Preso Suljic, il n. 3 della banda degli 'zingari'

Si è consegnato alla Polizia (dopo aver trattato la resa) uno degli uomini al vertice del calcioscommesse, latitante da più di un anno

Suljic viene preso in consegna dalla Polizia all'aeroporto di Malpensa

Gianluca Ferraris

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Ecco le prime immagini dell’arresto di Admir Suljic, uno degli “zingari” inseguiti da mandato di cattura internazionale nell’ambito dell’inchiesta Last Bet sul calcioscommesse italiano.

Suljic, sloveno, è considerato una delle figure chiave dagli inquirenti di Cremona che seguono il fascicolo: era latitante dall’inizio di dicembre 2011, quando era stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

“Dalle indagini in corso” si legge nel comunicato stampa della Polizia “è emerso il suo diretto coinvolgimento nel gruppo criminale transnazionale, composto da singaporiani e da soggetti dell'area balcanica, dedito, tra le altre cose, alla alterazione di competizioni calcistiche nei campionati professionistici italiani, nel corso della stagione sportiva 2009-2010 e 2010-2011”.

Da tempo, secondo quanto risulta a Panorama.it, Suljic stava trattando la sua resa con i magistrati italiani, nonostante negli ultimi mesi avesse trovato rifugio a Singapore, Paese che non concede l’estradizione per questo tipo di reati. Ieri, dopo essersi fatto preannunciare da una chiamata del suo legale, ha acquistato un biglietto di sola andata per Malpensa e questa mattina, al suo arrivo nell’aeroporto milanese, ha trovato ad attenderlo gli uomini del Servizio centrale operativo.

Che gli investigatori al lavoro fossero vicini a decifrare il flusso settimanale di soldi e informazioni tra l’Italia, il resto d’Europa e i bookmaker asiatici era diventato evidente già alla fine di novembre, con la richiesta di proroga delle indagini preliminari avanzata dai due magistrati. Gli indagati dalla piccola procura ormai sono oltre 130 e, esauriti gli ulteriori 6 mesi di tempo concessi, i magistrati sono intenzionati a chiudere la vicenda con le richieste di rinvio a giudizio.

Suljic è già stato trasferito al carcere di Cremona, dove probabilmente già domani in mattinata sarà interrogato dal gip Guido Salvini e dal procuratore capo Roberto Di Martino. Vista l’intenzione dichiarata di collaborare, con lui gli inquirenti cercheranno di trovare risposta alle numerose domande ancora in sospeso sul secondo livello dell’organizzazione: qual è la reale disponibilità economica della cupola? Da dove arrivano (e soprattutto, dove sostano) i capitali necessari a trasformare ogni soffiata sui risultati in una puntata milionaria? Quali sono i canali e chi sono le figure di contatto con la criminalità organizzata italiana e straniera?

Quesiti che i calciatori italiani non hanno saputo soddisfare: i loro contatti, infatti, erano limitati alla banda degli slavi, capitanata secondo le accuse da Almir Gegic che si è costituito lo scorso 26 novembre. Neppure gli interrogatori dell’ex centrocampista del Chiasso, però, sono serviti a raccogliere materiale utile. Suljic, però, potrebbe sapere molto di più, visto che al contrario di altri latitanti slavi aveva scelto di stabilirsi in Asia, sotto la protezione di Tan Seet Eng, l’inafferrabile boss del calcioscommesse mondiale che sta provando a ricostituire la cupola dell’organizzazione.

E forse non è un caso se, proprio nelle stesse ore in cui il penultimo “zingaro” ricercato (ora resta solo il macedone Hrystian Ilievsky) si consegnava ale autorità italiane, quattro alti ufficiali della polizia di Singapore compissero quasi lo stesso percorso per partecipare, a Lione, a un vertice con la sezione sportiva dell’Interpol sulle attività della banda di Tan.

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