Wimbledon: l’ottavo trionfo di Roger è possibile?

L’abbiamo chiesto a Rino Tommasi, che ci racconta anche i segreti del fascino del torneo più antico del tennis

Roger Federer fa il suo ingresso in campo al Centre Court nel 2009 (Credits: by Hamish Blair/Getty Images)

Riccardo Vetere

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Il profumo dell'erba più verde, l'incanto di Londra, la suggestione del Centre Court. Mescolate tutti gli ingredienti, questo è Wimbledon, "il torneo più importante del mondo". E ci fidiamo, senza dubbio, del pensiero di Gianni Clerici, che ha scritto dei sessant'anni di Wimbledon, arrivato quest’anno alla sua 127esima edizione.

Profumo di storia e impronte che ancora possono esservi impresse dentro, nell'anima di un torneo che sul gradino più alto vanta giganti come William Renshaw, Pete Sampras e proprio Roger Federer, tutti a quota 7.

Ma per Roger può essere un anno speciale, come non lo è stato - per niente – fino al giro di boa di questo 2013, che nel tennis coincide con Wimbledon, e che potrebbe regalargli un primato straordinario, quello degli otto Wimbledon conquistati, come mai nessuno prima; roba da far tremare le ginocchia dei più agguerriti avversari, come Murray, che sicuramente non crolla sotto il peso della storia e ancora non vola sulle ali della gloria. Quella gloria immortale che solo Wimbledon regala e che Re Roger ha conquistato a ripetizione grazie alla mostruosa percentuale, il 90%, di partite vinte; scrivendo così forse il capitolo più bello della storia del tennis.

"Ora sta bene, certo se avesse 2 o 3 anni in meno sarebbe meglio, ma la continuità non può essere comunque la stessa del passato", racconta Rino Tommasi a Panorama.it. L'abbiamo contattato, lui che in coppia con Gianni Clerici ci ha fatto sognare e divertire nelle loro ineguagliabili telecronache. E il quesito clou è proprio questo: Federer può davvero vincere Wimbledon per l'ottava volta? 

Andiamo con ordine. Federer in che condizione arriva a Londra...

L'età non gioca a suo favore, ma se vincerà mai un altro Slam, lo vincerà sull'erba. È la superficie che richiede più talento e sotto questo aspetto Federer ne ha più di tutti.

Questa prima parte di 2013 non è stata all'altezza di Federer, apparso in enorme difficoltà a Roma, dove Nadal l'ha praticamente annichilito. Ma lì si giocava sulla terra. Su quali colpi deve puntare lo svizzero per tentare di raggiungere la finale?

Deve innanzitutto cercare di faticare meno nelle partite facili, bisogna vincerne sette qui per arrivare primi, quindi deve puntare molto sul servizio, che diventa un colpo importantissimo, fondamentale, per fare meno fatica accorciando il tempo dello scambio.

Dalla sua parte del tabellone ha trovato sia Nadal che Murray, potenziali avversari nei quarti e in semifinale. Non si può dire che non sia stato sfortunato...

Certamente il tabellone non lo aiuta. Ma questo può servire ai giocatori che mirino a traguardi meno importanti. Ma per Federer qualsiasi piazzamento inferiore alla vittoria finale, è una sconfitta.

Come vede i suoi principali avversari: Nadal, Djokovic, Murray. Come stanno?

Murray ha il vantaggio dell'ambiente, gioca a casa sua, si può dire che giochi nel giardino di casa (ride, ndr). L'anno scorso, è vero, ha perso in finale (proprio contro Federer, ndr) e vinto all'Olimpiade poco dopo: lì è questione anche di giornata. Nadal bisogna ucciderlo per batterlo e Roger è tutta la vita che è in difficoltà contro Nadal. Questi giocatori cancellano il giorno dopo quello che è successo il giorno prima.

E Djokovic?

Secondo me lui è il favorito, ma non scarto Federer. Murray può sentire la pressione del pubblico e Nadal, come detto, non muore mai: ha una solidità atletica che nessuno vanta e le vittorie l'hanno aiutato a fortificarsi anche nel carattere.

Fino al 7 luglio in molti staranno incollati alla tv proprio per seguire Wimbledon. Qual è il segreto di questo torneo, che suscita così tanto fascino...

Il fascino è dato dalla tradizione, nessun paese ha così forti tradizioni come la Gran Bretagna, e nessun torneo ne ha tanta quanta Wimbledon. Poi c'è la passione del pubblico, chiunque giochi è sostenuto e supportato.

E un difetto, Wimbledon, ce l'ha?

Troppa schiavitù della tradizione, bisogna fare delle cose perchè è imposto da essa; penso all'ingresso in campo dei giocatori, all'inchino verso il Royal Box...

Ma sembra davvero poca roba in confronto alla montagna di interesse che i prati verdi dell' All England Croquet and Lawn Tennis Club suscitano nelle due settimane canoniche. Qui può succedere davvero di tutto e l'improbabile in un attimo può convertirsi a possibile; un po' come accadde nel 91’, quando Michael Stich trionfò sul quattro volte finalista - consecutivamente - e numero 1 del mondo Boris Becker, ribaltando completamente i favori del pronostico. E allora, per Federer, l'appuntamento con la storia è fissato a quel 7 luglio che potrebbe significare record assoluto.

 
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