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Sci, Anne-Flore Marxer: dalla morte sfiorata alla vittoria nel Freeride World Tour

La snowboarder dello Swatch Proteam, che aveva rischiato la vita nell'incidente aereo del reality francese Dropped, torna a vincere a Chamonix

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Teobaldo Semoli

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Un respiro profondo, e poi giù a tutta la velocità lungo le montagne di Flégère, in faccia al Monte Bianco. Nella mente di Anne-Flore Marxer, campionessa di snowboard freeride, alla partenza della tappa di Chamonix dello Swatch Freeride World Tour, c’è un anno passato nel ricordo dell’assurdo incidente aereo costato la vita a dieci persone (cast e staff) del reality francese ‘Dropped’. Tra queste c’era anche la nuotatrice Camille Muffat, grande amica di Anne-Flore che sarebbe dovuta essere insieme a loro – la sua partenza era stata fissata la settimana successiva –.

‘Sul Monte Bianco c’era un’atmosfera speciale, quasi magica – racconta la Marxer con le lacrime agli occhi dopo la vittoria, conquistata a poco meno di un anno da quel tragico incidente –. Pensavo agli amici che mi hanno lasciato, molti di loro sportivi come me, che non possono più godere di questi momenti: ho sorriso e la discesa è diventata stupenda come solo la vita può essere”.

D'altronde la vita ad Anne-Flore sembra aver regalato tutto: una bellezza che abbaglia, un carattere talmente forte ed estroverso da farla sembrare sola e unica nella folla intorno al podio di Chamonix, e una famiglia che l’ha messa sugli sci a neanche 4 anni facendole scoprire quella che da semplice passione si sarebbe trasformata in uno stile di vita, ancor prima che in un lavoro: ‘Da bambina adoravo lo sci ma non ho mai voluto entrare nel circuito delle gare. A 16 anni ero già una ribelle, cercavo libertà e avventura; amavo il gusto della sfida. Così ho cominciato con il big air e piano piano ho cercato di arrivare sempre più in ‘alto’. Fino al freeride…’.

 

Nel 2011 la Marxer è diventata la numero 1, nel freeride, con una popolarità sempre in crescita dentro e fuori il circuito dello sci, merito anche di un’attitudine innata per il palcoscenico mediatico, tanto da essere chiamata per partecipare a ‘Dropped’ – analogo francese dell’Isola dei Famosi –.

Dopo l’incidente qualcosa si è rotto nella testa della snowboarder svizzera: “Sentivo il cuore pesante – racconta con Anne-Flore con la voce rotta dall’emozione – . Facevo sogni e incubi ricorrenti sull’accaduto, tanto da non riuscire ad alzarmi la mattina. Poi una notte di settembre, mentre ero a Bordeaux, mi sono svegliata e ho visto una splendida luna rossa, enorme. Da qualche tempo avevo iniziato a fare surf e così ho preso la tavola e sono corsa in acqua, alle 4 del mattino. In quel momento ho sentito che qualcuno mi stava dando la possibilità di capire la magia della vita; non potevo sprecare questa occasione”.

Così è iniziata la risalita della Merxer che ha fatto del surf uno yoga per mente e corpo – ‘E’ stato bellissimo ripartire da principiante in uno sport che non sapevo fare. E odio non saper fare qualcosa..’ scherza la ragazza – e che nel futuro vede già un ruolo nel mondo della comunicazione – ‘Da giornalista? Perché no?' –.

Ora è tornata a essere lei la regina di Chamonix e dopo la sofferenza, dice, anche la vittoria ha tutto un altro sapore: “Quando esci da momenti così duri diventi necessariamente una persona migliore. Per tutta la prima parte della mia carriera, anzi di vita, ciò che mi ‘spingeva’ era la voglia di competere e di eccellere, contro tutto e tutto. Oggi ho capito con conta quanto sono brava ma quanto riesco a godermi ogni singolo istante. So che ci sono cose che mi faranno sempre soffrire ma ce ne saranno altre bellissime, che devo essere pronta a cogliere. Come in una discesa libera lungo una montagna”.

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