Balotelli-Milan, il massimo possibile

Non c'era sul mercato niente di meglio, soprattutto a queste condizioni (economiche) - Balotelli, il colpo perfetto - la trattativa - la fotostoria di Supermario - le reazioni di Twitter - tutte le donne di Mario - i colpi di Galliani -

Mario Balotelli con la maglia rossonera (del City) (credits: FRANCISCO LEONG/AFP/Getty Images)

Carlo Genta

-

Se il Milan e il suo proprietario avevano bisogno di un giaguaro da esibire al guinzaglio sull’agorà nazionalpopolare e politico-sportiva, beh meglio di così non si poteva fare. Perché Mario Balotelli è personaggio, è un super giocatore di pallone che potrà diventare fuoriclasse quando lo vorrà ed è giovane come l’acqua di sorgente.

Non sappiamo dirvi qui se Kakà, felino ormai un po’ zoppo di ritorno, e Drogba, vecchia e costosissima pantera, siano state operazioni di depistaggio. Possibile nel primo caso, probabile nel secondo. Ma comunque sia, Galliani è stato il solito califfo nel mettere in piedi un castello con quattro soldi nella borsa, con la complicità dell’ormai indispensabile compare Mino Raiola ed inserendosi nello scazzo tra un giocatore e il suo club (do you remember Ibrahimovic & Cassano?).

Fatto sta che il Milan e Berlusconi tornano a fare un rumore tremendo portandosi a casa Balotelli con 4 milioni oggi. I restanti 16 in altre 4 rate annuali, più eventuali bonus vari legati alle vittorie. Ma domani si vedrà. Nei prossimi tre anni può succedere qualunque cosa, compreso l’avverarsi con ritardo della profezia dei Maya o un altro paio di governi della Repubblica Italiana. Conta l’oggi. E tutto ha un senso, calcistico e non. Restiamo sul primo.

Mario è quanto di più funzionale si potesse immaginare per il piano di ricostruzione rossonera: un attacco con l’ormai esploso El Shaarawy, ragazzi di confine, quasi italiani per caso, potrebbe anche diventare quello della Nazionale ai Mondiali. Anzi fossero domani, ci sarebbero pochi dubbi. Di rincorsa Pazzini, che magari in questi giorni felicissimo non sarà, e quell’altro bizzarro ragazzino di Niang che si sta tentando di capire quanto vale e quanto sia svitato. A proposito di viti da stringere, ovvio che i dubbi su Balotelli siano quelli e quelli soltanto. Non roba da poco, sia chiaro, per uno che a 22 anni ne ha combinate molte più del lecito.

C’è chi pensa che la maglia che indossava al campetto da bambino lo possa responsabilizzare. Valutazione un po’ troppo romantica. La chiave per stringere quelle viti è piuttosto un’altra che c’entra con il fatto di essere responsabilizzato non tanto da quei colori, quanto dalla possibilità di diventare titolare indiscutibile. Mario è un presuntuoso, “difetto” indispensabile per ogni campione. E la concorrenza nel giardino dei nababbi di Manchester, quel continuo andirivieni tra campo, panchina e tribuna, è possibile l’abbia mandato più fuori di testa del necessario. Più di quanto non sia già di suo. Al Milan giocheranno Balotelli più altri dieci. Condizione ideale per lui e per parecchi altri, Prandelli compreso.

Chiaro, non trasformerà il Milan in una squadra da scudetto così com’è, troppi difetti ancora e ormai troppo ritardo certamente in questa stagione. Ma già ha spruzzato di entusiasmo e di adrenalina un ambiente che l’estate e la prima parte di campionato avevano avevano ridotto uno straccio ai limiti della depressione e della zona grigia della classifica. Tutti contenti allora? Ovviamente i milanisti. Probabilmente chi ha a cuore la Nazionale o semplicemente voglia di divertirsi un po’ tra campo e pettegolezzi. Di sicuro non gli interisti che si sentono rispondere con Kuzmanovic, un probabile Schelotto e la promessa di un Paulinho. Non può bastare per arginare il primo incubo che ogni tifoso dell’Inter ha subito avuto chiudendo gli occhi: matematico che questo segna nel derby e viene ad esultare sotto la curva Nord. Buon divertimento a tutti.

© Riproduzione Riservata

Commenti