Rugby: Italia-Scozia tra beffe e cucchiai di legno

Il match di Roma vale anche il trofeo meno ambito del rugby. Che i britannici vogliono rifilarci anche per vendicare lo scippo dell'ora azzurro Allan

Tommaso Allan, 20 anni, in piena azione contro la Francia: destinato alla Nazionale scozzese, ha poi scelto di vestire la maglia azzurra. – Credits: Getty Images.

Federico Meda

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Sabato all'Olimpico (ore 14.30, diretta su Dmax) è di scena per l'Italia la partita clou del Sei Nazioni: la sfida interna con la Scozia che non ci batte a Roma dal lontano 2006 (10-13). Entrambe la nazionali vengono da due sconfitte, ma se l'Italia ha ben figurato in terra gallese (26-9) e a Parigi ha chiuso in bellezza (30-10), i ragazzi in blue navy con il cardo sul cuore hanno subìto due sconfitte senza appello: la prima in Irlanda (28-6); la seconda - imbarazzante - contro l'Inghilterra, in cui la Scozia ha fatto registrare 26 placcaggi sbagliati e nemmeno un punto segnato, con la Calcutta Cup (assegnata dal 1878 alla vincente tra le prime due nazionali affrontatesi in un match internazionale di rugby) che è rimasta così a Londra.

Nel caso di Italia-Scozia, invece, la storia non parla di sfide per una coppa, bensì di un cucchiaio, per di più di legno. E che oltre tutto non esiste o, meglio, nessuno sa dove sia finito. Come quasi sempre nel rugby (anche se negli ultimi 30 anni sono proliferati i trofei per le singole sfide del Sei Nazioni), la tradizione è antica e risale a Cambridge, dove da tempo immemore si assegna il Senior Wrangler allo studente più meritevole in matematica nell'arco del triennio. Capovolgete le iniziali SW e avrete WS, ovvero Wooden Spoon: il cucchiaio di legno, appunto, simbolicamente destinato alle squadre che chiudono il torneo con solo sconfitte in carniere.

La tradizione vuole un trequarti ala inglese, tale William Bolton, essere stato il primo a donare ai giocatori dell'Irlanda, sconfitti in tutti gli incontri del 1884, un modello di cucchiaio in uso in Svizzera nel cantone dei Grigioni. Perse le tracce dell'originale, oggi i cucchiai vengono solo annotati in una classifica che al momento vede l'Irlanda primeggiare con 16, seguita da Scozia (14), Francia e Inghilterra (7), Galles (6) e Italia (4), dal momento che nelle quattordici edizioni sin qui disputate gli azzurri hanno fatto segnare uno zero in classifica solo nel 2001, 2002, 2005 e 2009.

A cercare di evitare l'indesiderato utensile da cucina ci sarà in campo sabato per l'Italia anche il ventenne Tommaso Allan, apertura titolare dei primi due incontri del torneo, figlio dell'ex-rugbista azzurra Paola Berlato e del tallonatore scozzese-sudafricano William. Formatosi in Inghilterra (London Wasps) e in Sud Africa (Western Province), Tommaso ha fatto la trafila nelle nazionali giovanili della Scozia e sembrava proprio destinato a diventare un nostro avversario. La svolta l'anno scorso con l'ingaggio a Perpignan, l'ex squadra - guarda caso - di Jacques Brunel. Ad allenare la mischia c'è - guarda ancora il caso - un italiano e così, in breve tempo, arriva la convocazione per i test autunnali alla quale Tommaso dice sì tra le urla di protesta degli scozzesi che gridano allo scippo. Con la beffa che si aggiunge al danno: il tecnico degli avanti di Perpignan di cui sopra è infatti Ciccio De Carli, autore della prima, storica meta italiana nel Sei Nazioni il 5 febbraio del 2000. Alla Scozia, ovviamente.

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