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Italvolley femminile, coach Bonitta: "Rio 2016 prima di tutto"

Il pass per le Olimpiadi è il principale obiettivo della Nazionale donne, che nell'immediato punta in alto anche in World Grand Prix e agli Europei

Marco-Bonitta

Cristina Marinoni

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World Grand Prix ed Europei: sono questi gli impegni del 2015 dell'Italvolley femminile, che il prossimo gennaio tornerà in campo per la qualificazione ai Giochi. "Ogni nostro sforzo sarà profuso per conquistare il pass per le Olimpiadi", è la dichiarazione d'intenti di coach Marco Bonitta, alla sua seconda stagione sulla panchina azzurra dopo il ritorno nel 2014 e il quarto posto ai Mondiali, in casa lo scorso autunno.

Rio 2016 è il bersaglio da centrare, ma avete anche obiettivi a corto e medio raggio?
"La Final Six del World Grand Prix in Nebraska a fine luglio: è alla nostra portata, sull'onda dello splendido spirito di gruppo con cui abbiamo affrontato gli ultimi Mondiali; tra l'altro, non vediamo l'ora di giocare a Catania (16-17 luglio, ndr), davanti ai nostri tifosi. Mentre agli Europei (a settembre in Belgio e Olanda, ndr) cercheremo di essere il più possibile competitivi e di rimanere tra le squadre top".

Ha già nominato lo spirito di gruppo: c'è qualche altra caratteristica da evidenziare della sua squadra?
"Il senso di appartenza che emerge in ogni partita, persino in allenamento. Apprezzo moltissimo questo atteggiamento. E la parola d'ordine è 'mentalità vincente'. Partiamo da una buona base e il germoglio sta crescendo bene: dobbiamo sfruttare le qualità di ciascun'atleta e metterle al servizio di tutte. Poi, certo, è indispensabile lavorare per migliorare tecnica e tattica, con un attenzione particolare ai nuovi innesti".

A proposito, la rosa presenta non poche novità.
"Ci sono molte protagoniste della finale per lo scudetto. È stato entusiasmante vedere che, tra Casalmaggiore e Novara, a giocarsi il tricolore fossero numerose italiane, anche nei ruoli importanti. Sono contento perché alcune di loro, con cui avevo parlato durante la stagione, si sono confermate ad alto livello fino alla fine. Non mancheranno atlete di esperienza, però: non ha senso guardare la carta d’identiità, conta formare il gruppo migliore".

Il programma di lavoro è cambiato rispetto all'anno scorso?
"Sì, anche perché gli impegni del 2014 erano diversi rispetto agli attuali: con i Mondiali ho dovuto fare una programmazione mirata alle tante partite da sostenere in pochi giorni e gestire le atlete in virtù degli impegni continui. In queste settimane abbiamo seguito una tabella di marcia più blanda e ho dato maggiore spazio alle giovani. L'obiettivo, però, è sempre lo stesso: puntare al massimo e vincere il più possibile".

La delusione per il podio mancato ai Mondiali dell'anno scorso è stata grande. Cosa tiene e cosa butta del 2014?
"Non dimenticherò mai l'ingresso al Mediolanum Forum di Milano alla semifinale, che poi abbiamo perso contro la Cina. Mi sono dovuto fermare mentre camminavo verso la panchina: il pubblico ha tributato a me e a tutto il team un'accoglienza straordinaria. Cosa cancello? Gli infortuni al ginocchio di Lucia Bosetti, nel primo match del World Grand Prix, e l successivo di Francesca Ferretti, come gli svenimenti di Monica De Gennaro".

Cos'ha messo in valigia, in vista delle tante imminenti trasferte?
"Qualche libro, soprattutto biografie: mi interessa capire le storie dei personaggi. Poi testi sulla pallavolo e sul mio mestiere, ad esempio sul rapporto da tenere con la squadra che alleni".

Cosa ha fatto durante i mesi di pausa?
"Mi sono drogato di pallavolo perché ero in astinenza da panchina. Ho sofferto molto la lontananza dal campo: l'adrenalina dei Mondiali ha lasciato tracce profonde e sarei voluto tornare ad allenare già la settimana dopo la fine del torneo, mentre ho dovuto aspettare sette mesi. Per fortuna nel 2015 non accadrà: allenerò il Club Italia in A1 e ne sono felice. Ho bisogno di vivere le emozioni della panchina più costantemente".

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