Aragon: le pagelle

Promossi a pieni voti Davies e Guintoli. Bocciati: Sykes, Laverty e Checa

In una domenica segnata da problemi tecnici, ripartenze e sfortune varie, ci sono stati due grandi vincitori, su tutti, e davvero tanti, troppi, sconfitti.

Nel primo "gruppo" spicca la stella di Chaz Davies che a suo agio sul tracciato spagnolo, con un buon feeling raggiunto in sella alla sua BMW S1000RR, si è reso protagonista di una straordinaria doppietta.

Sull'altro fronte, Eugene Laverty che, da favorito n°1 della vigilia è tornato a casa con un doppio zero che non fa certo bene al suo percorso mondiale. Vediamo in dettaglio.

CHAZ DAVIES: 10 - Cinquanta punti che valgono oro quelli che - ribaltando ogni pronostico - ha portato a casa il talentuoso britannico. La fortuna gli dà una mano in entrambe le gare, togliendo dalla sua traiettoria il temibile Laverty, ma per il resto ci mette tanto di suo, degno coronamento di un lavoro di messa a punto e di ricerca del miglior feeling possibile in sella alla sua S1000RR. Prossimo obiettivo: cancellare con un risultato a punti la doppia uscita dell'anno scorso ad Assen, la nuova tappa del mondiale SBK.

SYLVAIN GUINTOLI: 9 - Pensa prima di tutto al campionato la vecchia volpe francese, dopo essersi resa conto di non avere il passo per la vittoria. Senza strafare amministra e sale per due volte sul secondo gradino del podio. La strategia paga e lo porta in testa al mondiale.

DAVIDE GIULIANO: 8 - Il solito grande leone, quest'anno in sella a un'Aprilia che sembra essere in grado di lottare ad armi pari con i primi. Sfiora il podio in entrambe le manche, ma per un soffio soltanto

MARCO MELANDRI: 6,5 - Sufficienza sì, ma risicata, per il ravennate che, favoritissimo alla vigilia, si è visto surclassare senza mezzi termini dal suo compagno di squadra. Acciuffa il podio in Gara 1, ma il quinto posto nel secondo round è davvero deludente.

JULES CLUZEL: 6,5 - Si candida, assieme a Davies e a Baz, a rappresentare il nuovo corso della SBK. Ad Aragon, nonostante una moto palesemente indietro rispetto alle prime, riesce a portare a casa un bel gruzzoletto di punti. Resta da vedere se si è trattato di un una tantum o se il giovane esordiente va annoverato tra i top rider da tenere sotto osservazione.

LORIS BAZ: 6,5 - Il talento c'è, la moto pure. Quel che manca è ancora l'esperienza, quel tanto che ne serve per interpretare nella maniera più fruttuosa le varie fasi di gara.

EUGENE LAVERTY: 5,5 - Un po' per malasorte, un po' per la smania di riscossa che lo porta a strafare, passa dai potenziali 50 punti che gli erano stati attribuiti sulla carta alla vigilia allo zero spaccato. I 40 punti che lo separano dal compagno di squadra sono un bel fardello.

CARLOS CHECA: 5,5 - Che la sua Panigale ad Aragon non si trovi per niente a suo agio è palese. Quel che c'è soprattutto da capire però è a che punto sia la superbike Ducati, in generale. E' competitiva ma c'è ancora del lavoro di sviluppo da fare? E' inesorabilmente indietro? Com'è, realmente, il feeling tra il mezzo e il pilota?

TOM SYKES: 5 - Tralasciando il problema tecnico che gli ha fatto concludere prematuramente Gara 1, in Gara 2 non riesce a essere decisivo come ci si sarebbe aspettato. E' la solita musica: tutto perfetto fino alla Superpole, poi nella testa del ragazzo britannico scatta qualcosa che gli impedisce di rendere in gara.

GLI ALTRI PILOTI: N.C.

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