle classifiche per stipendi dei calciatori europei, viaggia lontano anni luce da Messi (16 milioni netti fino al 2018), Ibrahimovic (14), Ronaldo (12 mln), Rooney (11,5) e tutti gli altri top player che arricchiscono i campionati europei, tralasciando gli ingaggi folli di Eto'o (20 milioni dall'Anzhi) e Cuenca (10,6 dal Guangzhou). Ci sono almeno una cinquantina di calciatori che prendono più di Balotelli oggi e la stima è per difetto.

Basti pensare che al termine delle stagione 2011-2012 c'era una lunga lista di club con stipendi medi superiori a quello di SuperMario: Barcellona (6,7 milioni netti), Real Madrid (6), Manchester City (5,7), Chelsea (5,2), Bayern Monaco (4,6) e Manchester United (4,2). Quanto prenderebbe Balotelli sbarcando in una di queste società? Certamente più dei soldi che gli garantisce Galliani. Anche in Italia il suo non è lo stipendio più elevato. Buffon ha guadagnato sin qui 6 milioni netti e il rinnovo a fine carriera lo porta a 4 più bonus, De Rossi è a 5,5 milioni e l'ultimo Cavani a Napoli vicino ai 5 milioni al pari di Milito con l'Inter prima della prossima spalmatura.

I valori di mercato sono molto più alti di quelli di oggi a Milanello. Per fare un esempio, il Monaco ha firmato con Falcao un quinquennale da 14 milioni netti. La morale è che il Milan si troverà al bivio e non accadrà nemmeno troppo tardi. Nel 2017 Balotelli avrà 27 anni. Quando si ragionerà di un eventuale rinnovo sarà addirittura un 25enne nel pieno della carriera. Quel giorno, forse, Galliani rimpiangerà le parole di questa estate e Raiola presenterà un conto impossibile da saldare per il calcio italiano. A meno che nel frattempo il tunnel della crisi non sia un ricordo lontano.

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