Quando il ring ed il guantone è rosa

Siamo stati al Trofeo Moroni per capire com'è il pugilato a femminile (dal quadrato agli spalti)

Qui uno scatto di un incontro di boxe femminile tenutosi nel 2011 (Credits: Clive Rose/Getty Images)

Riccardo Vetere

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All'indomani della Giornata internazionale della donna - nessuno la chiama ormai più così - le donne indossano i guantoni. Succede in un paesino di periferia a Cassina de' Pecchi, vicino alla Brianza; presso la palestra The Ring, infatti, la Fpi Comitato lombardo ha deciso di patrocinare l'evento a tinte rosa. Dalle pugili in gara, agli arbitri passando per la giuria, sono tutti donne, appositamente per l'occasione.

Al 1° Trofeo Maria Moroni si sono affrontate 7 coppie di alcune delle promesse pugilistiche provenienti dal nord Italia. Il torneo è stato organizzato in omaggio alla forza e al coraggio femminili, in piena linea con lo spirito della festività che ricorre l'8 marzo e che ha anche lo scopo di rammentare le violenze e le discriminazioni che la donna subisce ancora oggi nel mondo.

Quindi con i guantoni, si vuole dare anche un messaggio forte, di riscatto?

No, secondo Maria Moroni, bandiera della boxe femminile italiana nonché madrina dell'evento: "È uno sport povero che spesso salva dalla strada, anche se questo succede molto più spesso nel settore maschile; il livello delle donne che praticano il pugilato è infatti molto alto, sono tutte laureate, con un lavoro. Non penso che sia un'attività che abbia come prerogativa il riscatto; quello lo si raggiunge anche in altri campi", è il parere della prima donna ad essersi iscritta alla Federazione pugilistica italiana. Che poi ci spiega quali sono state le difficoltà nel far accettare in Italia questo sport anche a livello femminile: "Nel 2000 non era ancora possibile scegliere di praticare la boxe, in quel caso sì che è stata una vera lotta...", conclude. Fu grazie al decreto Veronesi, infatti, che nel 2001 fu permesso alle donne di salire sul ring in maniera ufficiale.

E basta sfogliare il curriculum di Maria Moroni per rendersi conto del calibro della madrina del torneo, che nella sua carriera ha inanellato primati su primati: prima donna ad aver vinto il 1° match ufficiale di boxe femminile disputato in italia, vincitrice del 1° titolo d'Europa di boxe femminile. Potremmo continuare a elencare la lista di successi, ma ci fermiamo per chiedere alla diretta interessata come si concilia la femminilità con uno sport che per sua natura prevede lo scontro corpo a corpo: "Beh, la femminilità si concilia se ce l'hai. Ma quando combatti indossi le protezioni per il seno, i denti e così via, con le autoreggenti è ovvio che la donna sia più femminile. Poi ci sono altri aspetti di questo sport, come la forza e la grinta, e il rimmel allora viene accantonato..." - le parole di Maria Moroni -.

E chi pensasse alle pugili donna come dei maschiacci tutto muscoli e guantoni, dovrà ricredersi, perchè Vissia Trovato, Campionessa regionale a tempo di record - titolo conquistato in un solo anno dall'inizio dell'attività pugilistica - è invece tutta grazia e femminilità; e Vissia ha insegnato a lungo anche canto blues: "Io giocavo già a basket prima di affacciarmi al pugilato. Non sono attività poi così distanti il canto e il pugilato se ci pensiamo bene, anticamente gli uomini per festeggiare cantavano e ballavano, danzando e lottando tra loro... Cosa mi ha spinto sul ring? È stata quasi un'evoluzione naturale di quello che già facevo, e la cosa più difficile è il lavoro interiore che bisogna fare. Il pugilato ti aiuta anche nella vita, ti insegna ad avere tenacia" - è il punto di vista di Vissia Trovato -.

Tenere il pugilato lontano dalla portata dei bambini? No, assolutamente, stando al pubblico presente al Trofeo Moroni: bambini, genitori, ragazzi e anziani, tutti assieme in un grande clima di festa. Una giornata vissuta nel rispetto delle regole e prima ancora dell'avversario: "Certo, a un incontro di livello mondiale con Mike Tyson, un bambino piccolo non lo porterei... Ma qui è un bell'evento - ci confida sempre Maria Moroni - vissuto con lo spirito giusto; e il pugilato resta sempre uno sport". Uno sport per tutti, questo è sicuro.

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