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Fognini e Bolelli: finale storica all'Australian Open

L'opinione di Jacopo Lo Monaco, voce di Eurosport, sull'impresa degli azzurri nel doppio in un torneo dello Slam. Non accadeva dal 1959

Teobaldo Semoli

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Due azzurri in finale in un torneo dello Slam, come non accadeva da 56 anni e come mai era accaduto nell'era Open. Protagonisti dell'impresa sono Simone Bolelli e Fabio Fognini, che hanno battuto in tre set, dopo un'ora e 58 minuti, l'olandese Jean-Julien Rojer e il rumeno Horia Tecau qualificandosi per la finale degli Australian Open. "Per l'Italia è un risultato storico – commenta Jacopo Lo Monaco, che sta raccontando il torneo in diretta per Eurosport – basti pensare l'ultima volta che due italiani avevano raggiunto la finale di uno slam risaliva addirittura al 1959, quando Pietrangeli e Sirola vennero sconfitti nell'atto conclusivo del Roland Garros di Parigi...".

Questa volta però la finale, che si giocherà sabato 31 gennaio dopo la finale femminile (in programma alle 9.30 del mattino ora italiana) e che vedrà contrapposti agli azzurri i francesi Pierre-Hugues Herbert e Nicolas Mahut, potrebbe avere un esito diverso considerato che Fognini e Bolelli hanno dimostrato di avere un'intesa e un'amalgama quasi perfetta. "Avendo raggiunto già per due volte una semifinale dello Slam (nel 2011 agli Us Open e nel 2013 proprio in Australia, nda) gli italiani hanno più esperienza del duo transalpino – continua Lo Monaco – inoltre i due possono mettere un campo armi tecniche esattamente complementari: la risposta e la difesa di Fabio che compensano alcune lacune di mobilità di Simone; il quale però a sua volta, grazie alla potenza de suoi colpi, mette Fognini in condizione di sfrutturare le sue doti sotto rete". 

La coppia azzurra quindi sembra avere tutte le carte in regola per regalare all'Italia un successo storico (molto più del raggiungimento della finale) e regalarsi un montepremi per l'eventuale vittoria da 575 mila dollari australiani, circa 394 mila euro) "Arrivare in fondo a tornei come l'Australian Open ha un valore che va ben oltre il fattore economico – spiega Lo Monaco – poter giocare punti importanti, respirando l'aria che si respira nella seconda settimana, quando in albergo si è rimasti in pochi, e magari al mattino capita di palleggiare con i big del singolare, può determinare una crescita improvvisa anche in singolare. Cosa accaduta nel recente passato a diverse giocatrici azzurre, come la Vinci e la Errani, diventate prima vincenti insieme e poi individualmente".

Il doppio insomma è diventato un toccasana per tutto il movimento azzurro. In particolare per Fognini, che grazie alla vicinanza con Bolelli sembra aver imparato a gestire al meglio la sua testa e le sue emozioni, limitando al minimo le sfuriate e gli atteggiamenti negativi. "Credo che sia tutta una questione di carattere – conclude Lo Monaco –. Simone è così tranquillo e pacato negli atteggiamenti che sembra quasi che Fognini non riesca ad arrabbiarsi, riuscendo invece a controllare le sue emozioni". Nella speranza, aggiungiamo noi, di non dover controllare la più grande. Quella di un'eventuale vittoria. 


 

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