Vecchio Wimbledon, vecchio Federer

Tra le tradizioni del torneo sull'erba c'è pure un ruolo da protagonista per il campione svizzero: i pronostici di Jacopo Lo Monaco, voce tecnica di Eurosport

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Teobaldo Semoli

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C’è un torneo di tennis in cui le divise dei giocatori sono bianche, finché non si sporcano di erba, le fragole costano più di tre euro, piove (sempre), non si gioca (mai) di domenica e il numero uno del ranking mondiale può diventare il numero due del tabellone. “Che Wimbledon fosse diverso da tutti gli altri tornei lo sappiamo da sempre", spiega Jacopo Lo Monaco, voce del tennis per Eurosport. "Il fatto che Nadal, numero uno al mondo (e fresco vincitore del Roland Garros, ndr), venga inserito come seconda testa di serie nel tabellone dipende in effetti da un calcolo matematico che tiene conto della diversità del gioco sull’erba”. Per gli organizzatori inglesi i punti del ranking Atp contano poco, o meglio contano solo se sommati ai punti realizzati sull’erba l'anno prima, a cui vanno aggiunti il 75% di quelli conquistati nell’anno precedente.

E’ solo l’ultima delle stranezze di un torneo unico, per il quale gli appassionati fanno ore (almeno 3) di coda e in cui una vittoria, magari dopo un paio di sfide epiche, può valere l'ingresso nella storia. Come sa bene il "vecchio" Roger Federer, che con 7 titoli e 4 gemelle sulle spalle ogni volta che si respira l'aria dell'All England Club torna puntualmente tra i favoriti.

Lo Monaco, si torna a Wimbledon e si torna a parlare di Federer come possibile vincitore: concorda?

“Non so se come vincitore ma per la semifinale non vedo grossi problemi e non solo per una questione di avversari, che saranno Wawrinka (in recupero da un virus che lo ha costretto al ricovero, ndr)  e Janowicz. Sull’erba il nuovo Federer, che forza gli scambi brevi, può ancora fare la differenza”.

Poi, per modo di dire, ci sono il numero 1 e il numero 2...

“Le incognite maggiori sono su Djokovic, che convive da tempo con problemi al polso. Nadal invece sembra essere completamente recuperato anche se ha un tabellone insidioso con Klizan al primo turno, Rosol, che lo ha già battuto a Wimbledon, e Karlovic che sull’erba è un cliente difficile”.

Quali sono le condizioni del campione uscente Andy Murray?

“Bella domanda. Di sicuro possiamo dire che ha avuto un buon sorteggio dato che tra le teste di serie ha pescato Ferrer, che sull’erba non spaventa. Come al solito però conterà la condizione mentale dell’inglese che storicamente è soggetto a passaggi a vuoto imbarazzanti…”.

E che recentemente ha scelto come suo allenatore una donna, “Amelie Mauresmo”: il suo parere?

“Detta così la cosa può sembrare strana ma penso che Murray abbia bisogno di una persona che sia “costretto” a rispettare. Lendl, il suo ex allenatore, è riuscito a farlo diventare più offensivo nei momenti chiave ma non a limare completamente certi aspetti del suo carattere. La speranza è che con una donna nel suo angolo l’inglese non si lasci andare alle sue proverbiali sceneggiate”.

Le stesse che dovrà evitare la speranza azzurra Fognini: crede riuscirà a essere un po' più "british", visto il contesto?

“Il problema è che, dopo un paio di turni abbastanza agevoli, Fabio dovrà vedersela prima con Kevin Anderson e poi negli ottavi proprio con Murray.  Non sarà facile ma Fognini, che a Parigi ha gettato al vento i quarti di finale perdendo una partita già vinta contro Monfils, deve arrivare alla seconda settimana se non vuole perdere posizioni in classifica. Seconda settimana che francamente vedo proibitiva per Seppi, che al secondo turno si ritroverà contro Bagdathis, specialista dell’erba di Wimbledon e fresco di vittoria al Challenger di Nottingham”.

Qual è la situazione nel tabellone femminile?

“E’ un peccato pensare che Williams e Sharapova si affronteranno già nei quarti di finale ed è lì che si deciderà Wimbledon. Purtroppo la russa, che a Parigi è tornata a sollevare un torneo del grande slam, ha sempre subito il gioco e la forza dell’americana. E’ come se la Sharapova sapesse che contro Serena la sua proverbiale forza di volontà non è sufficiente e che prima o poi commetterà qualche errore, in particolare sul suo servizio, che le sarà fatale”.

Come vede la cinese Li?

“A Parigi ha deluso ma Carlo Rodriguez, ex coach di Justine Henin, sta lavorando per renderla una giocatrice sempre più offensiva e sull’erba veloce di Wimbledon, considerando anche l’inserimento nella parte più facile del tabellone, potrebbe fare bene”.

C’è qualche speranza per le italiane?

“Poche. La Giorgi, che è quella che sull’erba gioca meglio, si ritrova la Sharapova al terzo turno. L’ha battuta a Indian Wells ma quella di oggi è un’altra Sharapova. Qualche speranza in più la vedo per la Pennetta che con Davis e Stephens ha una prima settimana decisamente più facile”.

E il doppio azzurro Errani-Vinci, finalista in quel di Parigi?

“Possono far bene ma la superficie le penalizza, soprattutto la Errani. Staremo a vedere. Pronostici a parte, lo sappiamo che a Wimbledon le soprese sono dietro l’angolo”. 

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