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Volley, Champions League: la piccola Casalmaggiore sul tetto d'Europa

In otto anni il club della provincia di Cremona è passato dalla B2 alla Coppa dei Campioni: la capitana Valentina Tirozzi racconta l'impresa

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Piero Giannico

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La Pomì Casalmaggiore scrive una delle pagine più belle della storia del volley italiano al femminile vincendo la Champions League da outsider. Sei anni dopo l'ultimo trionfo continentale della Foppapedretti Bergamo, al PalaGeorge di Montichiari (Bs) arriva il 15° titolo per una formazione italiana, il primo in assoluto per questo club di un paese di 15 mila abitanti in provincia di Cremona capace di fare la voce grossa nella Final Four con un secco 3-0 sia sulle russe della Dinamo Kazan sia in finale sulle turche della VakifBank, guidate dall'italiano Giovanni Guidetti e con un monte-ingaggi da oltre 4 milioni di euro l'anno contro l'uno e poco più della Pomì.

Per l'ormai "senatrice" Francesca Piccinini, approdata questa stagione a Casalmaggiore ed eletta anche Mvp della Final Four, è la sesta Champions League in carriera, per coach Massimo Barbolini è invece la terza (una ogni dieci anni esatti dal 1996 a oggi), per il presidente Massimo Boselli è il punto più alto di una parabola che ha visto il suo club partire nel 2008 dalla B2 per arrivare oggi sul tetto d'Europa. E poi c'è l'enorme soddisfazione di aver compiuto una vera e propria impresa per tutte le altre giocatrici di Casalmaggiore, alle quali sono arrivate in serata anche le congratulazioni del premier Matteo Renzi: tra loro Valentina Tirozzi, 30 anni, avellinese, schiacciatrice soprannominata "Miss Ace" per la sua battuta spesso vincente.

Valentina, per voi scudetto, Supercoppa e ora la Champions: un commento a caldo?
"Il classico sogno che si avvera. Reso meraviglioso anche dal fatto che abbiamo sconfitto in finale una squadra nettamente favorita: la piccola Casalmaggiore che piega il super-team della gigantesca Istanbul... incredibile e fantastico insieme!".

Il segreto di questa squadra, capace di non cedere nemmeno un set in due partite?
"L'essere appunto una squadra, con l'esperienza che serve a gestire al meglio i palloni nei momenti che contano. Poi abbiamo giocato con il sangue agli occhi davanti al nostro pubblico, che ci regala amore vero: non potevamo fallire".

Piccinini-Tirozzi: il vincente asse d'attacco della Pomì potrebbe garantire qualità anche in Nazionale?
"Il problema non si pone, perché non sono stata convocata. Dopo la Champions ora puntiamo allo scudetto: siamo le campionesse d'Italia in carica e vogliamo fare il bis in un torneo che è il migliore in assoluto in Europa per livello di gioco e grado di competizione".

In semifinale hai vinto il duello a distanza con Antonella Del Core e in finale con Kim Hill: che effetto ti fa?
" Parliamo di due mostri sacri della pallavolo mondiale: io sono Valentina Tirozzi e mi ritaglio il mio spazio in campo giorno dopo giorno, cercando di migliorare ogni volta. E onestamente non mi rendo ancora conto di essere arrivata a vincere la Champions League con le mie compagne".

Quindi ora non ti consideri una "top-player"?
"Mi considero la Valentina Tirozzi di sempre, oggi campionessa d'Europa e con uno scudetto cucito sul petto da difendere".

E che ha alzato la Champions League da capitana con quale sensazione?
"Unica, perché in quel gesto era racchiuso il sacrificio di una squadra, di una società, di un paese e dei nostri tifosi".

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