Volley maschile: lo schema anti-crisi di Macerata

Tempi duri anche per la nostra pallavolo. Albino Massaccesi, vicepresidente della Lube, spiega come il suo club (come gli altri 11 di A1) stia contrastando la forte riduzione di budget per il Campionato 2013-2014

Il vicepresidente della Lube Volley Macerata, Albino Massaccesi (Credits: Lubevolley.it)

Cristina Marinoni

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Anche la pallavolo italiana accusa i colpi della crisi, non è una novità. Ora più che mai. La griglia delle squadre che parteciperanno al prossimo campionato maschile di serie A1 si è delineata a fatica: gli sponsor hanno abbandonato il campo o diminuito i budget. Tra fusioni (l’Altotevere San Giustino e il Città di Castello diventano un’unica società, l'Altotevere Città di Castello), defezioni e iscrizioni all’ultimo minuto (il Castellana Grotte si è ritirato a poche ore dal termine per la presentazione dei documenti d’ammissione mentre la Tonno Callipo Vibo Valentia li ha consegnati dopo aver annunciato il ritiro), le società iscritte sono 12. Come nella scorsa stagione e grazie alle due promozioni dalla A2: Città di Castello e Molfetta. Identica anche la formula, con il blocco delle retrocessioni. Il torneo italiano - un tempo il più prestigioso del mondo - sta perdendo giocatori preziosi, come i campioni d’Italia dell’Itas Diatec Trentino Osmany Juantorena, Raphael e Matey Kaziyski (destinati all’Ankara), Wout Wismans, che si trasferirà da Cuneo a Pechino e l’azzurro Dragan Travica, in partenza da Macerata verso la Russia. Proprio il club marchigiano ha pianificato una precisa strategia per contrastare la recessione: ne parliamo con Albino Massaccesi, vicepresidente della Cucine Lube Banca Marche Macerata.

La dirigenza ha reso noto che gli ingaggi dei atleti saranno in parte vincolati al rendimento: può spiegarci in che modo?

"Ai giocatori – sia a coloro che fanno già parte del team sia ai nuovi arrivi – e allo staff intero abbiamo proposto di diminuire la base del contratto: il 25 per cento dei compensi sarà versato a obiettivo raggiunto. In fin dei conti, non abbiamo apportato sostanziali modifiche: se i risultati arrivano, nessuno subisce decurtazioni".

Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati per il prossimo anno?

"Puntiamo alla vittoria. Del campionato, delle Coppe, di tutte le competizioni cui partecipiamo, insomma. Tagliare gli emolumenti non significa abbassare le mire: vogliamo rimanere al vertice, lottare per ottenere titoli e soddisfazioni e abbiamo i mezzi e gli uomini per riuscirci".

A proposito di uomini: come hanno reagito alla novità?

"Hanno accettato, con coscienza. Si rendono conto che non ci sono alternative: le difficoltà che sta affrontando l’economia mondiale si ripercuotono sullo sport e la pallavolo non ne è immune, perciò il movimento deve rimboccarsi le maniche per ridurre i costi".

Tutte le società hanno dichiarato questo intento.

"L’impegno è comune: ogni club cercherà di contenere i costi razionalizzando le trasferte e scegliendo atleti meno esperti, maggiormente disponibili ad accettare il ruolo di riserva. In questo modo, dovremmo arrivare a un altro traguardo importante: riequilibrare i budget dei club livellandoli su parametri simili. E il blocco delle retrocessioni rappresenta un ulteriore supporto per la buona riuscita del progetto: senza obblighi di classifica, le squadre possono gestire le proprie casse con tranquillità".

Un budget minore non conduce inevitabilmente a un torneo di qualità inferiore?

"No, lo escludo: i giocatori che lasciano il Paese sono un numero limitato; inoltre, quando la domanda diminuisce, come in questo periodo di crisi, aumenta l’offerta. A dimostrazione dell’alto livello del campionato 2013/2014, aggiungo un esempio che riguarda la Lube: l’arrivo dello schiacciatore Bartosz Kurek, stella del volley mondiale e pilastro della Nazionale polacca, con contratto biennale. L’Italia resta una meta ambita dagli atleti e credo che le nuove direttive potrebbero persino rivelarsi particolarmente interessanti per i giocatori".

Perché?

"Mi riferisco nello specifico alla filosofia adottata dalla mia società. Se la nuova tipologia di contratto sembra penalizzare la squadra per la questione della percentuale legata ai titoli conquistati, in realtà implica un beneficio notevole: il prolungamento del rapporto. Di questi tempi, credo che una certa sicurezza economica abbia non poco valore. Con questa premessa, ovvero la previsione di una collaborazione duratura, investiamo non solo capitale ma anche fiducia nelle persone che compongono il team. Lanciamo, così, un messaggio positivo per il futuro, convinti che la pallavolo tricolore supererà l'impasse. Com'era avvenuto una ventina di anni fa".

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