Paolo Corio

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Comunque andrà a finire, il Sei Nazioni 2017 di rugby sarà una sfida all'ultima meta. Perché in questa edizione le mete finiranno per contare ancora più che in passato ai fini della classifica, dopo che il Consiglio del torneo ha deciso di adottare in via sperimentale nuove regole relative appunto ai punti assegnati con il chiaro obiettivo di promuovere lo spettacolo premiando le squadre più offensive.

Le nuove regole per i punti in classifica
Alla nazionale che uscirà vittoriosa dal campo non andranno più 3 punti in classifica ma bensì 4, che potranno salire a 5 punti complessivi qualora il successo arrivi segnando quattro o più mete nel corso della partita. La squadra sconfitta non riceverà invece alcun punto, a meno che non si verifichino queste condizioni: se perde con uno scarto pari o inferiore ai sette punti oppure realizzando quattro o più mete, un punto in classifica; se perde con uno scarto inferiore ai sette punti e realizzando quattro o più mete, due punti in classifica. Così come due punti a testa saranno conquistati dalle contendenti in caso di pareggio.

Il torneo dell'Italia
Aperto sabato 4 febbraio (ore 15.25) dalla sfida tra Scozia e Irlanda e quindi da quella (ore 17.50) tra Inghilterra e Francia, il Sei Nazioni 2017 vede domenica 5 febbraio (ore 15) l'esordio all'Olimpico di Roma della nuova Italia del ct Conor O'Shea contro il Galles, che l'anno scorso ci umiliò a Cardiff con un pesantissimo 67-14. Questo poi il successivo calendario degli azzurri: di nuovo a Roma contro l'Irlanda sabato 11 febbraio (ore 15.25), quindi in trasferta nel tempio di Twickenham al cospetto della fortissima Inghilterra domenica 26 febbraio (ore 16), per poi rigiocare in casa sabato 11 marzo (ore 14.30) contro la Francia e chiudere infine il torneo a Edimburgo il 18 marzo (ore 13.30) affrontando la Scozia. Tutte le partite degli azzurri e delle loro avversarie saranno trasmesse da Dmax in chiaro e anche in streaming.

"Competitivi, competitivi, competitivi!": questo il mantra ripetuto alla vigilia del torneo da Conor O'Shea, nuova guida irlandese degli azzurri, già condotti lo scorso novembre allo storico successo di Firenze sul Sudafrica. "Abbiamo una grande responsabilità per il rugby italiano", ha dichiarato il ct, "e la nostra sfida è dimostrare a tutti che siamo sulla giusta strada". Proprio il XV vittorioso con gli Springbooks andrà a costituire l'ossatura della nuova Nazionale, con ben dieci giocatori in campo a Firenze confermati titolari anche per l'esordio all'Olimpico, che vedrà tra l'altro il capitano Sergio Parisse raccogliere il suo 122° cap internazionale.

L'occhio di O'Shea, comunque, non può e non vuole fermarsi ai 15 prescelti per il primo match: "Guardo la nostra panchina e penso che abbiamo una buona squadra", ha infatti sottolineato l'irlandese. "Le riserve sono importanti quanto i titolari in un torneo concentrato come il Sei Nazioni, che rappresenta il nostro impegno a breve termine e in cui la nostra sfida è la prestazione, cercando di fare il nostro meglio. Il cambiamento è possibile e sarà anche molto veloce se facciamo le cose giuste, anche se non è pensabile che il tutto possa avvenire da un giorno all'altro".

Le favorite per la vittoria finale
Tra vittorie esaltanti e sconfitte di misura, tutte le squadre del Sei Nazioni arrivano da una serie di positivi test match autunnali contro le squadre dell'Emisfero Sud. E' però indubbio che l'Inghilterra, vincitrice a punteggio pieno della passata edizione, è la favorita anche per questa dopo aver chiuso il 2016 con il record di 13 vittorie su altrettanti incontri disputati, l'ultimo dei quali ha visto gli uomini del ct Eddie Jones superare in casa l'Australia a inizio dicembre per 37-21.

Un gradino più sotto nei pronostici sta poi proprio il Galles, primo avversario dell'Italia nel torneo, che ha a sua volta chiuso il 2016 con un'importante vittoria (27-13) su un Sudafrica di certo non all'altezza del suo blasone, ma comunque sempre da includere tra le migliori rappresentative mondiali. Cercando di approfittare tanto dei confronti con il fattore-campo a favore quanto dei nuovi bonus, Francia, Irlanda (capace sempre nei test match autunnali di superare tanto gli All Blacks della Nuova Zelanda quanto l'Australia) e Scozia giocheranno invece il ruolo delle outsider, magari anche solo per fare uno sgambetto alle più quotate avversarie, mentre l'Italia - attualmente al 13° posto nel ranking internazionale - deve solo cercare di fare del suo meglio. Proprio come da indicazione del ct Conor O'Shea.

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