serena_williams
Altri sport

Il gomito ko della Williams? Un'eccezione: ecco i mali del tennis moderno

Pierfrancesco Parra, alias "dottor Laser", ha fatto gli straordinari anche agli Internazionali d'Italia. E ci spiega perché

A parte Andy Murray, che si sentiva solo "un po’ stanchino" come Forrest Gump, gli Internazionali d’Italia hanno dovuto fare i conti con mal di spalle e di gomiti che hanno abbattuto, costringendoli al ritiro l’australiana Jamila Gajdosova, Philipp Kohlschreiber e, soprattutto, la numero uno del torneo Serena Williams.

La fuoriclasse americana ha lasciato in tabellone una voragine che ha amplificato i rimpianti azzurri: Sara Errani sarebbe stata la sua avversaria successiva (e sarebbe potuta facilmente arrivare in semifinale), se non avesse clamorosamente perso contro Christina McHale. Venerdì, all’indomani del ritiro, la Williams è corsa nello studio di Pierfrancesco Parra, nel circuito noto come "dottor Laser": lo specialista italiano la segue dallo scorso Us Open ed è sicuro di rimetterla in sesto per il Roland Garros "come feci lo scorso anno con la Errani, infortunata alla coscia sinistra".

Medico ufficiale delle squadre nazionali di Coppa Davis e Fed cup e responsabile sanitario del Centro federale di Tirrenia, nonché inventore di un laser ad alta profondità dotato di una lunghezza d’onda che permette di accorciare i tempi di recupero dovuti a problemi a legamenti, vertebre, muscoli e tendini, in questi Internazionali il dottor Parra ha dovuto fare gli straordinari con la sua macchina: lo incontriamo tra una seduta e l'altra per parlare dei rischi di un tennis che impone rotazioni sempre più esasperate e colpi sempre più all'insegna dell'esplosività muscolare.

Dottor Parra, il gomito del tennista che ha fermato la Williams è davvero il nemico n°1 dei giocatori professionisti?
"No, è solo quello di cui si parla di più da anni. Eccezion fatta per la Williams e pochi altri, il cosiddetto gomito del tennista è in realtà un infortunio più frequente tra i dilettanti, che magari non eseguono movimenti perfetti, piuttosto che tra i professionisti. La "spalla del tennista" va invece più temuta da chi vive di tennis".

Che cosa è esattamente?
"E’ una lesione degenerativa del tendine sovraspinato , spesso provocata dal servizio, un colpo sempre più potente che spesso supera i 200 chilometri orari. A un recente congresso mondiale ho portato ben 126 casi di tennisti di primo livello trattati con il laser negli ultimi cinque anni, tra cui Raonic e Nole Djokovic: il problema è insomma assai diffuso tra i professionisti".

C'è qualche altro "killer" della forma di un tennista professionista?
"La patologia del polso, spesso dovuta al rovescio a due mani. Poi le lesioni discali, dovute alle rotazioni e agli inarcamenti esaperati durante il servizio".

Nonostante gli stress fisici sempre più pesanti, la longevità agonistica però aumenta. Federer va per i 34 anni, la Williams ne ha 33 e stravincono ancora. Come si spiega?
"L’aspettativa tennistica va di pari passo con l’aspettativa di vita, anche grazie alla prevenzione e alla medicina applicata allo sport. Una volta i tennisti non erano seguiti come oggi da team di medici e fisioterapisti, oggi invece possono contare su terapie sempre più evolute e mirate, capaci appunto di aiutarli ad allungare la carriera".

 

© Riproduzione Riservata

Commenti