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Vero Volley Monza: l'unico club d'Europa in A1 maschile e femminile

La presidentessa Alessandra Marzari parla del Consorzio di cui è a capo. E di come pensa di poter dare impulso alla pallavolo italiana

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Piero Giannico

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In attesa di vederne uno cucito sulle maglie dei suoi giocatori o delle sue giocatrici, Alessandra Marzari, presidentessa del Consorzio Vero Volley Monza, ha già vinto il suo personale scudetto. Quella da lei diretta, infatti, è l'unica realtà pallavolistica a livello europeo ad avere contemporaneamente in Serie A1 una formazione maschile e una femminile, con alle spalle un movimento da oltre 2.000 tesserati. E un obiettivo comune: promuovere non solo l'agonismo di vertice, ma la diffusione di una cultura sportiva anche grazie alla collaborazione con le Università di Milano e Torino.

“Noi facciamo cultura dello sport e vogliamo promuovere contaminazioni e scambi fra i vari segmenti che permettono all'atleta di vivere l'esperienza sportiva in maniera trasversale, studiando”, ci spiega la stessa presidentessa, che è anche medico di Pronto Soccorso all'Ospedale Niguarda di Milano. E che si dichiara pronta a scendere in campo come candidata consigliere alle prossime elezioni della Fipav al fianco del presidente uscente Carlo Magri: "Una scelta dovuta al fatto che ho avuto diversi confronti diretti con il presidente Magri e mi sento partecipe di un programma condiviso. Mi sto occupando degli aspetti legati al marketing e alla comunicazione, ma anche della gestione dei rapporti internazionali, promuovendo al contempo un ascolto maggiore dei club e un interesse per i territori di appartenenza. Desidero poi impegnarmi per snellire la nostra burocrazia federale, a cominciare dalla modalità di voto di questa elezione. E’ ad esempio da Medioevo votare per deleghe quando ormai esiste la firma digitale”.

Alcune tematiche le sta già sviluppando sul suo territorio: può allora illustrarci meglio il progetto del Consorzio Vero Volley Monza?
“Nato nel 2008, il progetto parte dai nostri giovani che, come dico sempre, sono portatori sani di interesse verso un concetto 'Vero' (con la maiuscola) di fare sport. Sono coinvolte sei società di pallavolo distribuite sul territorio brianzolo e milanese con lo scopo di puntare all'eccellenza, intendendo con questo termine non solo il risultato agonistico ma la combinazione dell'ambizione sportiva con l'etica e l'istruzione. Vogliamo che i nostri ragazzi e le nostre ragazze siano un domani uomini e donne su cui gli altri possono contare”.

Tutto questo comporta però anche un impegno economico: quanto costa la gestione del Consorzio tra volley professionistico e settori giovanili?
“Tra i 2 e 3 milioni di euro all'anno: oltre l'A1, c'è appunto da promuovere e sostenere un settore giovanile che ci regala sempre tante soddisfazioni, ma che comporta ovviamente certi costi. E gli imprenditori locali sono sordi...”.

Vuol dire che tutto grava sulle sue spalle?
“Non proprio tutto, ma tanto. Abbiamo qualche sponsor e qualche azienda locale, ma il loro supporto - per quanto prezioso - serve a coprire solo una parte delle spese. In aggiunta, sottolineo che il Vero Volley ha un suo palasport e che ho speso 600 mila euro di tasca mia per metterlo a nuovo...”.

Visto lo sforzo, è soddisfatta dei risultati sul campo?
“La squadra maschile, il Gi Group Team Monza, è a ridosso delle big e il girone di andata è stato il migliore degli ultimi due anni in A1. A gennaio abbiamo poi ingaggiato il forte opposto brasiliano Leandro Vissotto, che si sta integrando al meglio in una rosa di giocatori tutti di prima fascia, che mi auguro possa darci soddisfazione anche nella seconda parte del torneo. Le ragazze della Saugella invece mi fanno soffrire, ma la salvezza è alla portata: stiamo crescendo partita dopo partita, dobbiamo solo continuare così”.

Torniamo alla politica del volley: cosa pensa di una Legavolley unica, che combini maschile e femminile?
“Sono stata la prima in assoluto a lanciare la proposta. Si abbatterebbero dei costi a vantaggio del movimento. Vado oltre: Mauro Fabris sarebbe il presidente ideale, Massimo Righi l'amministratore delegato. Non me ne voglia a male nessuno, ma credo davvero che con loro due tutto funzionerebbe al meglio per il bene della nostra pallavolo di vertice”.

Che magari avrebbe bisogno di impulso anche a livello di diritti Tv...
“Oggi dai diritti Tv i club non introitano nulla. Il progetto della web-tv delle due Leghe è bello, ma va migliorato nella produzione e nella qualità delle telecronache. La gente paga e ha bisogno di avere immagini nitide e commenti all'altezza. La mia proposta, oltre ovviamente a curare l'aspetto tecnologico, è quella di selezionare e formare un gruppo di potenziali telecronisti per poter poi contare su un pool di professionisti che contribuiscano ad accrescere il valore del prodotto-volley”.

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