Sci: arrivano le tappe italiane

Azzurri alla prova del nove sulle piste di casa. Morandini (Eurosport): "Sono fortissimi ma pagano ancora il confronto con Tomba"

L'azzurro Matteo Marsaglia vincitore del super-G di Beaver Creek (Credits: AP Photo/THE CANADIAN PRESS,Jonathan Hayward).

Teobaldo Semoli

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Il prossimo weekend la Coppa del Mondo di sci torna sulle Dolimiti. Si comincia venerdì sulla leggendaria Saslong della Val Gardena con il Super-G e la Discesa libera. Domenica invece sarà il turno del Gigante di Alta Badia per chiudere (martedì) con lo Slalom sul Canalone di Madonna di Campiglio La squadra maschile, dopo gli straordinari risultati di inizio stagione (due vittorie e un secondo posto), è attesa dunque alla prova del nove davanti al pubblico di casa mentre le donne dovranno riscattarsi sulle nevi della Val d'Isère. Claudia Morandini, voce di Eurosport, ci aiuta a fare il punto sul weekend di sci azzurro.

Come arrivano gli azzurri al weekend della gare italiane?

"Nelle discipline veloci abbiamo dimostrato di essere fortissimi e di avere un paio di pezzi da novanta. Per il Gigante ci sono Blardone e Simoncelli che sono, e non da oggi, tra i migliori al mondo nella specialità. Inoltre mi aspetto molto dallo Slalom Speciale di Madonna di Campiglio: Stefano Gross e Patrick Thaler quest'anno devono ancora dimostrare il loro valore e so che sono molto carichi".

Saslong, Gran Risa e Canalone. Quali sono le caratteristiche delle piste delle dolomiti?

"In maniera diversa sono tre piste molto tecniche e questo favorisce i nostri italiani che storicamente non hanno grandi doti di scorrevolezza ma sono forti dove bisogna impostare le curve".

Chi di loro ti ha sorpreso in questo inizio di stagione?

"Sicuramente la vittoria di Marsaglia in Super-G a Beaver Creek. Sapevamo che fosse forte ma nel maschile c'è una competizione elevatissima ed è difficile affermarsi. Insomma fare un podio è una cosa, ma vincere è un'altra".

Tra gli stranieri, per la generale, se la giocano i soliti noti...

"Ligeti e Hirsher si stanno dando da fare ma Svindal quest'anno è partito con un'altra marcia e ha dimostrato che in questo momento ne ha più di tutti. In Discesa e Super-G sarà lui l'uomo da battere, anche in Italia".

Per quanto riguarda le donne (questo weekend in scena in Val d'Iser) si parla solo di Tina Maze e Lindsay Vonn...

"Senza dimenticare la Riesch. Credo che quest'anno la Vonn rischi seriamente di perdere il trono. Prima di tutto perchè le mancano due discipline (Gigante e Slalom ndr) e poi perchè non sembra essere in palla come lo scorso anno. Con la Maze sarà una guerra soprattutto a livello mentale perchè sono due prime donne e non si sopportano".

Può essere che la dichiarazione di voler gareggiare con gli uomini si sia rivelata un boomerang per l'americana?

"Di sicuro si è fatta terra bruciata intorno. D'altronde le sue colleghe sono state quelle più ingiustamente screditate dalla sua "iniziativa", anche perchè ad oggi la Vonn non è più così superiore come un tempo. Non faccio nomi, ma l'opinione generale è che l'americana dovrebbe imparare a vincere in gigante a slalom prima di parlare di gare coi maschi".

E le italiane?

Putroppo le ragazze sono state sfortunate. Fatta eccezione per la Curtoni e la Merighetti, che sono le più solide, gli infortuni hanno bloccato la crescita delle giovani. Su tutte la Brignone che alla fine ha deciso di operarsi (rimozione di una cisti al malleolo ndr) credo giustamente visto che quest'anno ci sono i mondiali. Avrebbe dovuto farlo già la scorsa estate.

In Italia, nonostante i risultati degli uomini, lo sci non si riesce a l'interesse di un tempo...

"A questo punto è ufficiale che non è più una questione di risultati anche perchè si è detto che gli uomini sono fortissimi. Penso che la Federazione dovrebbe cambiare qualcosa nel format perchè oggi non è possibile riproporre lo stesso prodotto di vent'anni fa. E mi riferisco ad esempio ai city event, le gare che vengono fatte nei centri della città, magari in notturna. Ne ricordo uno a Mosca veramente spettacolare e so che vorrebbero farne uno analogo a Roma. Sarebbe l'ideale per rilanciare l'interessa della gente verso lo sci".

E poi c'è sempre il confronto con Tomba...

"Nello sci si ricerca sempre l'individualità e in questo senso avere tanti atleti competitivi in discipline diverse serve a poco dal punto di vista d'immagine, anche se potenzionalmente potremmo avere un vincitore in ogni gara. E poi ovviamente c'è tutto il discorso sulla personalità: Tomba ha dato tantissimo per la diffusione del nostro sport ma ci ha "azzoppato" mediaticamente per gli anni successivi".

Giorgio Rocca ha detto che gli spettatori italiani sono "un pò viziati"...

"Probabilmente sì. D'altra parte avendo un precedente così importante è quasi impossibile ricreare una figura come Alberto, sia dal punto di vista delle vittorie che da quello dello show".

Dopo le polemiche di inizio stagione quanto hanno influito sulle gare i nuovi materiali?

"Molto poco se l'obiettivo era quello di aumentare la sicurezza, visto anche il numero degli infortuni. Dal punto di vista tecnico invece in campo maschile è cambiato molto nel modo di sciare, soprattutto in gigante, anche se gli atleti sono dei tali fenomeni che è difficile accorgersene".

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