6 Nazioni, Sgarbi e Semenzato: "Sarà un'altra Italia"

I due azzurri del rugby si dicono sicuri del riscatto della nostra Nazionale dal match contro la Scozia in poi. E si raccontano a tutto campo  

Fabio Semenzato (a sinistra) e Alberto Sgarbi in posa davanti ai pali.

Teobaldo Semoli

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Uno fa il mediano di mischia, l'altro è il tre quarti centro della Nazionale. Insieme Alberto Sgarbi e Fabio Semenzato formano la spina dorsale della Treviso del rugby e, da questa settimana, anche la coppia di punta di Asics Italia. Entrambi vantano numerose presenze con gli azzurri e ci spiegano perché nonostante le due sconfitte in apertura di Sei Nazioni (contro Francia e Galles), la formazione di Brunel può ancora essere protagonista in positivo del torneo.

L'Italia è 0-2 dopo le prime due giornate di Sei Nazioni. Nessun allarmismo?

Sgarbi: "La prima partita contro il Galles, campione in carica, era un test molto difficile. Abbiamo disputato una buona prova e il risultato ci ha lasciato con un po' di amaro in bocca. Con la Francia invece, dopo un primo tempo di livello, abbiamo perso la bussola ma il risultato finale è stato fin troppo pesante".

Semenzato: "Iniziare il Sei Nazioni contro Galles, al Millenium Stadium, e Francia non è così semplice. Nonostante la buona prova dei ragazzi i gallesi ci sono ancora superiori mentre contro la Francia, a Parigi, siamo stati penalizzati da un paio di episodi nel secondo tempo". 

Riusciremo, prima o poi, a compiere il definitivo salto di qualità?

Sgarbi: "Il salto di qualità credo sia già stato fatto. Poi è chiaro che servono le grandi vittorie per dimostralo ma la strada è quella giusta e visto il materiale umano a disposizione mi sento fiducioso".

Semenzato: "Sono d’accordo con Alberto, il salto di qualità è già in atto, anche grazie all’ingresso nella lega celtica (Dal 2010 la Benetton Treviso partecipa al campionato Pro12 con squadre di Irlanda, Galles e Scozia) che ci ha permesso di affrontare partite di valore assoluto. Forse ora serve quel qualcosa in più che spero le nuove generazioni possano darci".

Alberto, ti sei ripreso dall'infortunio al perone dello scorso febbraio?

"Ora sto bene. Il recupero è ormai completato, e già dalla scorsa estate sono tornato a giocare con la Nazionale".

Tu invece Fabio conti di rientrarci il prima possibile...

"Devo trovare più costanza a Treviso prima di parlare di Nazionale. Spero di ritrovare presto il ritmo che avevo l’anno scorso"...

Stai facendo un pensiero al Mondiale 2015?

Fabio: "Se non lo facessi forse dovrei smettere di giocare a rugby. L’obiettivo restano sempre le grandi competizioni, ovvero Sei Nazioni e Coppa del Mondo. Uno ci spera sempre e lavoro ogni giorno per questo obiettivo".

Sgarbi: "Giocare un Mondiale è una cosa incredibile ma prima c’è un percorso fatto di sfide da affrontare giorno per giorno. Un lavoro, che si spera, mi consenta il prossimo anno di arrivare a giocare il Mondiale".

C'è ancora un problema di visibilità per il rugby in Italia?

Sgarbi: "La visibilità mediatica sicuramente aiuta e ne servirebbe molta di più. È normale però che la Nazionale venga seguita in maniera diversa rispetto al Pro12"...

Semenzato: "La copertura televisiva, inutile negarlo, è una delle componenti che ci aiutano a far evolvere questo sport. Speriamo che gli spettatori aumentino sempre di più in modo da poter fare un passo avanti anche da questo punto di vista".

Fortunatamente la visibilità arriva da uno sponsor importante come Asics.. 

Semenzato: "Sicuramente la conferma della partnership contribuisce a darmi una certa visibilità. Senza dimenticare che il materiale ASICS per il rugby è uno dei migliori in assoluto.

Sgarbi: "Per me è una nuova collaborazione ma l’accoglienza da parte dello staff di Asics Italia è stata super. Spero di restare a lungo in questa grande famiglia.

Qualche domanda veloce: a quale giocatore ti ispiri e quel invidi?

Semenzato: Invidio molto Alessandro Zanni, compagno di squadra e qualche volta anche di Nazionale. Da un punto di vista professionale è un grande esempio. Ha un modo di allenarsi, una cura per il corpo, una professionalità, una qualità ed una costanza di rendimento che sono di esempio a tutto il movimento italiano.

Sgarbi: "Non mi ispiro a nessuno in particolare. Per fortuna nel nostro sport gli esempi positivi non mancano.

Ti piacerebbe un giorno essere ospite a Sanremo, come accadde qualche anno fa a Castrogiovanni?

Sgarbi: "Sinceramente non ci ho mai pensato (ride, ndr)".

Semenzato: "Per apparire in tv credo serva avere una certa predisposizione per le telecamere. Non mi dispiacerebbe un giorno calcare il palco dell'Ariston".

Nei momenti più difficili non vi è mai capitato di pensare che il gioco non valesse la candela?

Semenzato: "No, mai. Di professione faccio lo sport che amo da quando ho 6/7 anni. Mi sento un privilegiato".

Sgarbi: "Il piacere che provo a fare questo sport, a stare sul campo ed a stare insieme ai compagni è troppo grande. Non ho mai avuto nessun dubbio".

Cosa ti piace fare a parte giocare a rugby?

Sgarbi: Mi piace stare all’aria aperta. Amo la montagna ed il contatto con la natura.

Semenzato: Mi piace vedere altri sport, è sempre interessante confrontarsi con altre realtà. Inoltre sono un grande appassionato di film ed appena posso vado al cinema".

Una domanda per Fabio. So che ti è capitato di cimentarti con la boxe. Stai per caso pensando di cambiare sport? 

"Sono salito sul ring nel periodo di riposo dato che la boxe è una disciplina che mi ha sempre affascinato. All’estero il crossover rugby/boxe sta prendendo sempre più piede e, tralasciando i casi estremi come quelli di Quade Cooper o Sonny Bill Williams, ci sono diversi esempi di rugbisti che hanno indossato in guantoni. E con discreto successo...

Cosa vi aspettate dal 2014, dal punto di vista sportivo e di vita?

Sgarbi: Per me il 2014 è un anno fondamentale, soprattutto considerando che il Mondiale arriverà nel 2015 e per esserci dovrò trovare costanza e buoni risultati sia con il club che non la Nazionale. Per quanto riguarda l’aspetto extra sportivo ho appena avuto un bambino e mi ritrovo in un territorio inesplorato. Mi auguro solo che le cose continuino sempre così".

Semenzato: Il 2014 sarà un anno di transizione sia a livello federale che di club e questo condiziona un po’ la nostra vita dato che non sappiamo di per certo quello che ci aspetta. Personalmente mi auguro di trovare qualche certezza in più a livello sportivo, lavorativo e di vita".

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