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Ho sconfitto la Strongmanrun 2014

Il racconto del nostro inviato, Alessandro, alla corsa più pazza d'Italia che si è svolta a Rovereto

StongMan run

"Non confondere il movimento con l'azione" E.Hemingway


A Rovereto, il 20 settembre, alle 14, un semplice movimento, quale può essere una una corsetta simpatica di una mezza maratona nelle valli del trentino, si è trasformato in un'azione motoria che solo il Sergente Hartman può aver provato in vita sua.

Se avessi voluto sentirmi vivo in un caldo pomeriggio di questa estate "Sbagliata", non avrei trovato pane migliore per i miei denti, escludendo la coda perenne in tangenziale.

Un'esercito goliardico di uomini con la testa da cavallo, soldatini di plastica verdi, quelli che usi per giocare nella sabbia, con tanto di piattaforma, gruppi musical tipo i Kiss, comitive di zombie con arti umani di plastica in mano alla Walkin Dead, preti, personaggi di star wars e toy story, uno con la gamba ingessata (che ha fatto tutta la gara su due stampelle), puffi, crocerossine con barella e ferito, Fantozzi, alpini, Pinocchio, Forrest Gump, una scatola di profilattici con le gambe, un fallo umano, hawaiani a nastro, vampiri, Milf Hunted, hanno rallegrato la mia permanenza al blocco di partenza prima dell'esplosione dei cannoni.

Si parte, si ride guardando i costumi e si fanno battute a sfondo erotico sulle crocerossine, e sulla tragica e inevitabile fatica, che consapevolmente, si affronterà di li a pochi minuti!!

Primo ostacolo, prime scene da paperissima sprint: blocchi di paglia, covoni quadrati, tre file che ti dicono: "saltaci sopra siamo confortevoli", e li primi tagli da fieno e primi miraggi di un'arrivo a sole Ventichilometri.

La fatica ti sale al cervello alla prima cavalcata sul biondo, e poi un altro e un'altro e il fiato si spezza, nel senso che il diaframma si comprime sui cubi e... E poi ti sorpassa un plotone di frati e tutto passa. Fin qui tutto bene.

Passeggi, riprendi e ricorri. Ricorri perché non sai cosa ti aspetta, ovviamente, non sai che la bestia, che era dentro gli organizzatori al momento della progettazione ostacoli, ti sta per mordere le chiappe fino a staccarti il pezzo .

Si, perché il pezzo che ti stacca sarà da monito almeno per le tue prossime sei vite.

La bellezza di questa città, passaggio millenario dell'italiano in Austria, ti toglie ogni pensiero.

Le montagne immense, ampie e un cielo diverso da quello che vede un Milanese imbruttito come me, tutti i giorni incolonnato tra Pero e Cormano, affievoliscono l'ansia per il mostro di sabbia di dieci metri che ti compare all'improvviso dopo una curva!!

Eccolo: una duna di sabbia, artificiale, con una parete di persone che arranca per sorpassarla.

Mi accorgo di non riuscire a muovermi: cazzo mi sono bloccato. Sto guardando.

Sull'antologia delle superiori, un'immagine del Dürer, raffigurava un'immagine del purgatorio , esattamente così.

Vai: parto, mi aiutano, salgo ed è fatta! Sabbia anche nelle pupille . La discesa sarà più facile.... Noooo . La discesa e' il prologo di una morte certa: una buca di fango alle caviglie, vigili del fuoco che ti sparano addosso simpatici idranti a due atmosfere, scarpe che galleggiano, chiappe che si lerciano, inerzia e forza di gravità che ti fottono, ma anche questa e' fatta.

Si ricorre verso nuovi orizzonti, ma!!! Aspetta. Tre metri e un mega retone da pesca atlantica, ad un metro da terra ti piega. Devi passare . Devi piegarti e con 150 battiti, significa non respirare. Ma lo fai, anche se lasci le corna, con una craniata olimpica, su una barra che sostiene il tutto. Stelle, vedi le stelle ma vai.

Il fango della buca, ha una dolce caratteristica: ti microtaglia le gambe e sanguini superficialmente. Brucia come mettere il profumo sulla faccia dopo la barba, ma vai continui non pensi che poi..... Nooooooo devi rifarlo,ma vai.

Si ricorre finalmente, il mio pane... Pensavo.

Si perché, un dettaglio insignificante quale i sei Spritz della Strongman Party della sera prima, e le diciannove fette di speck fantastico, si vendicano ed entrano a gamba tesa nel metabolismo che rallenta come quello di un'oca da ingrasso.

Peccato che l'ostacolo successivo sia Satana in persona.

E il sintomo principe del decadimento performante, e' la totale indifferenza di fronte ad atlete snelle, biotte e soprattutto infangate!!

Mi sono pentito ,già a quel punto della gara, di non essermi fatto impiantare una capsula di strikina, nel molare sinistro, che , una volta schiacciata digrignando i denti , avrebbe posto la parola" Fine " a questa figata.

Riprendo ricorro e giù in discesa, vedo la "Cosa " .

Altra montagna di covoni quadrati, altra marmaglia di disgraziati, portati in alto da scariche di adrenalina per le risate e la disperazione .

Arrancò e non oso permettermi di fare lo stesso errore di prima: pensare alla discesa.

Si perché su un pianeta normale, la discesa e' più facile, nessuno vorrebbe che una salita non finisse mai. Qui si!

Si si, perché la discesa e' un'enorme scivolo che finisce in una simpatica e felice piscina di fanghiglia. E via così, altro giro altro regalo.

Salite con percentuali che avrebbero fatto rabbrividire Coppi, centinaia di metri di discese su pietraia. Centinaia di santi che cadono dal cielo e migliaia di volte :" chi ...zo , me l'ha fatto fare"

Di li a poco avrei avuto la risposta: il sogno di qualunque atleta stanco e sudato in piena acidosi. Il miraggio di che ha sete di riposo: la discesa nel torrente congelato.

Modalità identiche alle precedenti ovvero, montagnone di mostruosi covoni, questa volta da discendere , per raggiungere il greto del fiumiciattolo, col ghiaione più scivoloso e sconnesso del nord Italia.

L'acqua , caratterizzata da un'inebriante -4,ha una forza trasversale che ti capotta ma si tiene duro e si guada!!

Vai vai è vai e il GPS segna più di sette km. Vuol dire che ci siamo quasi ma qualcosa non torna... Manca una " follia " prima del traguardo. Ma ecco ...la piscina Olimpionica da fare a nuoto. Io ho provato a rana poi ho optato per un secco attacco alla sponda. Si esce, e un sadico con Pass stampa e reflex, ti fotografa rasoterra il faccione spalmato al bordo mentre tenti di risalire. Vai ancora, mi sorpassa Forrest Gump, con la barba fradicia. Curvo e, rettilineo , saltella malefica, curvone e traguardoooo!!! Evvai ... Finit... Noooooooooo devo fare un'altro girooooo.

E fu così, che il nostro eroe, tiro' le quoia

Alessandro (Strongman runner)

 
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